Viaggi di Solidarietà

KENYA 26 APRILE – 7 MAGGIO 2019 37MO VIAGGIO DI SOLIDARIETÀ


In Kenya dal 26 aprile al 7 maggio 2019 si svolge il 37mo viaggio di solidarietà di Fondazione Santina ONLUS per inaugurare una aula scolastica ed una nuova cella in un carcere infernale.

L’ARRIVO NEL VILLAGGIO
Da Instant book ALI
Aperto lo sportellone dell’aereo ti trovi a 37 gradi e forte umidità. Il cielo è cupo, pieno di nuvoloni, sta per scatenarsi un temporale, ritiro le valigie Jimmy mi abbraccia ed arriviamo alla macchina completamente bagnati dalla pioggia. Tre ore di auto ed eccoci a Msabaha. Al villaggio ci attendono per una piccola festa ed i saluti. L’ umidità è molto forte e qui siamo in piena estate in questa parte dell’ emisfero sud del mondo. Dopo il temporale esce il sole. Sono seduto a scrivere in mezzo ad una natura dai colori forti e dolci.

La qualità delle piante è incredibile, subito il mio occhio viene catturato dai grandi baobab che ho davanti, in Europa non n e abbiamo neanche l’ ombra, ma poi i colori dei fiori, il rosso vivace delle buganvillee contrasta con il verde delle foglie, poi il bianco delle magnolie…. E poi ci sono loro le formiche giganti, le zanzare, le lucertole e le scimmie, mentre scrivo sobbalzo due volte per il loro guizzo tra gli alti alberi, farfalle, un autentico paradiso terrestre, una natura regina, bella e affascinante che ti cattura il cuore.

E quando scende la sera, come ieri sera la villaggio migliaia di stelle si accendono in cielo, la luna mi guarda, capovolta in modo orizzontale, come lo è in Perù, in questo emisfero sud. Sembra una stupidaggine, ma anche questa semplice constatazione mi riempie il cuore di stupore. In Italia la mezza luna è verticale, mentre qui è orizzontale e si vede la parte bassa delle luna. È proprio vero dal nord al sud del mondo si vedono le cose diversamente! Ieri sera sono rimasto incantato a guardare questa luna, a stupirmi delle cose piccole, di una formica sulla mano, grande il triplo di quella dell’ Italia, o di un lucertolone che assonnato mi guarda e mi studia, alla scimmietta che si arrampica agile sulle alte palme da cocco.

Ho sete, come in Vietnam chiedo una noce di cocco, sicura e buona. Me ne prendono una dalla pianta, con un colpo di machete la aprono e bevo tutto di un sorso. La sete è forte in questo caldo tropicale. Ma in questa bellissima natura, trovo pace, trovo silenzio, trovo interiorità. E mi fortifico. Guardo ai miei piedi nudi e mi dico, devo stare attendo qui a camminare a piedi nudi. Vi sono insetti piccolissimi che da sotto le unghie si annidano nella pelle e depongono uova dentro il dito del piede, il risultato è che il piedi diventa nero e devi… Tagliare, pulire e senza anestesia… Sono dolori forti che è meglio risparmiarsi, sono i piedini dei bambini vicino a me che mi mettono paura, sono completamente devastati da questi parassiti, tagliano i loro piedini per liberarli dall’ insetto e dalla sua devastazione, ma poi si mettono a correre senza ciabattine e si infettano, quanti piedini così ho baciato in questi viaggi!

Al centro di questa meravigliosa reggia, di questa natura superba, vi è il piccolo villaggio di Msabaha dove vive la mia Santina. La bimbetta ha compiuto 2 anni, è la figlia di Everlyne che è sieropositiva con altri due bambini. Sono quattro capanne, in una di queste case di fango e legno vive la mamma di Everlyne che quando ha saputo che la figlia era sieropositiva l’ ha sbattuta fuori casa, per il terribile è deprecabile stigma dell’ AIDS che in questa cultura tanto basica e pervasa da stregoneria e superstizione se uno ha HIV è immondo, si prende HIV toccando una persona infetta, se quella semplicemente ti guarda intensamente…

È così la mia Everlyne si è trovata senza casa con tre bambini. Con soli 750 euro lo scorso anno abbiamo costruito una capanna nuova, grazie alla generosa offerta di Valentina Alazaraki e della sua famiglia, poi nei mesi seguenti, ci siamo concessi un lusso, abbiamo fatto scavare trecento metri e interrato i fili elettrici così che arriva elettricità alla capanna, una sola lampadina che serve solo nelle ore di buio e solo quando si deve fare qualche cosa. Il sofisticato apparato elettrico ci è costato l’ astronomica cifra di euro 150. Bene siamo una ONLUS da morti di fame, la nostra casa e il nostro impianto elettrico non arriva ai mille euro, ma sapete cosa vi dico e ve lo dico da qui, dove sto scrivendo con tre formiche giganti sul piede sinistro un enorme calabrone che mi minaccia di pungere e tra la sua paura e il mio scritto vi dico con chiarezza di idee che preferisco 10 capanne di mille euro che una casa da 10.000! E chi se ne frega se siete d’ accordo, ma qui in una capanna si vive sempre in sovrappopolazione.

Considero la casa di Santina la mia vera casa in Africa! In tutto il mondo io ho case sapete? Bene la capanna di Santina con i suoi mille euro è anche una capanna non vista bene dagli stregoni: lei ha HIV e presto si potrebbe trasformare in AIDS. Ed É proprio per far incazzare sto stronzi di stregoni che ci vado a dormire! Queste religioni tribali, o queste superstizioni sono fuori di testa in qui in Africa e questa povera donna, talvolta presa da febbroni non può neppure andare a lavorare. Bene vi descrivo il mio arrivo ieri sera a casa. Jimmy aveva avvisato la buona Everlyne del mio arrivo. Lasciamo la strada asfaltata e iniziamo un percorso tra palme, cespugli, qualche fuoco e qualche candela illuminano le capanne di miseria. La prima cosa che acceca è il buio, non vi è illuminazione e il concetto di luce è legato solo al dover compiere qualche cosa. Immaginatevi in Italia, fate una prova la sera, di staccare tutta, dico tutta l’ elettricità e di usare una sola lampadina. Ma non per tutta la sera, solo per cucinare, ma non per tutta la cottura, ma solo quando si mette la pentola sua fuoco, poi quando acqua bolle e si butta la pasta, poi quando si toglie e poi quando si serve…

E poi nullaaaaa. Nulla ma proprio nulla, non televisione, non cellulare, non illuminazione, parli al buio  e vivi al buio. Sto fatto iniziale mi mette angoscia, non vedo i volti, e di più sono neri nel nero! E io? Io faccio paura ai bambini! Perché? perché sono bianco e la luna in cielo mi fa essere ancora più bianco, sono muzungo e non è bello essere muzungo al buio di un villaggio. Dunque questo è il mio arrivo. I bambini, i più piccolini iniziano a piangere e scappano al collo delle mamme, e anche il mio amore, la Santina è la prima a scappare, non ci provo nemmeno a tentare di prenderla o di darle un bacio. Le sette donne del villaggio intonano un semplice canto di benvenuto e mi dicono Jambo! Sono davvero, orgogliose che io abiti in questo villaggio. Ma chi è la regina della serata? Non Santina che continua poverina a piagnucolare, ma Lei Everlyne. La abbraccio e lei mi abbraccia forte forte. È magrissima, il seno è quasi scomparso e sento tutte le ossa delle costole, la guardo la ammiro. Continua a tossire, brutto segno! La tosse è catarrosa, durante l’ abbraccio sento il suo respiro ansimante… Ormai da un semplice abbraccio e da quattro colpi di tosse riesco a capire a che punto HIV sia.i grandi occhi bianchi sembrano due stelle del cielo cadute sulla terra, sorride felice!

BOZZA DI PROGRAMMA 37MO VIAGGIO DI SOLIDARIETA’ IN KENYA
26 aprile 7 maggio 2019
ASSOCIAZIONE AMICI DI SANTINA ZUCCHINELLI ONLUS
Chi desidera vedere l’arcobaleno deve imparare ad amare la pioggia

GIORNO MATTINA POMERIGGIO SERA
Venerdì

26 aprile
ITALIA ETIOPIA

SANTA MESSA CON CARDINAL COMASTRI E INIZIO VIAGGIO

Lavoro in ufficio

Ore 23 Roma Fiumicino – Addis Ababa ET 733
Sabato
27 aprile
ETIOPIA – KENYA 
Ore 6.50 arrivo ad Addis Ababa
Ore 9,00 ET 322
Adis Ababa – Mombasa
Ore 11,20 Arrivo
Transfer a Watam
Trasferimento a Watamu
Riposo celebrazione Santa Messa
Pernottamento in albergo
Domenica
28  aprile  
Mattinata breefing con Jimmy e Doreen per pianificazione della permanenza Santa Messa
Pranzo
Pomeriggio trasferimento a Msabaha e pernottamento nel villaggio Doreen
Lunedì
29 aprile   
Santa Messa Mattina visita all’ospedale per Everlyne e verifica con un dottore del reale stato di salute e malati di AIDS di ospedale Inizio visita alle capanne dei 10 bambini che sono nel nostro programma di adozione a distanza: i profili sono nel libretto di Esha. Visita dei primi 5 bambini Notte nella capanna di Santina
Martedì
30 aprile   
Santa Messa – Visita del carcere a Mtangani prison e inaugurazione della nuova cella costruita da Fondazione Santina incontro con Ali ( Instant book n.19 (pranzo) Visita carcere femminile
Notte capanna di Jimmy
Mercoledì
1 maggio  
Partenza per Lango Baya e inaugurazione aula scolastica e del grande mural con i fumetti della nostra associazione. Incontro con James (cf Instant book N 11)
Pranzo in missione Santa Messa
Partenza per Chakama distante 15 km da Lango Baya incontro con la comunità delle suore, Notte a Chakama o rientro a Msabaha Doreen
Giovedì
2 maggio  
Partenza per Garissa in pulman

 

Arrivo in serata a Garissa celebrazione Messa
Pernottamento in episcopio e incontro con il Vescovo Joe  (cf Instant book n.7)
Venerdì
3 maggio 
Santa Messa a Dadaab refugee Camp se possibile e si hanno permessi altrimenti
Mattina dedicata all’incontro con Esha ed al tema delle mutilazioni genitali femminili (Instant book n. 13)
Visita al carcere di Garissa
Pranzo 
Partenza per l’università dove furono uccisi i 148 studenti cristiani il 2 aprile 2015 (Cfr Janet Instant book n.6)
Incontro con il Rettore dell’Università o suo incaricato
Cena in episcopio
Sabato
4 maggio 
All’alba partenza in pulman per Garissa.

 

Arrivo a Msabaha celebrazione messa Doreen
Domenica
5 maggio 
Santa Messa e Visita alle capanne dei 10 bambini che sono nel nostro programma di adozione a distanza: i profili sono nel libretto di Esha. Visita dei secondi 5 bambini Continua la visita alle capanne dei bambini
Capanna di Santina
Lunedì
6 maggio
KENYA – ETIOPIA 
Riunione conclusiva della esperienza e condivisione. La tempistica di realizzazione del libretto
Pranzo
Ore 14,00 Partenza con Jimmy per Mombasa
Ore 18.45 ET 323 Mombasa
Ore  21.05 Addis Ababa
Martedì
7 maggio
ETIOPIA – ITALIA  
Ore 0,05 ET 703 Addis Ababa
Ore 4,30 Roma Fiumicino 
CELEBRAZIONE EUCARISTICA E CONCLUSIONE 37MO VIAGGIO DI SOLIDARIETA’

 

Lei è orgogliosa di aver dato il nome di mia madre a Santina e dall’ Italia un gruppo di brave persone oblate del monastero di santa grata a Bergamo inviano a traverso Jimmy 50 euro al mese è così la donna ci compra sacchi di farina, fagioli, riso e lei ed i tre figli riescono a vivere per un mese! Ora mi incazzo. Ma perché in Italia spendiamo 30 euro al giorno per un extracomunitario e non me li date? Ci siamo per almeno 15 giorni un’ altra famiglia come quella di Everlyne. E a me mi dovete credere perché sto scrivendo qui, vicino a lei non da una scrivania pulita in Italia, cazzo! E questa brutta parola che vi fa sobbalzare forse vi fa capire che non sto raccontando balle fotoniche ma una cruda e spietata realtà! Se non ci credete, chiedete a Don Gianni in Brasile il mese scorso, oppure a Miroslava e Nora in Messico, a Men in Vietnam, ad Azar in Iraq. Le storie sono tutte vere e questa è verissima. Ben mi sono distratto. Il mio intenso abbraccio mi ha regalato una brutta diagnosi sullo stato di Everlyne. Me la prendo in braccio, la faccio sedere sulle mie gambe, la gente si scandalizza, questa ha HIV e lui la prende in braccio! Anche in Vietnam si sono scandalizzati, ma non me ne frega niente. Di nuovo una brutta impressione, peserà 35 chili, puzza, respira affannosamente, tossisce e sputa catarro giallo, nel caldo forte non posso capire se ha febbre, ma gli occhi velati da stanchezza mi regalano la certezza che sia febbricitante. E lei? Dolcissima… Tra le mie braccia riceve quell’ affetto che nessuno regala a lei, concentra in quel forte abbraccio un forte grido: ma anche io sono donna! Anche io ho vita, anche io ho un anima! Nessuno mi abbraccia, il pianto mi accompagna tutti i giorni, non è HIV che mi uccide ma lo stigma. Qui nel mio villaggio, quando mi incontrano per i sentieri la gente passa dall’ altro lato, i miei bambini sono scartati, nessuno vuole dare la mano a loro perché io sono HIV!

L’ Africa ancestrale ha più tabù dell’Europa, ha più divisione che in Occidente, ha più odio che amore. E io qui cosa faccio come uno scemo ad abbracciare una donna catarrosa, puzzolente, dalle tette vuote e dalle ossa che posso contare? Cosa posso dare a Lei? Niente. Ma mi domando? Cosa posso ricevere? Tanto, non tantissimo, in lei adoro la presenza di Gesù che mi si svela come nel tabernacolo. Toccare l’ eucaristia con le mie mani durante la consacrazione, oppure toccare le sue ossa e la sua carne è la stessa cosa. Come posso vedere Gesù in un pezzo di pane? In verità quando lo toccate e lo mangiate il suo tatto e il suo sapore è di pane… Se non vedo in Everlyne Dio? Ma come posso vedere in Everlyne Dio, se non vedo Gesù nel pane consacrato? Mi sento smarrito con la donna seduta sulle mie gambe, mi giro e vedo il mio Vangelo! Ok ho il Vangelo… Sono al sicuro li vi è scritto che Everlyne è Gesù. La faccio scendere dalle mie gambe prendo la Bibbia e la bacio, la calma torna nel cuore. Non sono pazzo, qualcuno prima di me ha detto questo cose e io per questo Vangelo pieno di scritte e dalla pagine, consunte, unte consumate, da tutta la mia vita! Chissà se sei arrivato a questa frase? perdona le mie parolacce, ma accogli nel tuo cuore lo scritto e fallo fruttare. Produca in te pace e consolazione è sappia accendere in te una scintilla di luce che ti spinge ad andare, quella scintilla di cui Vania parlava il. Quattro dicembre se fa a palazzo Altieri. Ti mando un forte abbraccio dall’ Africa infuocata e ti chiedo di starmi vicino, sono entrato nel pieno e nell’ intimo di un nuovo viaggio ed ho bisogno di te!