Regala un Sorriso

Adozioni in Messico programma 2025-2026-2027


E’ la proposta di adozioni a distanza per tre anni (2025-26-27) di nove bambini in Messico, con una offerta annua di Euro 300 per un totale di 900 Euro. Ecco il video che promuove l’iniziativa.

L’importo di Euro 2700,  suddiviso in 300 Euro per 9 persone,  sarà versato in un’unica soluzione  allo scadere dell’anno alla Caritas di Acapulco in Messico secondo le seguenti annualità 2025, 2026, 2027. La peculiarità del programma è il fatto che sarà gestito direttamente dalla nostra associata Magda che si premurerà di tenere il rapporto tra noi e le famiglie dei nostri bambini. Se sei interessato al programma puoi scaricare il MODULO ADOZIONE A DISTANZA DEL PROGRAMMA TRIENNALE REGALA UN SORRISO qui, oppure  inviare messaggio Whatapp  al numero +393290985258

ANNUALITA’ DATA IMPORTO EURO 2700
PRIMA RATA 2 DICEMBRE 2025 Euro 2700
SECONDA RATA DICEMBRE 2026 Euro 2700
TERZA RATA DICEMBRE 2027 Euro 2700
TOTALE  TRE ANNI  EURO 8100

PRIMA ANNUALITA’ IN DATA 2 DICEMBRE 2025
Gli euro 2700 sono stati interamente erogati alla Caritas di Acapulco, con l’impegno di suddividere tra i nove bambini le quote. Ecco il primo bonifico

Come potete vedere, qui di seguito il nostro pagamento della prima rata in 2 dicembre 2025 viene certificato dalla Caritas di Acapulco che affiderà a Magda e Dulce il compito di distribuire la piccola, ma significativa risorsa economica per alimenti medicine e spese scolastiche.


Il Parroco della parrocchia San Nicola di Bari nella colonia di La Laja ad Acapulco  scrive per noi una ufficiale richiesta di aiuto. Padre Hugo Hernandez ci ha sottoposto richiesta ufficiale, che qui riportiamo per chiarezza.

I. HECTOR
Cliccando su questo titolo puoi leggere il libro Hector in cui narriamo la sua vicenda.
Hector è il bimbo di Melanie al quale i narcos hanno ammazzato il padre che si chiamava Hector. Raccontiamo la sua vicenda ad esempio di tutte le altre storie dei nostri bimbi vittime di violenza. 
Siamo alla festa per l’inaugurazione della nostra opera nella colonia di La Laja ad Acapulco. Nella parrocchia di San Nicola di Bari abbiamo ricostruito i saloni parrocchiali distrutti dall’uragano Otis il 24 ottobre 2023. Sto concelebrando con padre Hugo ed usiamo la preghiera della riconciliazione numero 2. Sono concentrato sul testo sacro quando sento, fuori dalla chiesa, quattro colpi di pistola… uno, due, tre, quattro. Per alcuni istanti cala il silenzio e nel cuore chiedo a Dio che non ci sia nessuna vittima! La celebrazione termina ed una signora si avvicina con le lacrime agli occhi e mi dice: “Don Gigi, quei quattro colpi di arma da fuoco significano che c’è un cadavere… è successo così anche con mio marito: me lo hanno squartato e la sera mi hanno fatto trovare i pezzi del suo corpo al mercato: era il 25 maggio scorso; il prossimo 25 novembre saranno sei mesi … era comunque mio marito, anche se aveva il vizio di bere: pensa che, ubriaco, si era venduto anche la fede d’oro!”. Certo, per la donna il lutto subìto è grave e in qualche modo alla fine cancella quasi il vizio del marito: scoppia a piangere e io la abbraccio forte. Sempre sempre sempre mi impressiona la tortura. Perché? Vuoi uccidere? Sparagli in testa, ma squartarlo pezzo per pezzo, no! No! No! …

È sempre così in Messico: alla stanchezza delle giornate intense si unisce il disgusto per la nera sofferenza, l’angoscia, il terrore e la destabilizzazione e il disorientamento che questi orribili fatti di sangue lasciano nelle persone, nelle strade e nelle case. Una di queste vittime a cui dedichiamo questo cinquantesimo libretto si chiama Hector: è stato ucciso alcuni giorni fa, domenica 27 ottobre 2024. E lo hanno ucciso dopo averlo torturato. Chi mi racconta tutto è Melanie, la moglie che ha solo 22 anni: dolcissima con i suoi lunghi chiari capelli, minutina, riservata e con una vita davanti. Melanie Michelle Herrera Abarca è nata il 30 luglio 2002, e ha deciso di scrivere per noi la parte centrale del libro, quella che riguarda Hector, e me la regalerà prima della mia partenza per l’Italia. Sono orgoglioso di avere lei tra i nostri testimoni: finalmente un volto giovane porta un respiro nuovo alla nostra Associazione. Le ho chiesto di associarsi e mi ha detto di sì. Dunque questo report aprirà due parti scritte da Melanie: nella prima parte, la sua descrizione del marito, nella seconda la storia del suo assassinio. Io qui faccio soltanto un riassunto ordinato, disegno in quadro nel quale inserire i suoi bellissimi scritti. Iniziamo dalla famiglia.

La mamma di Melanie si chiama Maritza ed è nata il primo aprile 1972, il papà si chiama Jorge, è un medico pediatra ed ha 64 anni. Poi ci sono i figli: Kimberly, la figlia maggiore, ha 28 anni, poi c’è Jorge che ha 27 anni, poi Allan di 26, Melanie di 22 e infine la più piccolina, Allison di 13 anni. Entriamo nella casa con Magda e Melanie ci riceve con Maritza, la sua mamma. Melanie ha avuto da Hector un bambino bellissimo che si chiama Hector, come il papà, e che è nato il 4 giugno 2021. Il piccolo mi salta in braccio e mi dà un grande bacio e poi corre a giocare vicino alla sua mamma… “Melanie, vorremmo esserti vicino, vorremmo prendere in adozione a distanza tuo figlio per tre anni con il nostro programma che inizia il prossimo anno. Che ne dici?”. “Davvero grazie, don Gigi del vostro aiuto – risponde la ragazza – ti assicuro che ne ho proprio bisogno. Ho finito la scuola tre mesi fa, sono infermiera diplomata ma non ho lavoro e trovare lavoro oggi in questa terra divorata dalla violenza è davvero tanto difficile!”. La madre con il volto rigato di lacrime conferma annuendo con il capo. “Bene, Melanie, raccontami cosa è successo…”. Come accade sempre, ogni volta che una persona inizia a dare voce al suo dolore, il racconto inizia con un soffio di voce, un sussurro; Melanie parla quasi sottovoce, in modo incerto fino a quando, man mano che procede con il racconto, la voce diventa forte, chiara, quasi un grido, il grido, lo strazio del suo dolore. “Gigi, ci amavamo alla follia nella nostra ingenuità e nostro figlio era la luce e la gioia della nostra casa. Ci amavamo alla follia e volevamo presto sposarci, avevamo persino scambiato gli anelli, e sai come li avevamo scelti? Due anelli di argento in forma di corona! Scambiandoceli, avevamo detto uno all’altra: ‘Tu sei il mio Re!”. Ero orgogliosa di portare al dito quell’anello ed ero orgogliosa di vedere il mio Hector con al dito la corona che avevo regalato al Mio Re! Pensa che oltre allo scambio degli anelli, avevamo scritto insieme una lettera, quasi come un contratto privato di matrimonio, che conservo gelosamente, come un tesoro prezioso, insieme con l’anello”. Mi colpisce questa formidabile passione giovanile santa e forte, capace di dare vita a un figlio, capace di dire all’ altro: Tu sei la mia Regina, tu sei il mio Re.  La ragazza mi mostra l’anello in argento: è semplice, ma ha in sé una formidabile energia di vita… una vita purtroppo spezzata prima di giungere a maturità. Melanie continua la sua appassionante narrazione di vita, amore, passione e di morte, odio e atrocità. Una miscela da capogiro che ti destabilizza. Questa meravigliosa terra che amo con tutto il mio cuore mi distrugge nell’anima ogni volta che ascolto una di queste storie… E poi, devo essere onesto: ho paura qui, mi rendo conto che forse mi sto spingendo troppo oltre; nelle carceri, per strada mi riconoscono, quando vado a prendere la macchina e trovo dei proiettili vicino alla mia auto mi viene un brivido di freddo – e prego. Melanie continua il suo racconto: “Hector era avvocato, ma lavorava con una ditta che fornisce macchine per grandi costruzioni di palazzi e strade… lavorava con un collega di nome Victor e lo avevano inviato con lui a seguire dei lavori a Chetumal. Viveva in un appartamento insieme con Victor che teneva la cassa della ditta – e la teneva in casa, appunto – qualcosa come 5 milioni di pesos (circa 230.000 euro). Victor era in viaggio e nell’appartamento condiviso era rimasto solo Hector”. Melanie sospira profondamente e poi continua: “La sera tardi di sabato 26 ottobre 2024 lo chiamo per augurargli la buona notte, ma lo sento preoccupato: ‘Melanie, sento dei rumori che non mi piacciono!’: è stata l’ultima volta che ho sentito la sua voce… passa la notte e la mattina dopo non risponde, tutto il giorno del 27, nulla!

Poi nelle prime ore di lunedì 28 ottobre, una telefonata dalla polizia: una voce asettica mi comunica: ‘Hanno ucciso Hector, lo hanno torturato e sembrato’. Scoppio a piangere e grido: hanno ucciso il mio Re! Stringo forte forte il mio piccolino come se fosse una bambola, dal dolore non mi accorgo di fargli male stringendolo con tutte le mie forze”. A piangere questa volta sono io e sono io che la abbraccio forte, stringo forte come una tenaglia nel tentativo di strozzare il suo dolore. Ecco che, mentre cerco di calmare il pianto disperato di Melania, interviene Maritza, la madre: “Gigi, siamo andate all’obitorio per il riconoscimento del cadavere. Hector era irriconoscibile: lo avevano picchiato, tagliuzzato, smembrato con una ferocia incredibile nel tentativo di sapere dove erano i 5 milioni di pesos che non erano riusciti a trovare in quell’appartamento!”. Mi alzo ed abbraccio Maritza, che si scioglie in lacrime. “Padre – mi dice – i guai non sono finiti, non sono tutti qui!”. Guardo la regina che ha perso il suo re e che stringe forte forte il suo anello: “Gigi – mi dice Melanie – il 23 luglio scorso mio fratello Allan è morto: dicono che si sia impiccato, ma la storia che ci hanno raccontato davvero non è molto credibile”. Vedi com’è il Messico? Immagini che la storia di Hector sia una epopea del dolore, un dolore immenso e impareggiabile e poi invece scopri che è solo un piccolo dettaglio in un immenso quadro malefico. Melanie continua: “Mio fratello viveva con la sua compagna a Cuajinicuilapa. Quella terribile notte alla nostra sorella maggiore, Kimberley, arriva una telefonata con la quale ci comunicano che nostro fratello si sarebbe impiccato. Arrivando al villaggio dove abitava mio fratello, la compagna (che non ha un anello a forma di corona al dito) – lo dice sarcasticamente – ci dice che alle tre del mattino è uscita a comperare una coca cola, mentre Allan chiede alla vecchia suocera una corda per legare il cane, invece poi va nella sua camera e si impicca! Per noi, don Gigi, l’hanno ammazzato per questioni di soldi… ma non possiamo fare nulla, solo aggiungere dolore al mio dolore!”. Guardo le due donne straziate dal dolore: Melanie è sconvolta e i suoi occhi sono persi nel vuoto. Gli occhi ormai sono asciutti e il viso è senza alcuna emozione, una sorta di coma in cui è caduta… la abbraccio forte prima di lasciarla e chiedo di scrivere con il cuore il suo dolore… Sapete una cosa? Sono tentato di chiedere a Melanie l’anello di Hector perché purtroppo, come sapete, quello di Félix è sepolto nell’Oceano Indiano in Africa – ma il compromesso di sangue con il Messico scorre nelle mie vene fino a giungere al cuore!

II. ECCO ORA IL REGOLAMENTO PER COLORO CHE ADERISCONO ALLA NOSTRA INIZIATIVA

  1. La quota annuale per l’adozione a distanza è di Euro 300 a persona e l’impegno è triennale per un totale di Euro 900.
  2. Raccolte le quote annuali, con bonifico bancario e facendoci carico delle spese bancarie in ricezione, con qualifica OUR, eroghiamo l’intera somma  alla Caritas di Acapulco.
  3. I responsabili ci inviano ricevuta.
  4. Ogni mese Euro 25 vengono assegnati ai 9 bambini  in alimenti, spese mediche o scolastiche e Magda ci invia ricevute.
  5. Al termine dell’anno in una approfondita revisione con i Responsabili  si provvederà a rinnovare l’annualità successiva
  6. Per tutti questi motivi di impegno sono ad esortare tutti i genitori adottivi a non abbandonare il programma di adozione.
  7. Le vie di informazione saranno solo 3:
    1. La pagina web dedicata al nostro programma, dove si troveranno i dati generali  dei pagamenti. Tale pagina è visibile a tutti
    2. La chat del gruppo di adozioni a distanza. In questa a scadenza regolare il Responsabile  provvederà ad inviare notizie più specifiche.
    3. Una chat personale con il Responsabile attraverso la quale avere notizie più dettagliate sui bambini.
  8. Il programma è triennale e non rinnovabile.

Bergamo, 16 febbraio 2026