è bello ritrovarsi, con l’entusiasmo di sempre, per parlare delle ultime esperienze vissute nel 40° viaggio di solidarietà, che si è svolto in Messico, dal 14 al 23 settembre, ma soprattutto degli incontri fatti con persone, che vivono in particolari situazioni di disagio e la cui conoscenza ci ha colpiti profondamente.
È stato inaugurato presso il Carcere di Las Cruces, il Refettorio realizzato con il generoso contributo della Gendarmeria Vaticana e l’asilo per i bambini, le cui mamme sono detenute.
Sarà un luogo di svago e di incontro per questi piccoli, che in fondo, vivono le stesse limitazioni delle loro mamme, anche se non hanno commesso nulla e sono vittime innocenti. Tuttavia riteniamo che il momento più intenso ed inquietante, sia stato la visita al SEMEFO,
cioè l’obitorio dove si trovano tantissimi cadaveri, alcuni dei quali in avanzato stato di decomposizione, che attendono di avere una dignitosa sepoltura. Ogni giorno vengono uccise 13 persone e questi dati allarmanti, ci danno l’idea della violenza che imperversa in Messico e della quale si parla poco o, peggio ancora, non si fa nulla per contrastarla. In mezzo a tanto degrado e mancanza di valori, c’è tuttavia qualcuno che per un misero stipendio mensile, s’impegna a seppellire i morti e sono quattro persone straordinarie, che si chiamano Enrique, Esteban, Josè Luis e Feliberto. Senza il loro umile, ma importante lavoro, le salme rimarrebbero nei frigoriferi dell’obitorio, senza ricevere una degna sepoltura, come è giusto che sia, anche per il conforto dei familiari delle vittime. È stata una visita molto significativa, che ci ha fatto riflettere sulla morte e sul suo valore umano e cristiano.
Inoltre, nella Parrocchia di La Laja, verrà costruito un mural che non è un memoriale, ma un mezzo di sensibilizzazione al problema della violenza sulle donne, tanto diffusa in quei luoghi, con un esborso di 5.000 euro.
Consiglio di Amministrazione
