Interventi

PERU’ RISTRUTTURAZIONE CUCINA E REFETTORIO NEL SEMINARIO DI PUERTO MALDONADO


Viene presentata la ristrutturazione della cucina e del refettorio del seminario di Puerto Maldonado in Perù finanziato da Fondazione Santina.

Per Puerto Maldonado invece l’impegno economico è di 15.000 euro. Come a Villa San Roman stiamo piano piano ricostruendo l’intero asilo, così a Puerto Maldonado vogliamo piano piano rifare gli ambienti: non tutti insieme con cifre fuori di testa di 100 o 150 mila euro: no, assolutamente no! Ma piano piano negli anni giungere a tale cifra verificando che ogni opera sia fatta alla perfezione e nell’assoluta chiarezza finanziaria ed economica.

Questo avviene non solo in Perù ma anche in Kenya, a Lango Baya, con la costruzione di un’altra scuola: aula per aula abbiamo costruito 5 aule scolastiche; oppure nell’orfanotrofio di Mambrui dove, dopo aver ricostruito il dormitorio, ora stiamo concludendo i locali dell’asilo nido che presto andrò ad inaugurare. Infine in Iraq, dalle suore del Sacro Cuore di Erbil, con infermeria e generatore di elettricità per la scuola materna…

Torna anche qui la domanda: chi ci regala 15.000 euro? Noi non ne abbiamo neppure uno, ma la lettura di questo libretto troverà una persona generosa che ci aiuterà nelle nostre imprese per i luoghi più poveri del mondo. E poi, se oltre a dare un’offerta aggiungete per questo un altro rosario, penso che in Paradiso qualcuno ci ascolti di più… Non preoccupatevi, ho incaricato mia madre Santina, Everlyne, Chi Vuong ed il Viejo Paco di dare l’assillo al Padre Eterno e tutti loro penso che su in Paradiso faranno una testa impossibile al Padrone di Casa… saranno tutti loro, i nostri santi morti, a costruire insieme con noi!… E di loro mi fido ciecamente.

Padre Carlos lo scorso anno ci ha presentato un progetto di ristrutturazione della cucina del Seminario di Puerto Maldonado, ecco la lettera:

PROGETTO RISTRUTTURAZIONE REFETTORIO E CUCINA  PER IL SEMINARIO SAN JUAN MARIA VIENNEY- PUERTO MALDONADO – PERU’

Puerto Maldonado, 27 giugno 2021
All’attenzione del Rettore
del Seminario Diocesano
San Juan Maria Vienney
PUERTO MALDONADO
PERÙ
p. Carlos Castillo Flores

Rev.mo Padre
in occasione del recente Viaggio di Solidarietà della nostra Fondazione Santina ONLUS – svoltosi dal 21 giugno al 9 luglio 2021 è stata formulata al nostro Consiglio di Amministrazione la richiesta di 15.000 Euro per poter contribuire alla ristrutturazione della cucina e del refettorio per il Seminario San Juan Maria Vienney  a Puerto Maldonado, in Perù.  Dopo la verifica della fattibilità del progetto sulla base della documentazione fornita al nostro Presidente nel corso della sua visita a Puerto Maldonado ci è giunta una Sua cortese lettera che ci illustra il progetto e ci chiede di realizzare la ristrutturazione della cucina e refettorio per il Seminario del Vicariato Apostolico. Siamo pertanto lieti di confermare che in data 18 luglio 2021 il Consiglio di Amministrazione, in occasione della festa della nostra Associazione avvenuta a Bergamo, è stato deciso di stanziare la somma da Voi richiesta per un totale di 15.000 Euro. Dopo aver fatto queste importanti premesse ecco le condizioni del nostro accordo:

  1. La somma sarà erogata in un’unica rata, solo dopo aver ricevuto da Lei l’attestazione degli altri versamenti previsti per il progetto a carico del Vicariato Apostolico di Puerto Maldonado e delle altre Istituzioni per il totale di euro 15.000, oltre alla ulteriore documentazione (bollette, fatture, pagamenti) e al materiale fotografico e video comprovante la stato di avanzamento dei lavori nel Seminario:

Attestata da Lei e comprovata dall’Ecc.mo Vescovo l’esecuzione di tali lavori, la nostra Fondazione si prenderà carico dei restanti lavori per un importo complessivo di EURO 15.000, in un unico invio.

  1. Le spese bancarie di spedizione saranno come nostra tradizione con accordo con la nostra banca OUR, a nostro carico; a voi giungerà intero corrispettivo della rata stanziata.
  2. L’importo dell’intera somma sarà erogata sul conto corrente e codice bic swift, e precisamente sulle seguenti coordinate bancarie da Voi indicate qui sotto:

– nome della Banca: BBVA PERU’ CONTINENTAL
– numero del conto: 0011-0184-0200580941-99
– conto in euro
– BIC/SWIFT: BCON-PEPL
– indirizzo della Banca: Av.da Repùblica de Panamà, 3055 – SAN ISIDRO – LIMA – PERU’
– Beneficiario/Titolare del Conto: VICARIATO APOSTOLICO DE PUERTO MALDONADO
– firma del conto: Mons. David Martinez de Aguirre Guinea; DNI 48920147
– indirizzo del beneficiario: Av. Ernesto Rivero N. 100, distrito y provincia Tambopata, departemento Madre de Dios – Perù

  1. A fronte di tale nostra erogazione siamo a chiedere di attenervi ad alcune regole che abbiamo stabilito per ogni nostro intervento caritativo e di solidarietà.
    1. A fronte della somma a voi bonificata chiediamo:
      • Accusa di ricevimento per mail dell’importo, includendo data di ricezione della somma
      • Puntuale rendiconto di come i soldi sono stati spesi e ricevute di quanto da voi speso
      • Documentazione fotografica e video dello stato dei lavori
    2. Al termine dei lavori chiediamo di apporre targa della nostra Fondazione che sarà nostra premura inviare, con opportuna traduzione in lingua spagnola
    3. Si stabilirà insieme una data per inaugurazione dei lavori ai quali sarà presente una nostra piccola delegazione, guidata dal Presidente, ai fini di stabilire più profondi ed articolati rapporti di solidarietà.
    4. Ogni fase del progetto sarà rigorosamente resa pubblica nel sito della nostra Fondazione come avviene per altri progetti, nel nostro sito istituzionale: fondazionesantina.org
    5. Le ferree regole alle quali ci atteniamo ci impongono di sostenere progetti che SIANO REALIZZATI ENTRO L’ANNO DALLA FIRMA CONGIUNTA DI QUESTO PROTOCOLLO.

Perché tale nostro articolato progetto di spesa possa essere iniziato attendiamo da Lei:
P. Carlos Castillo Flores,
Rettore del Seminario Mayor y Minor “San Juan Maria Vianney” de Puerto Maldonado
una risposta firmata da Lei alla presente lettera in ognuna delle sue pagine e nella quale si affermi di accettare le quattro condizioni qui menzionate. Tale vostra risposta avrà altresì i timbri del Vicariato Apostolico.
A nome dei Membri del Consiglio di Amministrazione, vogliamo esprimere gli auguri più sentiti di buon lavoro ed assicurare altresì il nostro ricordo nella preghiera.

MONS. LUIGI GINAMI
PRESIDENTE

IL TESORIERE
Dott. Luigi Pacini

LA  SEGRETARIA
Silvia Bonicchio

Ecco nel video il momento della firma del protocollo
Allegato al protocollo vi era anche il progetto della ristrutturazione che vi riproponiamo nelle seguenti immagini:


planimetria del Progetto ristrutturazione refettorio e cucina seminario di Puerto Maldonado

Il progetto per esteso è allegato a queste schede

Cliccando su questa immagine avrete tutta la successione delle spese comprovate dalle fatture e dalle bollette,: solo dovete cliccare sull’immagine

L’INAUGURAZIONE DELLE UNDICI STANZETTE DEL SEMINARIO DI PUERTO MALDONADO IL 27 GIUGNO 2021
Ci è sembrato utile ricordare l’inaugurazione della nuova ala di undici stanzette nel seminario del Vicariato di Puerto Maldonado, finanziato dalla nostra Fondazione. Era il 27 giugno 2021. Il testo appare nel nostro libro Sol #VoltiDiSperanza N.33

Il caldo umido si sente anche nella sera di incanto qui, al seminario sulle rive del grande fiume Rio Madre de Dios. È stata una giornata intensa e chiedo a padre Persi un luogo tranquillo in cui scrivere. Si carica una sedia di legno con tanto di braccioli e mi fa strada fra la fitta vegetazione di bambù, banani, palme da cocco, verso riva del fiume. Percorriamo una cinquantina di metri e mi si apre un panorama spettacolare che per molti versi mi ricorda il Vietnam con la sua vegetazione lussureggiante.

Padre Carlos ha inviato a noi con grande scrupolo tutte le ricevute e fatture di quanto speso che per nostra correttezza e trasparenza riportiamo qui, Fondazione Santina non ha alcun segreto nel mostrare la propria opera.

Il grande Rio Madre de Dios scorre tranquillo e dall’ alto di una ventina di metri lo ammiro nella sua maestosità. Questi enormi fiumi danno vita ad una vegetazione che non si incontra in Europa. Alla mia destra quattro bambù e alla mia sinistra, a pochi metri, cinque alveari dove le api depongono il miele. Mi sono cosparso di repellente per evitare le punture degli insetti. Cala la sera, recito la preghiera del vespro e nel cuore scende la pace di un Dio che mi vuole bene. Veramente il Creato è il segno dell’esistenza di Dio! In mezzo al verde e alla natura ogni preoccupazione, ogni ansia si spengono e se ti metti in ascolto della natura, lei ti calma. Intorno a me, i grilli cantano in coro, gli uccelli cantano ognuno a modo proprio, un tucano rosso e giallo si appoggia su un ramo e le luci delle stelle in cielo incominciano a brillare tenuemente tra nubi cariche di rosso per il tramonto. Un momento prolungato di silenzio e preghiera ridanno calma al cuore e mettono in ordine le giornate frenetiche.

Anche scrivere aiuta a riordinare i pensieri, a fissare le emozioni importanti, a descrivere il cuore. È stata la giornata più importante di questo lungo viaggio, il viaggio più lungo dei quarantasei e che dura ben 19 giorni. Oggi c’è stata l’attesa inaugurazione di un’ala del Seminario minore, che servirà non solo ai seminaristi ma anche ai sacerdoti per corsi di formazione e di esercizi spirituali. La Messa risente di tutte le norme di sicurezza per il contenimento del covid: siamo tutti con la mascherina, anche perché qui è facile prendere la variante brasiliana del coronavirus. Siamo vicini al Brasile: ad otto ore di macchina c’è Porto Velho, dove abbiamo realizzato una cappella in una discarica … Vecchi ricordi bellissimi.

La mattina si apre dunque con la Messa alle 9 che presiedo e che viene ripresa sulla pagina Facebook del Seminario e di una parrocchia di Puerto Maldonando. Gli otto seminaristi del minore indossano un camice; con me concelebrano padre Carlos, il rettore, padre Persy, il padre spirituale, e un anziano padre domenicano. Ci sono circa settanta persone e rispettiamo il distanziamento sociale. I canti e le preghiere sono bene animati e danno un profondo senso di condivisione. Dopo questo primo momento di preghiera ce n’è un secondo, quello nel quale formalmente inauguriamo l’ala nuova del Seminario nella quale siamo ospitati con Hernan ed Olinda. Ancora con i paramenti liturgici indosso, usciamo dall’auditorium e ci rechiamo davanti alla porta che è ornata a festa.

Nel centro pende una bottiglia di spumante e più in basso un nastro colorato è pronto per essere tagliato, e poi c’è la targa in marmo di Fondazione Santina da scoprire. Padre Carlos ringrazia con semplici parole tutti, in modo particolare la Caritas di Bergamo che ha contribuito all’opera. Poi è la volta di Olinda che legge una traduzione in spagnolo della lettera di augurio del Direttore della Caritas di Bergamo, don Roberto Trussardi. Padre Carlos mi guarda e mi dà la parola. Ho nel cuore tanti sentimenti, dopo tanti progetti inaugurati nel mondo, di cui ben sei in Perù; vorrei dire un milione di cose, ma alla fine il mio discorso dura meno di un minuto: “Questa bella inaugurazione non è un punto di arrivo, bensì è un punto di partenza: prometto che realizzeremo qui per voi i lavori per rinnovare la cucina e il refettorio, e per questo vi do un appuntamento: ci vediamo il prossimo anno, per inaugurare la nuova struttura!”.

Prendo il martello e come per le altre sei bottiglie dei sei progetti precedenti assesto un colpo forte e secco, la bottiglia si rompe e così bagniamo la struttura. La gente applaude… Ora è la volta del taglio del nastro, chiamo anche Olinda: da un lato c’è padre Carlos, dall’ altro Olinda e io. Lentamente togliamo il velo ed appare la targa della nostra Fondazione. Questo per me è il momento più commovente: la firma di Santina che forma il logo della Fondazione è una firma tremula di una donna ferita  dalla sofferenza e dal dolore! Non riesco a trattenermi e mentre la gente applaude, racconto: “Vedete? Questa firma, la firma di mia madre Santina, non è chiara immediatamente e questo è dovuto al fatto che la mano che scrisse questa firma era quella di una donna disabile divorata dal dolore, piena di cicatrici, muta, incapace di muoversi, di mangiare, di cambiarsi… ma che ha sempre conservato un sorriso incantevole. E questa firma oggi si trova sulle targhe di opere compiute in Perù, Messico, Brasile, Kenya, Iraq, Gaza, Italia e Vietnam. Dio usa proprio la debolezza di alcuni per celebrare la sua forza!

E Santina è conosciuta nel mondo per la sua fragilità, non per la sua forza. Questo ci ricorda che nel momento in cui ci sentiamo deboli, fragili, in un momento in cui la vita ci toglie tutto, proprio in quel momento la vita si presenta a noi con il suo mistero, come è successo a Santina! Quando siamo deboli, è allora che siamo forti”. Dico queste parole, ma le dico prima di tutto a me stesso, in realtà, e alla mia grande debolezza di questi mesi, lo dico alla mia incapacità di capire, di vivere con più fede, di dare forza alla mia debolezza.

Con gesto lento taglio il nastro e mi viene in mente il Kenya, a settembre dell’anno scorso, quando con la mia piccola Santina in braccio inauguravo il dormitorio a Mambrui; mi viene in mente l’Iraq, in aprile, quando a Erbil ho tagliato il nastro rosso di una nuova infermeria. Durante la spietata era del covid questa è la terza opera che inauguriamo all’estero – senza dimenticare i due ventilatori polmonari regalati all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. E ce ne saranno subito altre: in Vietnam, dove abbiamo costruito una rete di elettricità per il piccolo villaggio delle risaie di Khe Nhao sulle montagne del Nord, a pochi chilometri dalla Cina, e ancora in Messico, dove stiamo costruendo una palestra nel terribile carcere di Las Cruces, senza dimenticare l’Italia dove a Sant’Andrea Ionio, in Calabria, inaugureremo presto un bagno assistito in una casa per anziani.

Molte altre opere ci attendono ancora, e la cosa singolare è che ognuna di queste opere porta la firma tremula non di una donna potente, di prestigio, ma di Santina: Santina, che ha fatto solo la terza elementare e che a ottanta anni è divenuta esperta di sofferenza. Questo è lo strumento che Dio usa per fare del bene, quello che il mondo scarta e reputa inutile o addirittura dannoso. Santina ha saputo costruire con la sua fragilità una serie incredibile di buone opere nel mondo e forse l’opera migliore che ha compiuto è stata quella di cambiare il cuore del figlio, che dal 2005 è un’altra persona: 16 lunghi anni di nuovo “seminario” per arrivare ad oggi, in cui ha plasmato nel figlio un cuore libero e capace di verità è disposto a sacrificare per la verità il proprio personale prestigio scegliendo di vivere per il merito e non per il successo.

Il cardinale Martini sempre mi raccomandava: Gigi, vivi per il merito, mai per il successo, perché il Vangelo ha merito, non sempre successo! E Santina con la sua fragilità è l’icona di una vita di povertà, austerità e dolore vissuta solo per il merito, perché Santina nella vita non ha mai avuto successo, ma le sue opere hanno merito e queste opere non le dobbiamo cercare, perché sono sotto gli occhi di tutti. E a voi così lontani questa notte giunga questo report.

Ho finito di benedire tutto il complesso rinnovato; i ragazzi del Seminario minore hanno preparato alcuni spettacoli, usciamo nel grande campo sportivo: bellissime danze, vestiti colorati degli indios dell’Amazzonia, ore liete e belle per fare festa; il vescovo David  ci raggiunge telefonicamente e tutti possono sentire la sua voce: è un messaggio di augurio a tutti e di benvenuto a Olinda, Hernan e don Gigi, “lo accogliamo con gioia”: davvero siamo sulla strada giusta, la strada del bene!

Ma la strada del bene è stretta e faticosa e forse io questo non riesco a capirlo ancora, in questi giorni. Si è fatto buio e non distinguo più le piante, è meglio ritornare al Seminario: uso l’IPad sul quale ho scritto come torcia e riesco a tornare al Seminario per inviare a tutti voi questo terzo report, che vi arriva nel cuore della vostra notte dalla Regione Madre de Dios, nell’Amazzonia del Perù. A questo Paese sono debitore perché una donna peruviana, Olinda, per sette anni ha assistito mia madre con slancio e dedizione, ed ora è tornata a vivere a Villa San Roman a Juliaca: anche Olinda forse non ha avuto troppi successi nella vita, ma il merito sì! Come la mia amata Santina!