Page 44 - 4. La speranza non delude
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Vi è una data nella mia vita che, dopo la data della mia
ordinazione, è particolarmente importante ed è il 18 Lu-
glio 2005. In quel giorno, in sala operatoria ho potuto am-
mirare il cuore di mia madre. Da quel momento, dopo
aver visto il cuore di Mamma sono diventato a tutti gli ef-
fetti il suo direttore spirituale, in un rapporto in cui sicu-
ramente ricevo più io di lei.
Per essere direttori spirituali non dobbiamo forse sa-
per scrutare e vedere il cuore delle persone? Nella com-
pleta mancanza di autosufficienza di Santina, un’attività
è rimasta intatta ed è la preghiera. Tutta l’esperienza che
Mamma ha vissuto ha una sua radice simbolica a Geru-
salemme, dove abbiamo vissuto la Pasqua nel Marzo
2005.
La Città santa è il luogo santo in cui – a partire dalla
morte e risurrezione di Gesù – prende significato il lungo
cammino di Via Crucis sopportato da Mamma. Gerusa-
lemme rimane per noi un rifugio al quale riferirci e al qua-
le tornare in preghiera per avere luce e forza. Mamma ora
è completamente cosciente e segue con molta partecipa-
zione ogni situazione, ma questa progressiva coscienza è
stata risvegliata dalla preghiera. Non avevo mai pregato
così tanto con Mamma, mi sembra di rendere vera
l’espressione di Evagrio Pontico: « Non ci è stato coman-
dato di lavorare, di vegliare e di digiunare continuamente,
mentre la preghiera incessante è una legge per noi »2.
Questa sua malattia mi ha fatto un grande dono, quello di
riscoprire la preghiera incessante con mia madre, e di
questo ringrazio sinceramente il Signore; con Mamma ce-
lebriamo insieme la messa, ascolto la sua confessione, re-
2 Evagrio Pontico, Lettera ad Anatolio Pratico Gnostico 49: SC 171, 610
(PG 40, 1245).
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