Page 64 - Alì
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la paura, vi dico con sincerità, la leggo nei loro
occhi. Un bambino mi prende la mano e mi dice:
“Vieni con me, ti faccio vedere dove hanno
rapito l’italiana”.
Si forma così una piccola comitiva: io, il mio
inseparabile Jimmy, padre Alex, il capo villaggio
e uno stuolo di bimbetti e adolescenti che sono
felici di far vedere il loro villaggio al muzungo.
Giungiamo davanti alla casa in cui era ospite
Silvia. Ci sediamo e inizio a parlare. La suora
traduce per chi non conosce l’inglese.
“Vi ho portato un regalo! È una piccola im-
maginetta della Madonna di Qaraqosh che viene
dall’Iraq. Ho trovato questa immagine calpestata
e infangata in una chiesa della piana di Ninive
vicino a Mosul”.
Mi guardano con un punto interrogativo. Non
sanno nulla del Paese che si chiama Iraq e tanto
meno di Mosul. Capiscono invece tutto quando
inizio a dire che in Iraq i cristiani li ammazzano.
Non lo dicono con le parole, ma me lo gridano
con gli occhi. Incredibile! Quando parli di una si-
tuazione simile alla tua, capisci tutto anche senza
conoscere niente! È così! Quella gente, quando
dico Iraq e Mosul, mi guarda come per dire:
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