Interventi

Mural su Fondazione Santina ONLUS in Perù


Mural su Fondazione Santina ONLUS  in Perù è stato ultimato in questi giorni nell’asilo d’infanzia di Villa San Roman a Juliaca 

PRIMA SOGNO I MIEI DIPINTI POI DIPINGO IL MIO SOGNO
Il mural di villa san Roman a Juliaca in Perù della sorprendente grandezza di 52 metri quadrati.

“E’ il più grande mio disegno riprodotto in assoluto! (che io sappia). Non ne hanno riprodotti molti (più che altro in oratori ecc… ed in spazi molto più piccoli). Mille grazie ed in “Bocca al Lupo” per l’inaugurazione!”
Bruno Dolif, Autore e artista dei nostri fumetti.
Tali fumetti  li riportiamo qui sotto in riproduzione completa.

Copertina

Chi volesse conoscere meglio Santina e quello che noi facciamo, può leggere questo bel fumetto.
Esso è disponibile con l’offerta per le nostre opere di carità al prezzo di Euro 2, date un’occhiata!

La frase che guida il mio 36mo viaggio in Perù per inaugurare il cortile del nostro asilo infantile a Villa S. Roman in periferia di Juliaca sull’Altipiano delle Ande, non è mia, ma è una celebre frase di Van Gogh artista deriso e amato, discusso e imitato, collezionato, oggetto di un vero e proprio culto. Anni fa qui a Roma ci fu, nei pressi del Vittoriano, una bellissima esposizioni di questo artista che amo moltissimo. La pittura di Van Gogh emoziona oggi come ieri uomini di ogni parte del mondo, dialoga con la contemporanea fotografia alla quale ha donato importanti contributi e ci regala suggestioni meravigliose. Sicuramente non è questa la frase che più mi colpisce del celeberrimo artista, ve ne sono diverse, del tipo: “Non posso cambiare il fatto che i miei quadri non vendono. Ma verrà il giorno in cui la gente riconoscerà che valgono più del valore dei colori usati nel quadro”; oppure un’altra ancora: “Non vivo per me, ma per la generazione che verrà.”

Bene, sono i giorni prima della partenza per l’amato Perù, e come ogni volta sono giorni intensi, carichi di cose da terminare: la Fondazione e l’Associazione assorbono sempre più tempo, e sono impegni importanti. Oggi ad esempio: verificare protocolli di intesa per progetti in Brasile, Vietnam e Messico… ma non resisto. Le immagini colorate del mural mi hanno catturato la testa e il cuore non posso non mettere per scritto: mi fa bene, mi calma mi da coraggio!

Progetto indicativo per il mural

Andiamo con calma, vi racconto bene! Prima di tutto l’inaugurazione è del cortile per il quale abbiamo inviato Euro 5000, il mural? E’ nato quasi come uno scherzo… la grande parete lunga 13 metri e alta quasi 4 mi aveva sempre provocato dicendo: sarebbe bello dipingere in questa parete alcuni disegni per i bambini, per rendere meno grigio il loro arrivo a scuola. E’ stato poi in Messico che mi è venuta l’idea: perché non dipingere a Villa San Roman in Perù i fumetti della storia e attività della nostra Fondazione? E la stessa domanda per l’Africa, dove abbiamo inviato Euro 2500, come prima parte di un progetto della costruzione di un’aula? Chissà quanto cosa! Mia risposta…. Lasciamo perdere.

Ne parlo con Josmell e con la direttrice della Scuola: sono entusiasti, con Olinda vanno a domandare il permesso al dirigente scolastico, che felice acconsente. Prezzo? Josmell ed Hernan vanno a Puno e contattano un bravo artista. La mia paranoica domanda: chissà quanto costa? Beeh sedetevi; mi chiama Olinda e mi dice che tutta la parete costerà circa dollari 600 e 15 giorni di tempo! Non ci credo, ne parlo al Direttivo in chat che immediatamente mi da Ok, curiosi tutti di vedere come saranno dipinte le nostre faccine. Io più di loro! Facciamo un progetto ed invio e poi? Vado in Kenya e anche a Lango Baya dicono che faranno un mural più grande per soli 300 euro! Tornato stanco dal viaggio, parto per Gaza e mi dimentico di tutto.

Finché arriva lui, Wilber Maidanada da Puno, grassottello, molto schivo e i primi due giorni nulla… Olinda mi dice che passava le giornate a fare puntini, puntini con la matita. Io più incuriosito di loro mi dicevo: ma questo pittore non disegnerà tutto a pulso? Cioè  a polso  come si dice qui: a mano! … e poi piano piano iniziano ad arrivare le foto: le faccine tutte disegnate a mano prendono forma sulla enorme parete: fotografie, brevi video, piano piano la matita disegna e… esplodono i colori. Solo le foto ed i video lasciano a bocca aperta: colori caldi forti e con una pittura che resiste al violento sole delle Ande che brucia tutto.

Di Wilder Maidanada, non conosco nulla, mi faccio inviare dal mitico Josmell, figlio di Olinda, il nome: lo trovo in face book chiedo amicizia, chissà se mi risponderà? Ma lui è una persona umile e povera che ogni giorno per dipingere il mural più bello del mondo fa 50 chilometri in combi da Puno a Juliaca, mangia un panino e ritorna a Puno in combi la sera tardi. I colori se li porta lui, alcuni li lascia alla casa di Josmell: non vuole coca cola o aranciate, beve solo acqua e vuole la musica. Si porta una piccola radio nella quale ad alto volume mette musica rilassante: lo sento dai brevi video che Josmel mi invia. Ancora. Lui non ha traliccio o impalcatura per disegnare: chiede la scala ed Hernan porta una sua vecchia e malconcia scaletta da casa, ma così tutto è più complicato! Olinda mi dice che devono affittare una piccola impalcatura, invio per wester Union cento euro… il lavoro prosegue.

Ed è già tutto questo che mi emoziona, ma tanto: di brutto! Con mezzi così umili e semplici, con grande povertà lo schivo artista affresca i nostri fumetti con colori ancora più forti e pieni di luce, beh a me che mi frega, voi mi concedete tante stupidaggini: ma quei colori quel lavoro mi sembrano buttare in un quadro di Van Gogh! Esageratooooo. Be: no! Vi spiego a me un quadro piace se il colore e l’emozione mi entra nel sangue. Vi sono quadri che adoro indipendentemente dall’artista. Sicuramente Van Gogh ti mette nel sangue droga allo stato puro: ti inebri vedendo i suoi quadri: il campo di girasoli, la casa gialla, la terrazza del caffè la sera… Ora il mio pittore di Puno non è certamente Van Gogh, ma forse per molti altri motivi quei suoi disegni arrivati per whatapp hanno iniettato droga nelle mie vene!

Prima di tutto: disegna bene. Punto. E questo non si discute e pur copiando dei disegni, con grande vicinanza, si allontana da loro per i colori. Ma poi sul modo di lavorare di questo artista si innestano altri sentimenti di commozione, ad esempio la povertà dei mezzi in cui ha dipinto e questo non è da trascurare. Poi vi è il posto: e forse questo il motivo più grande della mia commozione!Vedete il nostro barrio, Villa San Roman, è di povertà e miseria: le strade non sono asfaltate, mancano servizi igienici, ci sono ancora le latrine, branchi di cani randagi e pieni di croste: povertà, disordine e sporcizia. La casa di Olinda è un piccolo paradiso nella sua modestia. Bene a Villa San Roman, non esiste niente di bello: non esiste un monumento, una statua, un giardino. No. Vi è solo il capolinea della linea morada del combi, oppure la tienda della Paula o de la Aida… E qui mi viene il nodo alla gola mentre scrivo: e questo pittore dove realizza questo suo capolavoro? Proprio a Villa San Roman, proprio nel mio Barrio.

Vedete quell’opera restituisce dignità al quartiere, restituisce anche lo stupore dei colori, del disegno che tanto è utile ai piccoli bambini, ma ancora di più a  tutti noi adulti. Dio non si è dimenticato di questo Barrio e tu incontri Dio quando attraverso quei disegni apri la bocca per lo stupore e dici: bello! Ooooh. Questo è magico, questo è forte: questo è un portento! Un cane non prova meraviglia e stupore, l’uomo sì! E paradossalmente si è più uomini quando si prova stupore. E allora, molte volte i bambini sono più uomini di noi! Vedete quel mural è costato 600 dollari, mia sorella Maria Carolina felice mi diceva: “Con quei soldi in Italia avresti imbiancato forse solo la parete!” Ed invece quei quattro soldi hanno prodotto questa opera bella, prestigiosa e soprattutto di grande incoraggiamento e speranza. Vedete il nostro asilo infantile è l’unica opera di aggregazione e socialità del barrio, dove gli invasores non sono per nulla educati ad uno spirito di comunità. Vi ricordate, solo l’esmpio del vecchio che voleva sfruttare il nostro muro per farne la parete portante del suo negozietto? Bene abbiamo fatto il muro, e se non c’era Olinda si fregavano sacchi di cemento, poi abbiamo portato acqua potabile per i bambini, poi il sistema delle fogne e i bagni ed ora il cortile: pezzo per pezzo come in Kenya, poco alla volta con cifre modeste realizziamo opere che nel corso degli anni diventano strutture. E con questa piccola struttura ma sicura e funzionale noi insegnamo al barrio socialità, è una scuola di comunità… Proprio a sigillo di questo grande sforzo della Associazione ecco il bellissimo mural!

Inizio ad inviare per whatapp le foto in chat e a tanti amici e i vostri commenti mi commuovono nuovamente: un fiume di commenti e di considerazioni belle. Rossana mi scrive: Per quanto riguarda il Murales , nella chat comune l’ho già visto e ripeto personalmente anche a te che è “ UN RAYO DE SOL “ IN PERÙ  e Silvia continua: Ha dipinto con una velocità supersonica, è davvero molto bravo. Quando sarai a Villa San Roman devi portare al pittore ( a proposito il suo nome?) anche da parte di tutti noi tanti ma tanti complimenti vi è poi Annalisa: Proprio giusta la frase iniziale….il mural più bello del mondo!!! Davvero molto, molto bello….i colori caldi, i vari disegni che raffigurano la grande famiglia di Fondazione Santina, questo pittore è riuscito davvero con tanto impegno a rappresentare questo grande mural. Grazie anche a Olinda per aver condiviso con noi queste foto.  Solo per parlare di tre, ma agli italiani si aggiungono poi vietnamiti, africani, brasiliani e messicani: tutti pieni di meraviglia e stupore.

Wilder Maidanada, il bravo pittore continua il lavoro ed ecco spuntare le faccine: Carolina, Caterina, Padre Luigi, Franca, Vincenzo, Manuel, Giampietro, Olinda, Maurizio, Roberto, Emanuele, Francesca, Luigi, Beppe, Manuel, Paolo, Martina, Daniela, e tanti altri amici dal Messico, al Kenya, al Vietnam, Brasile… per finire al Perù. Bene non ci crederete, ma molti di questi amici iniziano a chiamare: vogliono una foto della loro faccina: io felice dico di si! Sicuramente come valore economico viene da domandarsi, come il grande Van Ghog “Non posso cambiare il fatto che i miei quadri non vendono. Ma verrà il giorno in cui la gente riconoscerà che valgono più del valore dei colori usati nel quadro”. Ma non è il valore economico quello che rende il mural l’opera più affascinante che abbiamo fatto, ma è la sua umiltà, è la sua provocazione in un luogo di miseria, sono i suoi colori forti, la sua luce, è la musica che esce dal grande colorato mural che inebria. E qui vedo un po’ la manina di Santina che nel grande affresco di Villa San Roman serena dall’alto ride: è si! E’ proprio Lei che ragiona cosi! Guarda in che cavolo di posto ha scelto di essere rappresentata… Con il pensiero vado a tra pochi giorni, quando sarò in Perù e dal terrazzo della casa di Olinda, mi affaccerò per guardare il barrio e da lontano vedrò il bel disegno con la mia Santina! Sarà grande emozione il dirmi: “ Tu guarda mia madre dove è andata a finire a sei anni dalla morte: è diventata famosa sì, ma in un luogo misero dove ancora oggi il suo bellissimo sorriso risplende, un sorriso di luce… che tanto, ma tanto mi manca!