Emergenze

EMERGENZA UCRAINA IL PRIMO INTERVENTO DI ASSOCIAZIONE AMICI DI SANTINA 31 MARZO 2022


ASSOCIAZIONE AMICI DI SANTINA AIUTA I PROFUGHI DALL’UCRAINA CHE TROVANO CASA AL SEMINARIO GIOVANNI XXIII DI BERGAMO: “QUI CI SENTIAMO FINALMENTE AL SICURO”.
L’Associazione Amici di Santina Zucchinelli risponde alla grande emergenza della guerra in Ucraina ed il 31 marzo 2022 stanzia i primi euro 5.000 a favore dei profughi ucraini ospitati nel Seminario di Bergamo, come spiega l’articolo di Sabrina Penterani qui sotto riportato.

 

C’è la parola pace “Mir” come buon augurio nel nome di Miroslav, un bambino biondo di tre anni che in questi giorni ha trovato casa nelle stanze del Seminario Giovanni XXIII di Bergamo. Nei corridoi ci sono i panni stesi, e una giovane donna fa capolino fuori da una stanza con un asciugamano avvolto in testa e un phon in mano: scene di normale quotidianità di una casa, finalmente, per i profughi fuggiti dalla guerra in Ucraina. “Qui ci sentiamo al sicuro” dicono, e si affaccia qualche sorriso timido, che lascia però presto spazio alla preoccupazione per i familiari che sono ancora lì, sotto i bombardamenti, e per il destino del Paese che hanno lasciato.

Al Seminario vescovile stanze per la prima accoglienza.
Il Seminario di Bergamo ha messo a disposizione alcune stanze per la prima accoglienza. Gli ucraini, quasi tutti donne e bambini, arrivano stremati dopo un viaggio lunghissimo, spesso hanno con loro soltanto i vestiti che indossano. Nell’atrio del Seminario è stato creato un piccolo deposito di materiale essenziale a cui possono attingere: vestiti, scarpe, biancheria, giocattoli.
Siamo andati a trovare i profughi accompagnati da don Vasyl Marchuk, prete ucraino che svolge la sua attività pastorale a Bergamo. Gli è affidata la cura della comunità ucraina locale, che conta oltre mille e cinquecento persone. “Questo conflitto – racconta – ha unito ancora di più la popolazione”. Lo si vede anche nella partecipazione alla Messa domenicale nella chiesa di Santo Spirito, in via Tasso. La celebrazione segue il rito bizantino e dura quasi due ore: “C’è sempre una forte partecipazione – osserva don Vasyl – ma nelle ultime due settimane è diventata ancora più intensa la preghiera per la pace”.

Andrej, prete ortodosso, fuggito con nove bambini
Nelle stanze che il Seminario ha dedicato all’accoglienza incontriamo Andrej, prete ortodosso, che ha portato con sé la moglie e nove bambini: “Tre sono i miei figli, gli altri sono orfani che abbiamo accolto nella nostra casa famiglia”. Il più piccolo ha otto mesi, il più grande 16 anni. Arrivano da Poltava, sulla riva destra del fiume Vorskla. Stanno aspettando di riunirsi ai loro familiari, ancora in viaggio. “Siamo ancora in contatto con l’Ucraina, sappiamo che nella nostra città negli ultimi giorni i bombardamenti hanno distrutto ogni cosa: case, strade, fabbriche. Gli aiuti faticano ad arrivare, perché i russi sparano anche sui convogli degli aiuti umanitari”. “Siamo fuggiti subito, non abbiamo perso tempo – sottolinea Andrej -. Quando hanno iniziato a suonare le sirene e a piovere missili abbiamo pensato alla sicurezza dei nostri bambini e siamo partiti. Loro non hanno avuto neanche il tempo di avere paura. Hanno affrontato bene il viaggio, anche se all’arrivo erano molto stanchi e provati dalla fatica”. Li ha sostenuti la fede: “Non hanno portato bagagli – sottolinea don Vasyl – ma avevano con loro la Bibbia”. “Ora – conclude Andrej – stiamo cercando di capire come possiamo essere utili all’Ucraina anche da qui”.

Le lacrime di Anastasia: “Abbiamo lasciato tutta la nostra vita”
Anastasia dimostra meno dei suoi 24 anni. Miroslav, “glorioso nella pace” è suo figlio, un bambino allegro e vivace, che sta già imparando le prime parole di italiano. Lei, però, ripensando a casa sua, a ciò che ha passato, al marito ancora in patria a combattere, non riesce a trattenere le lacrime: “Abbiamo lasciato tutta la nostra vita lì”. C’è chi si è riunito ai parenti che vivono qui, chi dopo aver affrontato il viaggio ora cerca una sistemazione con l’aiuto di amici e conoscenti, pronto a ripartire per altre città d’Italia. Ad assistere i profughi c’è anche l’associazione Zlaghoda, composta da ucraini residenti a Bergamo: “Vivo qui da vent’anni – spiega Elena, una dei volontari – in questi giorni sto dando una mano come interprete nell’assistenza ai rifugiati. La nostra associazione si è mobilitata in ogni modo possibile per aiutare i nostri connazionali, siamo grati della solidarietà e del sostegno che stiamo ricevendo”. A coordinare l’accoglienza dei profughi è la Caritas Bergamasca.

LA RISPOSTA DELLA CARITAS DI BERGAMO AL NOSTRO CONTRIBUTO

Grazie per il tuo sostegno
Spett.le Amici di Santina Zucchinelli Onlus,
abbiamo ricevuto la tua donazione che hai effettuato in data 31-03-2022 di 5000 € a favore di Caritas Diocesana Bergamasca per: Emergenza conflitto in Ucraina 2022.
La tua generosità è la mano grazie alla quale ci adoperiamo ogni giorno per non lasciare indietro nessuno nel momento del bisogno.
Con sincera gratitudine,
don Roberto Trussardi
direttore di Caritas bergamasca
L’erogazione NON è detraibile ai fini fiscali in quanto il beneficiario è un ente ecclesiastico. Sono invece detraibili le erogazioni liberali indirizzate a Fondazione Diakonia Onlus.Questi i dati che abbiamo registrato:
Amici di Santina Zucchinelli Onlus
VIA DI PORTA PINCIANA 6 00187
C.F. / P.IVA 12499711005
Modalità di pagamento: CDB – Banco BPM ex CB
Se fossero errati o incompleti non esiti a contattarci e provvederemo a correggerli.

La notizia viene riportata da L’Eco di Bergamo in data 3 ottobre 2022
SOLIDARIETA’. IN KENYA LE NUOVE OPERE DELLA FONDAZIONE SANTINA (L’ECO DI BERGAMO, 3 OTTOBRE 2022 PAGINA 18)
È in partenza per Garissa, in Kenya, dove la Fondazione Santina inaugurerà un refettorio e una cucina a Bura Tana. Monsignor Luigi Ginami è sempre in movimento e solo poche settimana fa è tornato a Bergamo da un importante viaggio in Bolivia, Colombia e Perù. In Bolivia c’era anche il vescovo Francesco Beschi che, con una delegazione bergamasca, ha celebrato i sessant’anni di presenza missionaria orobica nel Paese sudamericano. A Munaypata, dove don Berto Nicoli e don Luigi Serughetti nel 1962 avviarono la missione diocesana, monsignor Beschi ha benedetto il muro di cinta della parrocchia finanziato da Fondazione Santina, nata proprio dall’impegno di don Gigi, come si fa chiamare da tutti.

Munaypata è il luogo simbolo delle missioni bergamasche in Bolivia: è qui, infatti, che nel 1962 i sacerdoti bergamaschi don Berto Nicoli e don Luigi Serughetti avviarono la missione diocesana. Un cammino che oggi, dopo sessant’anni, continua e che la Chiesa di Bergamo con il vescovo Francesco Beschi ha deciso di celebrare in un viaggio missionario, al 20 luglio al 5 agosto scorsi. Sul muro benedetto dal vescovo Francesco è visibile una targa con il logo della Fondazione Santina e il nome di Ada Miotti Parolin, mamma del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede. «Una signora di 94 anni che tanto prega per le nostre opere di solidarietà» ha spiegato durante la cerimonia Asunta Olinda Calderon Vega, rappresentante della Fondazione Santina per il Perù e la Bolivia.
E proprio il cardinale Parolin è protagonista dell’ultimo libro di don Gigi, dal titolo “Viva la Vida”, testo che è un po’ il bilancio degli ultimi anni della Fondazione Santina tra la pandemia e la guerra in Ucraina: nel libro è pubblicato il messaggio rivolto ai bambini dell’Adasm di Bergamo che con i loro risparmi e il loro impegno hanno aiutato i loro coetanei sieropositivi dell’orfanotrofio in Kenya che don Gigi incontrerà in questi giorni. «Penso a voi, bambini bergamaschi, che avete molte cose e che siete sensibili alle condizioni e situazioni invece di tanti bambini del mondo – son le parole del cardinale -.  È ciò che dice il Signore: che dobbiamo condividere. I doni, i beni che noi abbiamo. Voi lo avete fatto e questo, credo, vi ha dato grande gioia e continuerà a darvi grande gioia».
Un messaggio di speranza, di rinascita dopo il Covid, nel libro si parla anche del grande dolore che la guerra in Ucraina ha portato nel mondo e a Bergamo: «Per questo l’Associazione Amici di Santina ha risposto alla grande emergenza e ha stanziato lo scorso marzo i primi 5 mila euro a favore dei profughi ucraini ospitati nel Seminario di Bergamo» spiega don Gigi che aggiunge: «Spesso il  dolore  è  necessario  per  generare  bellezza, spesso la vita incontra il dolore ma aiutare e sostenere chi ne ha bisogno è la nostra reazione davanti alle fatiche». Ora il viaggio in Kenya, per nuovi bisogni e risposte da dare: «Così si semina speranza e si vive la vita, ogni giorno da celebrare».