Interventi

FONDAZIONE SANTINA E PARROCCHIA CENATE S. LEONE RISTRUTTURANO PARROCCHIA IN MESSICO


In Messico, nella città di Acapulco e più precisamente nella Colonia La Laja, il Parroco Padre Hugo ha chiesto a Fondazione Santina di ristrutturare i locali della Parrocchia San Nicola di Bari devastati dal Ciclone OTIS nel 2024 per un importo di Euro 5,000. Grazie alla generosità della Parrocchia di San Leona Magno a Cenate Sopra (Bergamo) il giorno 15 dicembre 2025 i lavori sono stati inaugurati con la gioia di tutta la parrocchia. Ecco il video:

INAUGURAZIONE DELLA PARROCCHIA DI LA LAJA RISTRUTTURATA
Nel 2023 il ciclone Otis che si è abbattuto sul Messico ha devastato ampie parti del Paese e portato morte e distruzione anche ad Acapulco: nemmeno la parrocchia di San Nicola di Bari è sfuggita alla sua furia. Pareti crollate, muri imbrattati da fango e abbattuti da massi e pietre. Il recupero delle aule e dei locali della parrocchia procedeva a rilento, finché don Nunzio Testa e la parrocchia di San Leone papa a Cenate Sopra hanno preso la decisione di aiutarla: è stato bello, nella scorsa quaresima, vedere i bambini della scuola materna impegnarsi con piccoli fioretti fino a raccogliere una bella somma!

La  notizia appare sul settimanale diocesano che potete scaricare qui

Poi ha dato man forte il gruppo missionario, una tombolata organizzata per quella finalità e non ultimo la presentazione del libretto “Hector” sul Messico: ed ecco compiuto il piccolo-grande miracolo della solidarietà! Qui ad Acapulco il parroco, padre Hugo, è stato felicissimo e di buona lena ha ripreso i lavori… Negli ultimi giorni prima della nuova inaugurazione ho visto come si mettessero a punto gli ultimi particolari: dipingere un logo, ripulire i locali, controllare gli ultimi dettagli: padre Hugo ci ha messo il cuore per non deludere la carità di Cenate Sopra, e c’è riuscito perfettamente!

Ecco la lettera di richiesta di aiuto del Parroco di La Laja

La nostra carità non viene da ricchi e potenti, ma da bambini, pensionati, operai che dignitosamente faticano ad arrivare alla fine del mese ma che hanno un cuore grande. In questi giorni passati in Messico ho visitato le nove famiglie dei bambini in adozione a distanza e una volta ancora ho riscontrato quanto la violenza rovini il cuore delle persone… In queste strade messicane ti capita di inciampare in cadaveri sui quali sono evidenti i segni di crudeli torture. Nella celebrazione quotidiana della Messa delle ore 17 in parrocchia, ogni giorno è stata ricordata una vittima di violenza. Ieri, ad esempio, erano passati 40 giorni dall’uccisione di Samuel che, ucciso a 38 anni, lascia due bimbi piccoli. In questo inferno, la parrocchia è un’oasi di pace e di incontro.

Il nostro Tesoriere Luigi Pacini invia Euro 5.000 per l’esecuzione dei lavori alla Caritas di Acapulco

Prima della Messa di inaugurazione mi reco sul luogo del delitto che dista solo cinque minuti dalla chiesa, e mi inginocchio in preghiera sul luogo dove le macchie di sangue, non ancora scomparse, sono parzialmente nascoste dai fiori. Prego – e ho paura: non è conveniente nemmeno pregare, dopo l’intimidazione sostenuta dall’omicidio. Due giovani si avvicinano e mi guardano fissi. Oddio, chi sono? Poi sorridono, i due gemelli: erano chierichetti in parrocchia e 10 anni mi aiutavano a portare la mitica valigia rossa dalla casa di Magda alla macchina. Ci abbracciamo forte. Anche un taxista mi riconosce: si ferma, scende dall’auto e mi abbraccia forte forte. Questa cosa mi commuove: la gente mi riconosce, mi sorride e mi abbraccia.

“Hai un bel coraggio, Gigi, a pregare qui! Per la preghiera c’è la chiesa, non quel marciapiede macchiato di sangue! Tu sei matto – ma noi ti vogliamo bene proprio per questo”, dice uno dei gemelli. Ci diamo la mano, formiamo un piccolo cerchio, recitiamo con commozione un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria; poi ci salutiamo con molta commozione e poi rientro in parrocchia: nel cuore avevo Samuel e la sua macchia di sangue. In chiesa, poi, prima della Messa mi aspetta la sorella di Samuel, Erica. “Ciao, don Gigi! Mi hanno detto che sei andato a pregare sul luogo dell’omicidio: grazie, mi hai commosso!


Ti voglio regalare questa immaginetta di San Giuda Taddeo che porto al collo da dieci anni: pregalo affinché ti protegga sempre quando affronti il pericolo per dare speranza a noi disperati”. Scoppia a piangere, Erica, e mi abbraccia forte ripetendo sommessamente il nome del fratello: “Samuel, Samuel mi manchi tanto …”. Sono abbracci forti e vigorosi, quelli delle vittime di violenza. Abbracci forti impastati di lacrime e sospiri, abbracci che ti regalano il cuore, un cuore ferito e torturato da morti assurde.

Gli abbracci di questi giorni lavano il mio cuore e puliscono il mio pensiero. Lo rendono puro e più sensibile. I loro abbracci e le loro lacrime sono veramente una grande purificazione per la mia stupidità e superficialità. Oggi torno in Italia migliore di quando sono arrivato in Messico… Stringo forte San Giuda Taddeo e gli chiedo di aiutarmi a vivere sempre il mio sacerdozio come offerta pura per gli ultimi. Gli occhi della piccola Santina, il fiore rosso regalatomi da una bimba di quattro anni, l’immagine di San Giuda Taddeo sono reliquie di bontà che riporto con me in Italia e che valgono più di un tesoro prezioso – anche se qui in Messico San Giuda Taddeo è considerato il santo protettore dei narcos … Ma io so che Erica non appartiene ad alcun cartello e sono felice del suo dono.

Padre Hugo ci mostra ricevuta del costo dei materiali impiegati e della manodopera per il totale di Euro 5.000

La Messa di inaugurazione della ristrutturata parrocchia di San Nicola di Bari ad Acapulco vede in prima fila proprio i parenti di Samuel, ucciso dal cartello 40 giorni fa. Nell’omelia parlo di lui, bacio i piedi dei suoi bambini e racconto di Cenate Sopra, dei bambini dell’Adasm (Associazione degli Asili e Scuole Materne), del gruppo missionario, della tombolata… di Papa Leone e di San Leone Papa, patrono di Cenate Sopra … e cosi con padre Hugo stabiliamo che da oggi in poi San Leone e San Nicola di Bari saranno amici, e nell’occasione invito padre Hugo a visitare la parrocchia di Cenate Sopra a Bergamo. La gente ride divertita. Poi leggiamo insieme la lettera di don Nunzio e padre Hugo mi affida una lettera di risposta alla generosità bergamasca, mentre mi regala  un bel sombrero messicano da portare in dono al parroco italiano. Dopo la Messa, che abbiamo tutti seguito in grande raccoglimento, saliamo, accompagnati dal consiglio parrocchiale, sul grande piazzale della parrocchia: una bellissima terrazza che affaccia sulla baia di Acapulco. Ormai è sera e le stelle brillano nel cielo. Padre Hugo, profondamente commosso, ci fa notare il nuovo colore del blu che colora di pulizia le belle pareti delle aule di catechismo, del piazzale… Tutto profuma di vernice e di pulito. Ci avviciniamo al grande logo della nostra associazione e fondazione, sotto al quale risalta la scritta “GRACIAS A PARROQUIA SAN LEONE CENATE SOPRA BERGAMO ITALIA”. Magda e Dulce tagliano il nastro ed un forte applauso avvolge la semplice ma significativa cerimonia. La gente mi abbraccia e mi saluta: “Ci vediamo l’anno prossimo! Abbi cura di te, don Gigi. Ti vogliamo bene!”.

Eeeee sì, l’anno prossimo dovrò tornare: infatti, abbiamo promesso all’arcivescovo di Acapulco, mons. Leopoldo González González, di ristrutturare i bagni del seminario minore ed alcune aree per i ragazzi. Oramai il nostro aiuto ai seminaristi è una parte consistente della nostra presenza in Messico e chiediamo alla Vergine di Guadalupe di aiutarci!

Ora vi devo proprio lasciare: vado a fare la valigia, poi avremo un incontro finale di valutazione delle nostre intense giornate con Magda e Dulce, la celebrazione dell’ultima Messa e poi mi avvierò verso l’aeroporto per tornare, con tanto Messico nel cuore, a Bergamo. Sono stanchissimo, con il cervello sbranato dalla paura, dal sangue e dalla sofferenza di questa gente, ma nel cuore una grande pace; sommessamente mi ripeto, con un lungo e profondo respiro: “Meglio stanchi che depressi. Ringrazio così dal profondo del cuore il Signore per la grande opportunità che mi dona di vivere fino in fondo il mio sacerdozio vicino alle grandi povertà del mondo. Chiedo anche a voi, al termine di questo viaggio, di sostenermi sempre con la vostra preghiera. Domenica, al mio ritorno, durante la Messa a Cenate Sopra la mia omelia sarà lunga – dunque, voi preparatevi a sopportarmi pazientemente! Un forte, intanto, dai 40 gradi di Acapulco.