Page 62 - Alì
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sone, non sia fermato dalla paura! Questo è un
               motivo, mai raccontato, dell’interesse a trovare
               presto e trovare viva la ragazza italiana prima di
               Natale. Incontro il capo del villaggio. Usciamo
               dalla chiesa cattolica e ci dirigiamo alla strada
               principale. Quattro assi, due locande in cui si
               può mangiare chapati e hugali e poi il niente:
               boscaglia, capre, il fiume...
                  Un casino ritrovare qualcuno lì, soprattutto se
               vestita con il niqab, il vestito che lascia scoperti
               solo gli occhi alle donne musulmane integraliste.
                  Il capo villaggio, cattolico, mi dice:
                  “Padre, le cose qui a Chakama sono peggio-
               rate dai primi anni che tu venivi a trovarci con
               padre Nikolas. Piano piano sono arrivati i somali
               e hanno iniziato a comperare la terra. Ora sono
               diversi e, come sai, i somali sono musulmani e,
               con i musulmani, sono arrivati gli uomini di Al
               Shabaab. Noi del villaggio pensiamo tutti che
               siano stati loro. Abbiamo paura! Essere cristiani
               qui è diventato pericoloso e siamo smarriti”.
                  È vero, anche le buone suore mi hanno rac-
               contato, in chiesa, la loro paura! Paura. Essere
               cristiani a Chakama significa provare paura! Per
               questo ho voluto venire qui ad abbracciarli e


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