Page 66 - Alì
P. 66
ghiera per lei così vicini a quella stanza dalla
quale l’hanno rapita. Parlo loro di Garissa e dei
cristiani massacrati sul pavimento di un dormi-
torio, parlo loro della barbara esecuzione di 148
studenti, uccisi solo per il fatto di essere cristia-
ni... e i loro occhi si fanno immediatamente at-
tenti. Il nome di Garissa lo conoscono bene, ma
non immaginavano che avessi raccolto il sangue
e le testimonianze di quei martiri. Parlo loro di
Bura Tana e della chiesa che abbiamo costruito
in onore dei ragazzi uccisi il 3 aprile 2015. Infi-
ne... arriviamo a Chakama, agli Shabaab.
Hanno bisogno di raccontare. Sono loro a
parlare dell’esplosione, del rapimento. Parlano
tutti insieme. Per un po’ di giorni il villaggio si è
riempito di giornalisti cretini pronti a raccontare
ogni istante della vita della ragazza, ma comple-
tamente disattenti alla loro vita! Qualche donna
piange, altri piccoli si aggrappano alle mie brac-
cia. Sento un po’ di dolore sul braccio scottato,
ma quanto sono felice di essere stretto da loro!
Siamo seduti sui gradini gialli e verdi dell’in-
gresso della locanda che ospitava Silvia e tra-
sformiamo quel luogo in un luogo di preghiera.
Apriamo la porta, entriamo. Un piccolo corridoio
64

