Emergenze

EMERGENZE IN KENYA COSTRUIAMO UNA CAPANNA PER LA PICCOLA NURU


L’Associazione Amici di Santina Zucchinelli costruisce in Kenya una capanna per la piccola Nuru.
Prima di parlare della nuova capanna finanziata da Gianfranco e Novella, vogliamo dirvi chi è Nuru, ecco il video:

Nel mio recente viaggio in Kenya (1-13 marzo 2022) visitando il villaggio di Nuru ho visto che la sua capanna era uno sfacelo. Ho fatto una videochiamata a Gianfranco e Novella che hanno potuto costatare la miseria della povera capanna ed immediatamente hanno finanziato la costruzione della capanna per un totale di euro 1300. Una bellissima iniziativa che il nostro Jimmy sta con passione portando avanti. Se io avessi 13.000 euro preferisco costruire 13 capanne come questa per 13 famiglie nella miseria, che una casa in cemento! Pensateci bene, in Africa la normalità è vivere in una misera capanna… povera gente. Ecco la bellissima opera di Gianfranco e Novella! E’ la terza capanna che costruiamo dopo quella di Everlyne, finanziata da Valentina Alazraki (2018) e quella di Dorothy finanziata da Mario e Antonietta Cantuti (2020)…. Chi vuole darmi una mano a costruire la prossima?

Ed ora ecco chi è la piccola Nuru ha dieci anni e mezzo ed è nata nel settembre 2011: la madre di Nuru è scappata con un altro uomo da tre anni, si chiama Priscilla ed ha trenta anni ed è HIV. Nuru è accudita dalla zia che si chiama Paris ed ha 36 anni. Anche Nuru è sieropositiva.
Ecco il progetto fatto da Jimmy
La bimba è particolarmente sfortunata. Due anni fa nel tempo di Natale nella capanna vi era un grande pentolone di acqua bollente per il te, gli altri bambini giocando hanno urtato il pentolone e l’acqua bollente è caduta addosso a Nuru devastando tutta la parte sinistra del suo corpo, oltre allo stigma dell’HIV per il quale subisce discriminazione, la bambina è discriminata anche per questa menomazione orribile! Insieme con Faith l’altra bambina cieca da un occhio sono i due casi più pietosi che raccomando alla vostra generosità.

In seguito all’invio di Euro 1300 sul conto della parrocchia di Msabaha, padre Lukas ci invia ricevuta nel controvalore in dollari e consegna poi 153.000 scellini a Jimmy per costruire la capanna, con il nostro tradizionale amore per la trasparenza ecco qui il documento che vi mostriamo, per poter dire a tutti che ogni euro che voi ci donate finiscono tutti in carità. Ecco la ricevuta in tre pagine:

prima pagina ricevuta di padre Lukas
seconda pagina ricevuta Padre Lukas
Terza pagina ricevuta di Padre Lukas con consegna di denaro a Jimmy

VOLO ADDIS ABEBA – MOMBASA
Per capire meglio la nostra solidarietà, vi propongo una pagina del nostro libro Benedera (ambientato in Kenya 44mo Viaggio di solidarietà 18-30 settembre 2020), in cui si parla del Kenya.
Non mi sembra vero! Sono in aereo verso Mombasa? Un viaggio agognato, sognato, voluto ed amato come segno di speranza e forza nel disastro del Covid a Bergamo. Come ho detto nella premessa un viaggio complicato, imprevedibile e denso di ostacoli, ma anche con straordinari segni misteriosi.

A Roma preso dallo sconforto chiedevo alla Madonna calpestata luce ed un segno… Forse sto sbagliando tutto, ma a Bergamo ora ci sono due nostri ventilatori, seimila libretti dal titolo Luca.. Ed in Kenya un dormitorio ricostruito, in Vietnam una rete elettrica, in Iraq un ambulatorio: tutto realizzato durante i mesi in cui a Bergamo sono morte migliaia di persone!

Chiedevo comunque un segno, non contento di questi, quanto sono cretino! Ho paura di partire, mi sbaglio, meglio attendere come tutti dicono? Maria dammi una risposta: un segno! E la risposta giunge come un fulmine nel cuore: una telefonata: “Don Gigi, sono Gianfranco… stai organizzando il viaggio vero? Bene ho una sorpresa: io e Novella ti offriamo il biglietto aereo!”

Attacco il telefono e due lacrimoni mi scendono dagli occhi… E poi? Nei giorni seguenti. Secondo segno: Matteo mi aiuta per il visto sul passaporto e il visto mi giunge in due giorni: mi chiede solo una preghiera per la sua bellissima bimba che sarà battezzata nei prossimi giorni. Altro segno? Nel casino della preparazione mi viene detto che per entrare in Kenya devo avere un test sierologico eseguito con prelievo di sangue, ma poi tre giorni prima… Scopriamo che è un tampone. Cado nella disperazione… E adesso? Un amico prete, don Dario, in tre ore mi risolve il problema! Se non sono questi tre bellissimi segni?

Prima ricevuta di Jimmy per acquisto di pietre, pali di legno e felci
Seconda ricevuta di Jimmy per acquisto di pietre, pali di legno e felci
Terza ricevuta di Jimmy per acquisto di pietre, pali di legno e felci

Cosa voglio di più? Il prezzo di questo viaggio è alto comporta quattordici giorni di quarantena a Bergamo, tempo prezioso sottratto ad un altro viaggio: ma queste restrizioni sono unico modo di viaggiare oggi! Perché vado in Kenya? Per inaugurare un dormitorio bruciato nell’orfanotrofio di Mambrui: e sono felice!

Vado in Kenya per incontrare la mia piccolina Santina e il cuore mi si riempie di dolcezza, vado in Kenya per pregare sulla tomba di Everlyne nell’anniversario della sua morte. Vado in Kenya per andare a Lango Baya e Chakama, dove Silvia Romano è stata rapita, ed incontrare i missionari per condividere la fede in un luogo dove l’Islam è talvolta furente. Vado a Chakama non per convertirmi all’islam, ma per dire quanto è bello e pericoloso essere cristiani in luoghi dove la fede cristiana spesso è odiata. Vado in Kenya per visitare le povere capanne dei nostri dieci bambini in adozione a distanza e trovare altre dieci famiglie per il prossimo triennio 2021-23. Si sono felice anche se preoccupato, sto nuovamente scrivendo in aereo seduto al posto 24C.

Nel cuore ho veramente la volontà di dedicare più tempo alla preghiera, al confronto con i poveri malati di AIDS, di malaria e … di fame. Eh sì perché la fame da gennaio a settembre ha ucciso 6 milioni e 700mila persone! Mentre il Covid neppure un milione! Guardo dal finestrino, ormai siamo nello spazio aereo del Kenya e dal cuore e dall’Africa vi lancio una forte domanda: perché ogni giorno la televisione ci informa minuziosamente su quanti contagi di Covid sono avvenuti e quanti morti ha causato? Perché la stessa televisione non ci aggiorna sul bilancio di morti per fame? Un’altra domanda: quanti miliardi di euro si stanno buttando per impedire che il Covid uccida un milione di persone? Per trovare un vaccino? E quel vaccino per salvare pochi ricchi? Lo so la domanda mi trapana il cervello da giorni e la ripeto ma mi strappa la pelle: ma con tutti quei soldi quanti morti avremmo salvato di quei sette milioni? La domanda ha sempre la medesima agghiacciante risposta: tutti!

Vi porto nel cuore e vorrei che voi foste qui, tutti! Sono convinto che comunque questo report lo leggerete e mi aiuterete a vivere bene queste giornate sante in cui incontrerò la carne di Gesù. Tolgo dalla tasca il fazzoletto di Ismaele morto di SLA e chiedo il suo aiuto, penso a mio zio Padre Luigi, schiantato è paralizzato dalla SLA a Parma in un letto dell’Infermeria della sua casa religiosa e che mi ha promesso un rosario ogni giorno. Guardo l’anello di oro con il nome di Miroslava, Sofia e Romina in Messico, penso alla mia Olinda in Perù che è venuta qui in Africa con me nel 2011, penso a suor Carolina in Iraq che sta ultimando l’ ambulatorio, a Men Thi Bui in Vietnam e la rete elettrica, a Marco Antonio in un carcere del Brasile e penso soprattutto ai tanti morti di Covid a Bergamo da marzo ad oggi, ai protagonisti del nostro ultimo libretto: Luca, Giovanni e Pina, a don Angelo Mario e Romana, ad Emanuele, Caterina e Maria; tutti loro sono qui con me ed anche tu che stai leggendo queste righe che ti invierò se riesco a trovare linea qui dallo spazio aereo del Kenya.

Siamo partiti tutti insieme e tutti insieme viaggiamo: ho bisogno di voi perché alla fine vi confesso che ho paura! Ma penso che la vita vada riempita anche di gesti folli come questo di viaggiare per incontrare la carne di Gesù in questo tempo di pandemia per dichiarare che la pandemia vera non è quella del Covid, ma quella della mente umana che non riesce a risolvere il problema della fame, della malaria e dell’Aids mentre è compulsivamente impegnata a trovare un costosissimo vaccino ma trascurando chi oggi muore di fame! Alla fine questo viaggio vuole essere un omaggio a loro, a chi oggi muore di fame senza meritarlo, e a voi perché coltiviate sempre il coraggio di pensare e di riflettere per poi pregare sui drammi più veri dell’umanità. Grazie di cuore Gianfranco e Novella, Matteo e Adriana, Dario e Luigi per aver permesso questo pellegrinaggio di speranza, preghiera e riflessione. Come dico sempre in questi report che scrivo a bordo di un aereo tra Addis Abeba e Mombasa: stiamo per atterrare devo chiudere IPad. E inizia il 44mo viaggio di solidarietà il primo dell’era Covid che ha come slogan: il coraggio di ri-partire. E tu nella tua vita, tu mentre leggi hai perso una persona cara per il Covid, o il lavoro, tu che sei in cassa integrazione, nella tua vita hai il coraggio di ri-partire? È dura lo so, ma forza, pensa a loro che muoiono di fame hanno malaria e sono morsi da serpenti velenosi… Quando stai male pensa a chi sta più male di te ed apriti a loro! Coraggio nascerà la speranza, farai del bene a loro e farai bene a te: nel tuo cuore nascerà il coraggio di ripartire! Chiudooo: atterriamo!