#VoltiDiSperanza

BENDERA – N.30 IL LIBRO GRATUITAMENTE


Qui troverete l’Instant Book n. 30  della collana #VoltiDiSperanza: BENDERA con l’introduzione di Vania De Luca  giornalista della testata Rainews24.

PRESENTAZIONE. COVID19 E LA PROSPETTIVA ROVESCIATA
di Vania De Luca, Rainews24
Zenabo era figlia di Bendera, che di bambini ne aveva avuti otto, e che non ci sembra una donna particolarmente fortunata, anche se lo sguardo di don Gigi scopre in lei un volto di speranza. Zenabo era ancora piccola quando esalò l’ultimo respiro. In occidente per lei ci sarebbero state cure adatte e una vita sicura, ma in Africa no, in Africa si muore, si continua a morire, di malattie altrove curabili e di fame. Appena 700 euro e l’avrebbero probabilmente salvata, ma Zenabu venne sepolta che aveva appena quattro anni.

La stessa età di Santina, cui l’Aids ha portato via la mamma, e che ritroviamo in queste pagine vestita a festa, a maneggiare forbici per lei troppo grandi per tagliare il nastro all’inaugurazione di un dormitorio e poi al battesimo, festa delle feste, ingresso nella vita cristiana, insieme ai due fratelli, Nora e Ramsi. Orfani, ma non abbandonati.

E’ un viaggio particolarissimo, quello in Kenya raccontato da don Gigi Ginami in questo volumetto: è il numero quarantaquattro in una lunga catena di viaggi di solidarietà, ma è anche il primo dell’era Covid, che ha cambiato modi di vivere e scale di valori, rendendo più stridenti le contraddizioni tra chi ha troppo e chi manca di tutto.

 

Un viaggio di andata e ritorno, da un paese segnato dalla pandemia a un paese in cui si continua a morire non tanto per Covid ma per fame, per malaria o per le punture dei serpenti. “I poveri non muoiono di Covid”, annota don Gigi, “noi ricchi moriamo di Covid!”, e se “loro muoiono male e molto peggio di noi”, vale la legge di sempre per cui “i morti tra i poveri non fanno numero”.

 

Eppure il Covid può rappresentare uno spartiacque nella storia, e non solo una parentesi: il mondo è cambiato, si è spaventato, così come si è spaventata la Bergamo di cui don Gigi è originario, e che è stata in Italia tra le città più colpite dal virus.

In data martedì 5 gennaio 2021 abbiamo avuto l’onore di una recensione sul diffuso quotidiano online BERGAMONEWS. Per vedere la recensione, clicca sull’immagine

Questo viaggio in Kenya ha molti scopi dichiarati: l’inaugurazione di un dormitorio nell’orfanotrofio di Mambrui, un nuovo incontro, sempre dolce, con la piccola Santina e una preghiera sulla tomba di sua madre Everlyne, una sosta nei luoghi dove Silvia Romano è stata rapita e la fede cristiana spesso è odiata, la visita alle capanne di 10 bambini adottati a distanza e l’individuazione di 10 nuove famiglie per il triennio 2021-23.

E’ un viaggio in luoghi geografici precisi, pieno di persone che hanno volti e nomi precisi, ma è anche un viaggio interiore alla ricerca della forza per ri-partire. Forse è proprio questo ultimo punto a suggerire una chiave di lettura particolarmente interessante.

Se una Bergamo crocifissa ha costruito l’orfanotrofio di Mambrui, da una Mambrui crocifissa può arrivare l’aiuto a Bergamo (simbolo di tutte le città di cui è fatto l’occidente) a dare significato alle cose. La ri-partanza di don Gigi che dall’Africa fa rientro in Italia si può leggere così come il simbolo della ri-partenza dell’umanità intera che nella disgrazia del Covid si riscopre parte di una stessa natura, di una stessa famiglia, di uno stesso destino, e che invece di chiudere gli occhi – come ha spesso fatto – li apre, e allarga le braccia, e tende le mani. Nel rovesciamento di prospettiva, in cui i ricchi si scoprono poveri e tra i poveri si trova ricchezza di umanità e di senso, è la chiave di volta per costruire -insieme – un futuro più giusto.

Viene in mente il messaggio suggerito da papa Francesco, da solo, in una piazza san Pietro deserta, il 27 marzo 2020 a dare voce e direzione allo scoramento collettivo:  Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti”. Perché il virus non conosce i confini degli stati, né distingue tra ricchi e poveri, tra bisognosi e potenti: tutti impauriti e smarriti, nel vuoto desolante, e in mezzo a tenebre fitte. Tutti nella stessa barca: Bendera che non ha tempo né soldi per imparare a leggere, Kelvin e Isaac, Stella che nasceva nello stesso giorno in cui Everlyne moriva, e poi Santina, Nora, Ramsi, i loro nonni indifferenti ed egoisti… e ancora Piera, suor Nadia, i bambini sieropositivi, don Gigi e il suo accompagnatore Jimmy.

 

Tutti nella stessa barca e “Tutti Fratelli”, come suggerisce papa Francesco nella sua terza enciclica che da poco ha visto la luce. In un passaggio chiave essa ammonisce: “Passata la crisi sanitaria, la peggiore reazione sarebbe quella di cadere ancora di più in un febbrile consumismo e in nuove forme di auto-protezione egoistica”, mentre per evitare nuovi crolli serve quella “passione condivisa per una comunità di appartenenza e di solidarietà” che don Gigi trova in quegli angoli dimenticati del mondo che sono centro agli occhi di Dio. “La crocifissione di Bergamo deve produrre risurrezione”, suggerisce don Gigi. Come ogni crocifissione e ogni ingiustizia, a Mambrui e in ogni parte del mondo. Perché la morte non avrà l’ultima parola.
Vania De Luca

NATALE DELLA FONDAZIONE SANTINA: BERGAMO FERITA DAL COVID AIUTA L’AFRICA (VATICAN NEWS 22.12.2020)
“Bendera” è una mamma africana povera di 34 anni con 8 figli. Guadagna 20 euro al mese vendendo pesce. La giornalista Vania De Luca presenta la storia di questa donna sullo sfondo della pandemia che accomuna la paura del ricco Occidente alla povertà di tante persone nel mondo che muoiono senza cure sanitarie di base.
di LUCA COLLODI
E’ un viaggio particolare quello in Kenya raccontato da don Luigi Ginami, fondatore e presidente della Fondazione Santina, nell’istant-book ‘Bandera’ (Edizioni Messaggero Padova). E’ il volume numero 30 di una lunga catena di viaggi di solidarietà, ma è anche il primo dell’era Covid, scrive nella presentazione la giornalista di RaiNews24 Vania De Luca, presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, che ha cambiato modi di vivere e scale di valori, rendendo più stridenti le contraddizioni tra chi ha troppo e chi manca di tutto. “Il Covid può rappresentare uno spartiacque nella storia, e non solo una parentesi: il mondo è cambiato, si è spaventato, così come si è spaventata la Bergamo di cui don Luigi Ginami è originario, e che è stata in Italia tra le città più colpite dal virus”. “E’ un viaggio interiore alla ricerca della forza per ri-partire. Forse è proprio questo ultimo punto, prosegue De Luca, a suggerire una chiave di lettura particolarmente interessante. Se una Bergamo crocifissa ha costruito l’orfanotrofio di Mambrui in Kenya, da una Mambrui crocifissa può arrivare l’aiuto a Bergamo, simbolo di tutte le città di cui è fatto l’occidente, a dare significato alle cose ed aiutare, con i proventi del libro, gli anziani di una casa di riposo in Calabria. La ri-partanza di don Luigi che dall’Africa fa rientro in Italia si può leggere così come il simbolo della ri-partenza dell’umanità intera che nella disgrazia del Covid si riscopre parte di una stessa natura, di una stessa famiglia, di uno stesso destino, e che invece di chiudere gli occhi, come ha spesso fatto, li apre, e allarga le braccia, e tende le mani. Nel rovesciamento di prospettiva, in cui i ricchi si scoprono poveri e tra i poveri si trova ricchezza di umanità e di senso, è la chiave di volta per costruire insieme un futuro più giusto”. “Tutti nella stessa barca e “Tutti Fratelli”, come suggerisce papa Francesco nella sua terza enciclica che da poco ha visto la luce. “In un passaggio chiave, sottolinea Vania De Luca a Radio Vaticana Italia citando il Papa, passata la crisi sanitaria, la peggiore reazione sarebbe quella di cadere ancora di più in un febbrile consumismo e in nuove forme di auto-protezione egoistica”, mentre per evitare nuovi crolli serve quella “passione condivisa per una comunità di appartenenza e di solidarietà” che Fondazione Santina trova in quegli angoli dimenticati del mondo che sono centro agli occhi di Dio”. 
R.- E’ un viaggio molto particolare quello che racconta don Luigi Ginami in Kenya, l’ennesimo di una lunga serie di viaggi di solidarietà, però il primo dell’era Covid. Questo ci fa capire come il virus sia uno spartiacque tra un passato e un futuro molto differenti. E’ un viaggio di andata e ritorno da un Paese segnato dalla pandemia come l’Italia, ad un Paese in cui si continua a morire non tanto per la pandemia ma per la fame, così come sempre è avvenuto, oppure per la malaria e i morsi dei serpenti. Don Luigi si lascia interpellare dal fatto che i poveri non muoiono di Covid, mentre noi ricchi sì e quindi scopriamo, in qualche modo, la morte e la nostra vulnerabilità. E se la morte dei poveri è peggiore della nostra, vale sempre la legge per cui i morti tra i poveri non fanno numero. Tutto questo interpella fortemente questo Occidente che si scopre molto fragile a contatto col Covid, scoprendo il senso della Croce. La chiave del volume “Bendera” è proprio questa: da una Bergamo ferita a morte per la pandemia che forse più ha pagato con i morti questa pandemia, da quella Bergamo che ha scoperto il senso della Croce e della sofferenza parte la solidarietà verso un villaggio del Kenya dove viene costruito un dormitorio in un orfanotrofio. E’ un librettino che racconta anche del sorriso di questi bambini, offrendo una chiave molto bella di speranza per una rinascita, possibile, di una città, di un borgo, di una località molto povera. Perché poi la Calabria? Perché i proventi della vendita di questo ‘instant-book’ sono destinati a sostenere una realtà per anziani del Sud Italia. Regione che nella prima ondata del Covid sembrava  in una situazione di maggiore protezione, invece oggi si trova anch’essa in prima linea.
Sembra che la pandemia abbia altre prospettive rispetto a quello che ogni giorno leggiamo sui giornali…
R.- In questo periodo ci scopriamo fragili e vulnerabili. Usciamo con le mascherine, abbiamo paura che il virus ci possa infettare. Però, in qualche parte del mondo, c’è qualcuno che dà sempre vive con la precarietà del quotidiano perché manca l’essenziale. Questo volto di speranza, “Bendera”, che dà l’immagine al titolo, è una figura femminile con diversi figli, alcuni morti. Per esempio, una bambina di appena 4 anni che con 700 euro si poteva salvare. In Occidente la sua non sarebbe stata una situazione così drammatica. In Africa, invece, muore e questa è la quotidianità. Una situazione di fragilità che, se noi oggi la sperimentiamo sulla nostra pelle, in altre parti del mondo qualcuno la vive in maniera stabile, costante. Allora nella chiave della fraternità che accomuna le diverse situazioni del mondo, le culture, questo ci interpella e pone delle domande forti. C’è infatti un mondo che va a differenti velocità, con ingiustizie che si perpetuano da sempre ma che non ci devono trovare rassegnati. Penso che la provocazione che nasce dalla lettura di questo, come degli altri volumi della collana ‘Volti di Speranza’, è quella non solo di andare a portare aiuto dove c’è bisogno, sostegno, un progetto, ma anche portare qui da noi, nella nostra cultura, nel nostro modo di essere anche Chiesa, domande forti su chi siamo chiamati a rispondere.  
Parole e storie che a Natale risvegliano il nostro senso religioso, impaurito e addormentato…
R.- Sì. Nel senso che la lettura della storia di ‘Bendera’  pone delle domande forti e suscita in ciascun lettore, a seconda della sua situazione personale, del suo modo di essere, di vivere una dimensione comunitaria. Le domande sono importanti. Quando si parla di un cammino di fede, penso a qualcosa di personale ma anche comunitario. Un circuito di solidarietà che don Luigi rimette in moto ogni volta che viaggia, per poi, con questi racconti, far nascere domande forti cercando risposte altrettanto forti.

DON GINAMI TRA BERGAMO E KENYA. DAL COVID ALLE VITTIME DELLA FAME (L’ECO DI BERGAMO 22.12.2020)
Il Quotidiano di Bergamo in data 22 dicembre 2020 propone un ampio stralcio della Presentazione di Vania De Luca, un cordiale ringraziamento al Direttore Alberto Ceresoli per aver ospitato tale pezzo nel suo prestigioso giornale

ITALIA-AFRICA, SE IL COVID CI FA SCOPRIRE TUTTI FRATELLI. AVVENIRE, SABATO 19 DICEMBRE 2020 PAGINA 21
Il Quotidiano Avvenire propone in data 19 dicembre 2020 la Prefazione della Dott.ssa Vania De Luca, giornalista di Rainews24, nella sua integralità e situandola nel contesto di Agorà che valorizza lo scritto stesso di De Luca. Si ringrazia la Redazione ed il Direttore Marco Tarquino.

SOLIDARIETÀ. UN MISSIONARIO E QUEL LEGAME DI DOLORE TRA BERGAMO E IL KENYA (AVVENIRE 09.11.2020)
Lucia Capuzzi lunedì 9 novembre 2020 
In un nuovo libro don Ginami (Fondazione Santina) racconta l’inaugurazione di un’ala dell’orfanotrofio con i soldi raccolti nella città martire del covid. Il ricavato agli anziani malati calabresi La crocifissione di Bergamo deve produrre risurrezione, come crocifissione è ingiustizia, in ogni parte del mondo.

. Perché la morte non avrà l’ultima parola. Da questa convinzione profonda nasce il nuovo progetto della Fondazione Santina e del suo presidente, monsignor Luigi Ginami. Sacerdote bergamasco, don Gigi, come ama farsi chiamare, ha realizzato decine e decine di azioni di solidarietà nel Sud del Mondo, dal Messico al Vietnam. Gesti compiuti non a distanza di sicurezza.

Perché don Gigi va concretamente a “toccare la carne di Gesù”, i poveri. Lo ha fatto anche stavolta, nonostante la pandemia, recandosi in Kenya. La missione è raccontata nel nuovo libretto della Fondazione, Bendera, per la collana “Volti di speranza”. “È un viaggio particolarissimo, quello in Kenya raccontato da don Gigi Ginami in questo volumetto: è il numero quarantaquattro in una lunga catena di viaggi di solidarietà, ma è anche il primo dell’era Covid, che ha cambiato modi di vivere e scale di valori, rendendo più stridenti le contraddizioni tra chi ha troppo e chi manca di tutto. Un viaggio di andata e ritorno, da un paese segnato dalla pandemia a un paese in cui si continua a morire non tanto per covid ma per fame, per malaria o per le punture dei serpenti”, scrive Vania De Luca, giornalista de Rai News 24 nella prefazione di Bendera. E aggiunge: “Questo viaggio in Kenya ha molti scopi dichiarati: l’inaugurazione di un dormitorio nell’orfanotrofio di Mambrui, un nuovo incontro, sempre dolce, con la piccola Santina e una preghiera sulla tomba di sua madre Everlyne, una sosta nei luoghi dove Silvia Romano è stata rapita e la fede cristiana spesso è odiata, la visita alle capanne di 10 bambini adottati a distanza e l’individuazione di 10 nuove famiglie per il triennio 2021-23. È un viaggio in luoghi geografici precisi, pieno di persone che hanno volti e nomi precisi, ma è anche un viaggio interiore alla ricerca della forza per ri-partire. Forse è proprio questo ultimo punto a suggerire una chiave di lettura particolarmente interessante. Se una Bergamo crocifissa ha costruito l’orfanotrofio di Mambrui, da una Mambrui crocifissa può arrivare l’aiuto a Bergamo (simbolo di tutte le città di cui è fatto l’occidente) a dare significato alle cose. La ri-partenza di don Gigi che dall’Africa fa rientro in Italia si può leggere così come il simbolo della ri-partenza dell’umanità intera che nella disgrazia del Covid si riscopre parte di una stessa natura, di una stessa famiglia, di uno stesso destino, e che invece di chiudere gli occhi – come ha spesso fatto – li apre, e allarga le braccia, e tende le mani. Nel rovesciamento di prospettiva, in cui i ricchi si scoprono poveri e tra i poveri si trova ricchezza di umanità e di senso, è la chiave di volta per costruire – insieme – un futuro più giusto”. Chi deciderà di acquistarlo, al costo di 5 euro direttamente dal sito della Fondazione, non solo scoprirà il coraggio di una donna, Bendera, a cui un’altra pandemia, l’Aids, ha strappato la piccola Zenabo. Avrà anche la possibilità di contribuire a finanziare un importante intervento per gli anziani colpiti dal Covid in Calabria, diventata in questi giorni “zona rossa”. È il secondo fatto in Italia dalla Fondazione nel corso della crisi sanitaria, dopo quello per l’ospedale di Bergamo, città-epicentro della prima ondata

DORMITORIO INCENDIATO RICOSTRUITO CON LA GENEROSITA’ OROBICA (L’ECO DI BERGAMO 31.11.2020)
Finanziato l’intervento nell’orfanotrofio di Mambrui. 
Monsignor Ginami racconta la storia nel libro «Bendera»
Un altro libro e un altro percorso di carità, sostegno. Di solidarietà. La Fondazione Santina non si ferma e anche nel Covid continua a pensare ai più deboli, di tutto il mondo. Se a Bergamo è di pochi mesi fa la donazione di due ventilatori per l’ospedale Papa Giovanni XXIII, il cuore in queste settimane di monsignor Luigi Ginami è in Kenya, ultimo viaggio compiuto lo scorso settembre dal bergamasco. «In Kenya la Fondazione Santina ha finanziato la ricostruzione di un dormitorio bruciato per dolo a Mambrui: si trova a 16 chilometri da Malindi e oggi la struttura accoglie 120 bambini orfani e malati di Aids».

Il 29 dicembre 2019 il dormitorio delle bambine ha infatti preso fuoco: «Abbiamo finanziato la sua ricostruzione spiega padre Ginami . Dai pavimenti del dormitorio ai bagni, ma anche le porte, le finestre rifacendo tutto l’impianto elettrico e idraulico. Un luogo che accoglie bambini bisognosi di aiuto, che vengono curati e seguiti nell’educazione, per poter dar loro un futuro e la dignità di essere uomini e donne del domani ». Un progetto che ha messo in moto la Fondazione Santina: «Pensare al Kenya, agli aiuti che abbiamo offerto, mi fa pensare anche a Bergamo che in questi mesi di dolore e sofferenza, è rimasta sempre aperta alla solidarietà.

Una Bergamo crocefissa come ha detto il nostro vescovo Beschi ma che umile e sofferente ha avuto la forza di continuare ad aiutare gli altri». Monsignor Ginami ha scritto anche un libro su questa storia e in particolare su Zenabo e Bendera, figlia e madre: «Zenabo è morta a 4 anni per Tbc proprio mentre a Bergamo infuriava il Covid, sua mamma Bendera è invece malata di Hiv e ha avuto 8 figli, due sono morti. Il libro racconta la storia di questa famiglia ma anche di Santina, 4 anni, la cui mamma Everlyne è morta di Aids lo scorso anno. Questa piccola è diventata il simbolo del nostro progetto a Mambrui, perché nessuno deve essere abbandonato» racconta il bergamasco che nel suo 30esimo libricino, dal titolo appunto «Bendera», testimonia un viaggio di solidarietà, di incontri bellissimi.

«Un viaggio speciale, il 44esimo, e il primo dell’era Covid: questo terribile virus ha cambiato modi di vivere e scale di valori, rendendo più stridenti le contraddizioni tra chi ha troppo e chi manca di tutto ». Un viaggio di andata e ritorno, da un paese segnato dalla pandemia a un paese in cui si continua a morire non tanto per Covid ma per fame, per malaria o per le punture dei serpenti. Un viaggio che ha avviato nuove adozioni a distanze, in un progetto di continuità e sostegno: «Se una Bergamo crocifissa ha costruito l’orfanotrofio di Mambrui, da una Mambrui crocifissa può arrivare l’aiuto a Bergamo a dare significato alle cose spiega monsignor Ginami . Come ha detto Papa Francesco siamo tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda». Per info sul libro della collana «Volti di speranza» e sulla fondazione che prende il nome dalla mamma di mons. Ginami, consultare il sito internet www.fondazionesantina. org.

DORMITORIO INCENDIATO IN KENYA RICOSTRUITO CON LA GENEROSITA’ OROBICA (IL SISMOGRAFO ORE 31 OTTOBRE 2020 10,00)
Il Sito web Il Sismografo, che gode di grande notorietà, ha postato l’articolo nello stesso giorno alle ore 10,00. Potete leggere l’articolo cliccando sull’immagine qui sotto riportata