Page 41 - Alì
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sono sedute attorno a lui e tutte danno una loro
               precisa versione di quanto lui dice in swahili. È
               un uomo calvo, con tatuaggi artigianali fatti in
               carcere. Il tratto e il colore risentono proprio di
               questa produzione casalinga. Ali si è tatuato sulle
               braccia di tutto: un pesce, un delfino, le foglie
               della marijuana, fiori, una farfalla e una gallina.
               Gli occhi sono neri, ma le orbite sono così in-
               fossate che sembra avere le classiche botte da
               occhio nero. Da queste profonde orbite emerge
               il bianco dell’occhio e poi una vivace e sinistra
               pupilla nera.

                  “Don Gigi, sono nato nella miseria e poi, con
               l’arrivo dei figli, il magro salario di parrucchiera
               di mia moglie non basta a sfamare i bambini.
               Inizio a lavorare nei campi come contadino... E
               poi la prima sbandata: inizio a fumare marijuana
               ed erba, entrando in un giro pericoloso. Padre,
               iniziano così i primi furti! Rubo cibo, vestiti... poi
               comincio a rubare i soldi armato di machete”.
                  Fino qui una normale storia di uno sbandato
               in preda a droghe che compie furti... Guardo
               Jimmy che sta ascoltando Ali e vedo il giovane
               farsi immediatamente attento. Lo ferma e mi dice:


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