Page 89 - Alì
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Mi batte una pacca sulla spalla e ridiamo di-
               vertiti.
                  “Gigi, la provocazione più forte è stata quel-
               la di issare questa croce sul campanile. Vedi...
               passi pure che questa chiesa sia grande quasi
               come due loro moschee, ma, in questo clima di
               terrorismo islamico così incazzato, erigere una
               croce di due metri su un campanile che è la più
               alta costruzione di Bura è stata davvero la cosa
               più audace e spregiudicata che ho fatto! I primi
               giorni non hanno visto bene la cosa... ma ora
               tutto sembra quieto. Ti dico ‘sembra’ perché, con
               i musulmani, non puoi mai essere quieto!”.
                  “Hai ragione, padre Ernesto. Hanno proprio
               una testa molto, ma molto diversa dalla nostra!”.


                  Passando per la scuola e il dispensario, en-
               triamo in canonica e ci beviamo una tazza di
               caffè americano bollente. Lo voglio provocare:
                  “Ernesto, cosa pensi dell’Europa da questo
               osservatorio sfigato e pieno di pericoli che è Bura
               Tana, in mezzo a un terrorismo islamico talvolta
               feroce dei somali e dei militanti di Al Shabaab?”.
                  Ernesto si fa serio e inizia un discorso per me
               meraviglioso:


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