Page 19 - Diana
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rare un pozzo di acqua a Mangesh nel Kurdistan
iracheno, un pozzo che la Gendarmeria pontificia
ha finanziato. Inaugureremo il pozzo proprio nella
festa dell’Assunta, a ferragosto.
Sono tanto felice di questa nuova opera inau-
gurata in un luogo di sofferenza e di scontri tra
musulmani integralisti, cristiani, yazidi, curdi, tur-
chi e americani. Quanto è difficile capire l’Iraq di
questi giorni e quanto è ancor più difficile condi-
videre la situazione di queste persone. L’intento
più profondo, però, non è quello di un’opera di ca-
rità come inaugurare un pozzo, neppure quello di
cooperare, ma è molto più semplice ed esigente:
quello di condividere.
Dormirò nei campi profughi, mangerò con loro,
userò gli stessi cessi. Solo la condivisione cambia
il cuore. Da Erbil mi sposterò a Qaraqosh, Bartella,
Alqosh: tutti villaggi distrutti dall’ISIS che stanno
cercando con fatica e grandi stenti di rivivere. Il
15 agosto sarò a Mangesh a inaugurare il pozzo,
poi ad Araden passando per il campo profughi
di Dawdiya per giungere, infine, a Mosul. Sarà
particolarmente commovente, in una città ancora
non sicura, celebrare la messa in mezzo alle ro-
vine, affacciarmi alla piazza dove c’è la moschea
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