Page 86 - Daria
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Don Alfredo Fecondo canta qui per noi il
suo Te Deum e mi ha particolarmente
colpito perché ci mostra il volto di
persone da lui incontrate, illustrandone la
sorprendente umanità.
“Canterò il mio Te Deum per la follia
d’amore con cui Lui manda ancora me,
povero e insignificante missionario, nel
cuore della Siberia a servire alcune
piccolissime comunità di cattolici ex-
deportati sparsi in un raggio di circa 200
chilometri da casa, e a costruire una
chiesetta nella parrocchia situata
vicinissimo a uno dei lager più spietati e
temuti dell’epoca sovietica.
Canterò il mio Te Deum per Galina.
Quasi settantenne di un villaggio
sperduto. Tumore alle ossa. Le foto di un
non lontanissimo passato narrano di una
donna russa di rara irresistibile bellezza
degna di un Dostoevskij che, dopo aver
subìto una decina di operazioni negli
ultimi tempi, mi chiede: «Padre, è peccato
desiderare di morire?». «O smettere di
TE DEUM 2015 soffrire?», le rispondo con una domanda.
Questo articolo è tratto dal numero di «Sì, ma allora perché Dio mi fa soffrire?
“Tempi” del 31 dicembre 2015 che Per purificarmi dei miei tanti peccati?».
secondo tradizione è dedicato ai “Te «Non lo so, è possibile; ma tu chiedilo a
Deum”, i ringraziamenti per l’anno Lui, se Lo ami». «Certo che Lo amo, e Lui
appena trascorso.

