Page 87 - Alì
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“Cavolo, padre Ernesto, ma se stai male cosa
devi fare?”.
“Devo farmi portare a Hola, dove tu hai preso
il taxi comune, ma anche lì i servizi sono miseri e
sporchi. Vedi, don Gigi, l’educazione e la sanità
sono le mie prime strade di evangelizzazione.
Viene una mamma con un piccolo dal pancione
gonfio per una infezione intestinale? Due pasti-
glie per la cura sono la migliore testimonianza.
La mamma e il papà vedono i loro bimbi guariti
e tornano. È gente povera ed è musulmana. Non
sanno né leggere né scrivere. Alla nostra scuola
imparano e... ti sono riconoscenti!”.
Mentre Ernesto parla, cresce in me l’ammira-
zione per lui e per il bene che fa a questa gente,
senza parlare di Gesù, ma testimoniandolo con
le opere semplici e concrete. Sorride, gira la testa
in alto per farmi vedere la croce e il suo codino
mi sbatte sulla faccia. Forte ‘sto prete dai capelli
lunghi e raccolti in un simpatico codino!
Scherzo con lui:
“Sui capelli siamo invece di vedute opposte,
mentre tu li hai così lunghi da raccoglierli in un
nero e lucido codino, io me li sono fatti tagliare
a zero nei giorni scorsi in uno schifoso carcere
a Mtangani...”.
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