#VoltiDiSperanza

IVONETE – N.18 IL LIBRO GRATUITAMENTE


Qui trovate, in formato elettronico e sfogliabile, l’InstantBook IVONETE con l’introduzione di Lucio Brunelli, direttore giornalistico di Tv2000 e InBlu Radio.

Ivonete

BISOGNA ESSERE MOLTO CONTENTI PER VOLER BENE
Introduzione al libro di Lucio Brunelli
Nunzio, nunziatura, monsignore, Vaticano. Proviamo a shakerare queste quattro parole perciò che il loro suono evoca oggi nei media. Ne uscirebbe un cocktail banale e indigesto a base di: accusatori implacabili del papa, ossa misteriose nascoste sotto i pavimenti, pedofilia e loschi affari. Autori e in un certo senso protagonisti delle storie raccontate in questo libretto – il titolo è Ivonete – sono due ecclesiastici: un monsignore che lavora in Vaticano e un vescovo che guida la nunziatura apostolica in Brasile. Eppure la combinazione degli stessi ingredienti vaticani porta in questo caso ad un amalgama tutto diverso. Trame non di sordidi complotti ma di un’umanità dimenticata, storie non di cinico potere ma di fede umile e sincera. Coinvolgente e pieno di colpi di scena, più della narrazione mediatica di tanti intrighi vaticani.
Tutto nasce dalla ‘follia’ di don Gigi Ginami, sacerdote in modo imbarazzante fuori dagli schemi curiali. Dall’esempio della madre Santina, scomparsa nel 2012 trae ispirazione per fondare un’associazione caritativa. Ma non si limita a raccogliere fondi per tante opere buone come le adozioni a distanza o la costruzione di un pozzo o di piccole chiese in luoghi spesso segnati dal sangue del martirio. No, lui sente l’impellente bisogno di vedere e toccare con mano le situazioni umanamente più estreme scelte per portare un piccolo aiuto. Eccolo dunque stavolta volare in Brasile. Primo appuntamento da Ivonete, donna violata con 18 coltellate, donna che don Gigi deve ascoltare e abbracciare. Poi nella grande discarica di Vila Princesa. Immerso negli scarti di cui si nutre una umanità anch’essa scartata dal resto del pianeta. Con le sue scarpe nuove sprofondate nel liquame e quel fetore che sembra impossibile sopportare. “Mi sento stupido. Io non capisco nulla della vita, sono un eterno adolescente che si cura di non sporcare scarpe e pantaloni, che si incazza per le scarpe”. Lezioni di vita. Non la saccenza di chi si sente più buono degli altri solo perché esibisce qualche minuto di eroico altruismo. Ma l’onestà di chi, di fronte al dolore, al bisogno disperato di salvezza, si lascia provocare dalla domanda più vera: “ma io sono felice dentro?”. Perché è così: bisogna essere molto contenti, per volere bene. Altrimenti si usano gli altri, magari non per il potere ma per una propria soddisfazione spirituale. Ma si usano. E non si comunica la gratuità di Gesù Cristo ma solo se stessi, la propria infelicità.In questo viaggio estremo – che dopo il villaggio discarica approderà nella foresta amazzonica – accanto a don Gigi troviamo un altro sacerdote italiano, don Gianni. In realtà un vescovo importante, nunzio in Brasile, monsignor Giovanni d’Aniello, ma qui come semplice sacerdote. Lo vediamo commuoversi, pregare, ridere, fare amicizia. Un’altra sorpresa. “La lezione che traggo da questo viaggio – scrive don Gianni a conclusione di questa imprevista avventura – è che bisogna accettare di lasciarsi stupire da Dio”.

RECENSIONI

I. NEL SUD DEL MONDO. IL VIAGGIO NEL BRASILE DIMENTICATO (AVVENIRE 01.03.19)
Lucia Capuzzi venerdì 1 marzo 2019

Monsignor Luigi Ginami e il nunzio Gianni D’Aniello hanno raccontato la loro avventura nell’altra faccia del Gigante latinoamericano nell’instant book “Ivonette”.

“Il mare, diceva Santa Teresa di Calcutta, è fatto di tante piccole gocce. Mettiamoci anche la nostra, in modo da permettere a Dio, attraverso di noi, di continuare a stupire”. Si conclude con questa consapevolezza, apparentemente semplice, il viaggio nel Brasile dimenticato di monsignor Luigi Ginami e del nunzio Gianni D’Aniello. Due uomini di Chiesa fuori dagli schemi, come sottolinea Lucio Brunelli nella prefazione. Don Gigi, come ama farsi chiamare Ginami, non solo ha creato la Fondazione di solidarietà Santina, dal nome della madre, morta nel 2012. Il sacerdote visita periodicamente i progetti realizzati nel Sud del mondo, per vedere e toccarne con mano le ferite. Stavolta don Gigi ha invitato ad accompagnarlo il nunzio D’Aniello, che non s’è fatto pregare. Dalla loro avventura nell’altra faccia del Gigante latinoamericano è nato l’instant book “Ivonette”, pubblicato dall’Editrice Velar, nella collana Volti di speranza. Maria Ivonete è una donna comune di Brasilia: per tutta la vita si è presa cura di un anziano, a cui è affezionata come una persona di famiglia. Eppure, un tragico giorno, il figlio dell’uomo ha fatto irruzione in casa sua e, in un raptus di follia, l’ha colpita con 18 pugnalate che solo per un soffio non l’hanno uccisa. Le cicatrici, però, percorrono l’intero corpo della donna. “Toccare una cicatrice, vederla, significa partecipare di lei. Loro, le cicatrici sono lì e mi invitano ad entrare dentro, a conoscerle e a farle mie. Diciotto coltellate, diciotto pugnalate che urlano, gridano richiesta di senso, il “perché”, racconta monsignor Ginami. “Perché?”, l’eterna domanda di fronte al male. Invece di arrovellarsi in sterili elucubrazioni, i monsignori Ginami e D’Aniello stanno vicino a chi soffre. A Ivonete come ai disperati della discarica di Vila Princesa di Porto Velho in Rondonia: uomini, donne e bambini costretti a vivere fra la spazzatura. O le quaranta famiglie isolate nel cuore dell’Amazzonia, sulle rive del fiume Madeira. “Abbiamo camminato al fianco del Signore come i due discepoli di Emmaus – scrive monsignor D’Aniello – ignari molte volte di averLo accanto a noi”.

II. SOLIDARIETÀ. LA FONDAZIONE SANTINA A VILA PRINCESA, DOVE I RAGAZZI RUBANO IL CIBO AGLI AVVOLTOI (23 FEBBRAIO 2019)
Di Bruno Desidera
A Vila Princesa che vengono portati tutti i rifiuti della vicina città. E’ in luoghi come questi che arriva la Fondazione Santina, e in particolare il suo fondatore, mons. Luigi Ginami, che recentemente ha compiuto un viaggio in Brasile (il trentatreesimo di quelli che il sacerdote chiama “viaggi della solidarietà”) per toccare con mano, come sua abitudine, le realtà alle quali la Fondazione, nata nel 2005 e intitolata alla madre del fondatore, presta aiuto.

I progetti e le iniziative si incarnano in persone da incontrare e, poi, da raccontare. È accaduto così anche questa volta. Difficile trovare un luogo più emblematico di cosa intende Papa Francesco per “cultura dello scarto”. È Vila Princesa, dove a contendere il cibo ai ragazzi sono, ogni giorno, corvi e avvoltoi, in una quotidiana battaglia per la sopravvivenza, tra il fetore di una grande discarica. Trecento famiglie, vite “scartate”, costrette in maggior parte a sopravvivere con il riciclaggio della spazzatura. Vila Princesa è periferia di Porto Velho, capitale dello stato del Rondonia, a sua volta periferia dimenticata dell’enorme Amazzonia brasiliana. Ed è appunto a Vila Princesa che vengono portati tutti i rifiuti della vicina città. E’ in luoghi come questi che arriva la Fondazione Santina, e in particolare il suo fondatore, mons. Luigi Ginami, che recentemente ha compiuto un viaggio in Brasile (il trentatreesimo di quelli che il sacerdote chiama “viaggi della solidarietà”) per toccare con mano, come sua abitudine, le realtà alle quali la Fondazione, nata nel 2005 e intitolata alla madre del fondatore, presta aiuto. I progetti e le iniziative si incarnano in persone da incontrare e, poi, da raccontare. È accaduto così anche questa volta. Mons. Ginami, tra il 26 ottobre e il 5 novembre 2018, ha viaggiato assieme al nunzio apostolico in Brasile, mons. Giovanni D’Aniello, che ha collaborato con la Fondazione Santina in alcuni progetti. E qualche settimana fa, a fine gennaio, è uscito un volume, una sorta di “instant book” (edizioni Velar Marna), che porta proprio la firma di mons. D’Aniello e mons. Ginami. Si intitola “Ivonete” e racconta delle tante vite “scartate”, che grazie al libro escono dalla dimenticanza e dall’indifferenza.. La cappella di Vila Princesa. Conosciamo così, per esempio, la storia di Vila Princesa e della sua discarica. Qui una cappella dedicata a san Francesco è stata inaugurata e benedetta lo scorso 30 ottobre, nell’ambito del progetto “Aprender a ser” (imparare a essere), dal Nunzio apostolico. Il progetto è attivo dal 2015: vengono promosse attività e corsi, per esempio informatica, cucito, chitarra, artigianato con rifiuti riciclabili, calcio, tra gli altri. L’obiettivo principale del progetto è incoraggiare i residenti a maturare capacità professionali e a trovare un’occupazione. La costruzione della cappella costituisce un importantissimo punto di riferimento e un segno concreto di presenza da parte della Chiesa cattolica, per la poverissima comunità. Nel 2016, mons. D’Aniello si era preso a cuore il progetto e aveva chiesto aiuto dalla Fondazione Santina. La storia di Ivonete e la visita in carcere. Ma quella di Vila Princesa non è l’unica storia che troviamo nel libro, dato che quello effettuato da mons. D’Aniello e mons. Ginami è stato un viaggio scandito da diverse tappe. Una delle più commoventi ha avuto luogo proprio nella capitale Brasilia, dove ha avuto luogo l’incontro con Ivonete, la donna che dà il titolo al libro, nel quale racconta la sua drammatica storia: una vita difficile e povera, sconvolta qualche mese fa da una inspiegabile violenza, subita da un uomo, figlio dell’anziano che Ivonete accudiva, che l’ha accoltellata lasciandole 18 cicatrici in varie parti del corpo. Una storia, purtroppo, “normale” nei contesti violenti delle città satellite e nelle favelas brasiliane, ma che fa riflettere mons. Ginami sulla similitudine tra le piaghe e cicatrici della donna e quelle di Cristo. Il viaggio comprende poi altre tappe, per dare compimento a ulteriori progetti e incontri: l’adozione a distanza di dieci ragazzi brasiliani e la visite alla comunità amazzonica di Boa Vitoria, in mezzo alla foresta, e al complesso carcerario di Porto Velho: ottomila detenuti in otto diversi istituti, che vivono in condizioni igieniche che definire inadeguate è un eufemismo, in pochi centimetri di spazio in mezzo a un caldo opprimente. Scrive mons. D’Aniello: “Questi giorni, e soprattutto le visite e gli incontri, ci hanno permesso di camminare a fianco del Signore, come i due Discepoli di Emmaus, ignari molte volte di averlo accanto a noi e capaci di riconoscerlo solo nello spezzare del pane e nel bere allo stesso calice”.

III. QUELLA SPERANZA NELLE DISCARICHE DEL BRASILE – CORRIERE DELLA SERA ED. DI BERGAMO 31 GENNAIO 2019 PAGINA 13
Di Gisella Laterza

«Trame non di sordidi complotti, ma di un’umanità dimenticata, storie non di cinico potere, ma di fede umile e sincera». Così scrive Lucio Brunelli, direttore giornalistico di Tv2000 e InBlu Radio, nella prefazione del libro «Ivonete».

Pubblicato da Velar Marna, il volume fa parte della collana «Volti di speranza» e racconta in prima persona il viaggio di don Luigi Ginami, che nel 2005 ha creato l’Associazione onlus Amici di Santina Zucchinelli, in onore della madre, e da allora è impegnato in opere di solidarietà che lo hanno portato per il mondo. Lucio Brunelli definisce don Ginami un «sacerdote in modo imbarazzante fuori dagli schemi curiali», che «non si limita a raccogliere fondi per tante opere buone come le adozioni a distanza o la costruzione di un pozzo o di piccole chiese in luoghi spesso segnati dal sangue del martirio. No, lui sente l’impellente bisogno di vedere e toccare con mano le situazioni umanamente più estreme scelte per portare un piccolo aiuto». Il viaggio, iniziato a ottobre dello scorso anno, porta don Luigi in Brasile. Lo scopo è riuscire ad adottare dieci bambini a distanza, inaugurare una cappella e due aule di catechismo a Porto Velho, visitare un carcere. Con don Ginami viaggia don Giovanni d’Aniello, nunzio in Brasile, che firma uno dei capitoli del libro.La prima persona incontrata e descritta è Ivonete, una donna dagli occhi dolci e il sorriso buono che racconta una storia terribile. Fa le pulizie nella casa di un signore anziano. Un giorno il figlio di questi, di trentatré anni, si presenta alla porta, chiede di entrare. Ivonete gli apre. Lui estrae un coltello. Diciotto coltellate. La donna si è salvata per miracolo, ma porta ancora le cicatrici. Sotto giornate calde e lunghe, si passa a visitare la discarica di Vila Princesa, «negli scarti di cui si nutre una umanitàanch’essa scartata dal resto del pianeta», come si dice nella prefazione. È un luogo enorme, dove i sacerdoti parlano con Nina, che lavora lì quindici ore al giorno, dalle 4 del mattino alle 7 di sera. Volgendo lo sguardo attorno, ecco che appaiono un ragazzo e una ragazza. Escono da una montagna di rifiuti di plastica, mano nella mano, guardandosi negli occhi. Poco distante c’è un ragazzo, che sembra libero, ma porta il braccialetto gps di chi è in libertà vigilata. È stato in carcere per droga, poco tempo prima. E in visita al carcere vanno ancora i sacerdoti. Qui, nel 2016, sono morte otto persone nello scontro tra gang rivali. La visita si conclude con i dieci bambini che saranno adottati a distanza grazie all’associazione. Anche loro, che abitano nel Distretto federale di Brasilia, nascondono storie e ricordi che un bambino non dovrebbe avere.

IV. IL SISMOGRAFO  23 GENNAIO 2019


V. BERGAMO NEWS 23 GENNAIO 2019

VI. IL FARO DI ROMA 17 GENNAIO 2019