Page 67 - Alì
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a cielo aperto ci porta al luogo del rapimento.
In questo momento sento forte il desiderio di far
sentire vicini a quegli amici, altri amici!
Chiedo a Jimmy di usare la sua linea
WhatsApp. Chiamo un amico prete che lavora in
Vaticano. Lui risponde. Bambini e ragazzi sono
alle stelle! Da così lontano la gente è attenta a
noi. Don Paolo ci fa un regalo incredibile: ci fa
vedere, dalla sua finestra, la basilica di San Pie-
tro. I ragazzi esplodono in un coro di “Wooooo”.
Se non sanno nulla di Mosul o Iraq, tutti ri-
conoscono quel luogo e gridano “Roma”, “Papa
Francesco”. Quella bellissima chiesa tanto lonta-
na da noi, tanto ricca, tanto sfarzosa paragona-
ta alla chiesa misera in cui abbiamo celebrato,
diventa una bomba atomica. Siamo almeno una
quindicina di persone e chiediamo all’amico pre-
te, don Paolo, di mandarci una benedizione e lui
traccia su di noi il segno della croce! Un bambi-
no bacia il telefono di Jimmy. E io... io scoppio
a piangere, non per la benedizione di don Paolo
o per lo straordinario collegamento con Roma,
ma per il bacio del bimbo al telefonino! Cavolo
ma che fede, con i suoi 6 anni! La mamma lo
prende in braccio. Glielo strappo e lo riempio di
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