Interventi

Nuova cella nel carcere Malindi mx prison Kenya


Nuova cella nel carcere Malindi mx prison  Kenya per un valore di Euro 5000. In un carcere sovrappopolato vogliamo garantire il minimo di condizioni igieniche e sanitarie. I carati stessi daranno la manodopera. Il progetto è sostenuto da FONDAZIONE SANTINA ONLUS.

PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UNA NUOVA CELLA NEL CARCERE DI MALINDI MX PRISON- MALINDI, KENYA A CARICO DI FONDAZIONE SANTINA ONLUS (21 GENNAIO 2019)

Gentilissimo Signor
JOCKTAN KOMORA JILO
 DIRETTORE
MALINDI MX PRISON
MALINDI KENYA P.O. BOX 373-80020

in occasione del recente Viaggio di Solidarietà della Nostra Fondazione Santina ONLUS – svoltosi dal 9 al 20 dicembre 2018 – in seguito alla sua domanda del 14 dicembre 2018 ho formulato al nostro Consiglio di Amministrazione la domanda di Euro 5.000 per poter realizzare una cella più confortevole visto l’alto numero dei prigionieri attualmente presente nel carcere MALINDI MX PRISON – MALINDI KENYA P.O. BOX 373-80020 di cui Lei è attualmente il Direttore.

Sono lieto di annunciare che in data 21 gennaio 2019 il Consiglio di Amministrazione, riunito nella Sede di Roma della nostra Fondazione, all’unanimità ha deciso di stanziare l’intera somma da Voi richiesta per un totale di Euro 5000. Dopo aver fatto questa importante premessa ecco le condizioni del nostro accordo:

  1. La somma sarà suddivisa in due rate:
    PRIMA RATA EURO 2.500.
    SECONDA RATA EURO 2.500
  2. Le spese bancarie di spedizione saranno come nostra tradizione con accordo con la nostra banca OUR, nostre, dunque a voi giungerà intero corrispettivo della rata stanziata.
  3. Le due rate saranno erogate sul conto corrente e codice bic swift che qui vi indichiamo e di pertinenza della Parrocchia MARY HELP OF CHRISTIANS e referente per questo conto sarà PADRE JOSE ALEXANDER RODRIGUEZ. Padre Alex darà le due rate al signor JAMES KAZUNGU KATANA che consegnerà il denaro direttamente a Lei, Signor Direttore. Chiedo a Lei, Signor Direttore, di dare al Signor James una lettera da lei firmata come ricevuta del denaro.

Ecco il nome della Banca:
– nome della Banca: NATIONAL BANK OF KENYA LTD
– numero conto corrente: 01256129333703
– BIC/SWIFT: NBKEKENXXXX
– Bank Code: 12
– Branch Name: n. 11
– Beneficiario/Titolare del Conto: CMD – MARY HELP OF CHRISTIANS
– indirizzo del beneficiario: P.O. BOX 1573 – 80200 Malindi – KENYA

  1. A fronte di tale nostre erogazioni siamo a chiedere a voi di attenervi ad alcune regole che abbiamo stabilito per ogni nostro intervento caritativo e di solidarietà
    4.1 A fronte di ogni rata a voi bonificata chiediamo:
    – Accusa di ricevimento per mail dell’importo, includendo data di ricezione della somma
    – Puntuale rendiconto di come i soldi sono stati spesi e ricevute di quanto da voi speso
    – Documentazione fotografica dello stato dei lavori
    4.2 Al termine dei lavori chiediamo di apporre targa della nostra Fondazione che sarà nostra premura inviare, con opportuna traduzione in lingua inglese.
    4.3 Si stabilirà insieme una data per inaugurazione dei lavori ai quali sarà presente una nostra piccola delegazione, da me guidata, ai fini di stabilire più profondi ed articolati rapporti di solidarietà.
    4.4 Ogni fase del progetto sarà rigorosamente resa pubblica nel sito della nostra Associazione come avviene per altri progetti, nel nostro nuovo sito:www.fondazionesantina.org

Perché tale nostro articolato progetto di spesa possa essere iniziato attendo da Voi:
*SIGNOR JOCKTAN KOMORA JILO
DIRETTORE MALINDI MX PRISON
MALINDI KENYA P.O. BOX 373-80020
*PADRE JOSE ALEXANDER RODRIGUEZ
*JAMES KAZUNGU KATANA

una risposta firmata da tutti tre a tale mia lettera nella quale si afferma di accettare le 4 condizioni qui menzionate. Anche a nome dei Membri del Consiglio di Amministrazione, voglio esprimere gli auguri più sentiti di buon lavoro ed assicurare altresì il nostro ricordo nella preghiera.

MONS. LUIGI GINAMI
PRESIDENTE
Dott. Luigi PacinI
TESORIERE
Dott.ssa Brunella Torti 
SEGRETARIO
Dott. Giampietro Teodori
ADDETTO AL PROGETTO

Ecco i fogli originali del progetto che sono nei nostri archivi

TABELLA PAGAMENTI A MALINDI MX PRISON KENYA

RATA DATA IMPORTO EURO 2500
PRIMA RATA 5 FEBBRAIO 2019 EURO 2500 in dollari
SECONDA RATA 11 MARZO 2019 EURO 2500 in dollari
     
TOTALE   EURO 5000

Dopo aver verificato tutte le condizioni, il nostre Illustre Tesoriere, il Dottor Luigi Pacini, nonché Vicepresidente di Fondazione Santina ha emesso il seguente Ordine di Bonifico in data 5 febbraio 2019 per la prima rata di Euro 2.500.
A seguito di tale invio i lavori per la nuova cella sono iniziati e Jimmy ci ha inviato foto dei lavori, ne riportiamo qui alcune.

Dopo aver ricevuto le foto dei lavori ed i documenti don come sono stati spesi i soldi inviati, in data 11 marzo 2019, il nostro Tesoriere Luigi Pacini ha provveduto a firmare un nuovo Ordine di bonifico per i restanti Euro 2500 che qui potete vedere.

ALI IL SICARIO CARCERATO DI MTANGANI PRISON
Ho appena finito di lavare le mutande e i pantaloni, non vi dico in che stato erano, acqua marrone…. Fango, ogni schifo possibile. Barba lunga di circa 6 o 7 giorni, scottatura da tutte le parti, braccio sinistro, ma anche la testa, ennesima scottatura aggravata dal fatto che in carcere mi sono fatto tagliare i capelli, dopo il carcere messicano di Las Cruces ho trovato un ottimo barbiere a Mtangani. Bene, mentre le mutande e i pantaloni asciugano al sole, appesi ad una filo tra una palma e l’altra, sistematicamente noci di cocco cadono, facendomi sobbalzare. Sono a dorso nudo e mi sono riempito di repellente per le zanzare con queste forti piogge la zanzare prolificano e con esse soprattutto quelle della malaria.

Questa sera si cambia capanna e si va di nuovo da Santina, poi domani sera se il parroco riesce siamo a Chakama, dormiremo tutti e tre io Jimmy e Doreen nella stanza di Silvia Romano e poi celebreremo domenica la messa. Il dormire li avrebbe il desiderio di una forza simbolica, di una dichiarata speranza da non perdere mai, neppure davanti la violenza. Questa mattina siamo tornati a Mtangani Prison con   l’idea di trovare una storia forte per il nostro libro, ed in un carcere storie di conversione esistono, anche se magari sono proprio poche, ma quella che vi racconto ha dell’ eccezionale, scusate lo scritto in questo panorama di mutande  stese di noci di cocco che cadono dalle palme e dal caldo umido in compagnia di zanzare e tafani, ma lo scritto viene dal cuore. Ci presentano Ali due catechisti cattolici. Sono in tre a farmi da traduttori dallo swuaili e dunque non posso sbagliare, anche se questa storia ha una forza formidabile difficile da dimenticare. Mi brucia la pelata scottata…

Bevo un litro di acqua da una bottiglia comperata al villaggio. Roman Ali Kajoto è il nome di questo uomo nato l’11 novembre 1983 a Tezo nella contea di Kilifi. Ali è di fede musulmana ed è sposato con Rehema Katana ed ha da lei cinque figli… Ora non sappiamo dove sia lei e i suoi bambini. L’ uomo di trentacinque anni inizia a parlare sembra un po’ imbarazzato ben quattro persone sono sedute attorno a lui e tutte danno una loro precisa versione di quanto lui dice in swahili. È un uomo calvo con dei tatuaggi artigianali fatti tutti da lui in carcere. Il tratto ed il colore risente proprio di questa produzione casalinga. Ali si è tatuato sulle braccia di tutto: un pesce, un delfino, le foglie della marijuana , fiori, una farfalla ed una gallina. Gli occhi sono neri ma le orbite sono così infossate che sembra avere le classiche botte da occhio nero. Da quelle profonde orbite emerge il bianco dell’ occhio e poi una vivace e sinistra pupilla nera.

“Don gigi sono nato nella miseria e poi con l’arrivo dei figli il magro salario di parrucchiera di mia moglie non bastava a sfamare i bambini. Iniziai a lavorare nei campi come contadino… E poi la prima sbandata: iniziai a fumare marijuana e erba entrando in un giro pericoloso. Padre, iniziarono così i primi furti! Rubavo cibo, vestiti, poi iniziai a rubare i soldi armato di machete” Fino qui una normale storia di uno sbandato in preda a droghe che compiva furti… guardo Jimmy che sta ascoltando Ali e vedo il giovane farsi immediatamente attento. Lo ferma e mi dice, ascolta gigi, ti traduco le parole di Ali: “padre il problema era il machete, iniziai a rubare intimorendo con il machete e con il machete dopo alcuni furti iniziai ad uccidere: quattro colpi secchi sulla nuca e la mia vittima era morta. Il mio primo omicidio è stato nel 2000 poi la mia seconda vittima è stata nel 2002 ed infine nel 2002 ho ammazzato ancora un uomo! Porca miseria, mi metto subito in ascolto e mi concentro totalmente sulle parole di Ali. Bene, Ali, tu sei in carcere dunque per tre omicidi, mi immagino sia una lunga pena da scontare… No padre io non sono in carcere per questi tre omicidi, magari fossero questi i miei crimini, se hai pazienza ti racconto tutto! I miei fogli come sempre si infittiscono di notizie e attenzioni a quello che L’ uomo mi dice… La carta non basta più  è necessario avere altri fogli. Le guardie carcerarie me le portano. “Don gigi, prosegue Ali, dopo il machete iniziai a usare le armi da fuoco e a fare i miei furti con le armi da fuoco…

Rubai per un po’ di tempo, senza ammazzare nessuno poi ritornai ad usare il machete ma per un’ altra professione, non quella del ladro, ma quella del sicario. Padre ho iniziato ad ammazzare su commissione. Sbianco, in mezzo al caldo sento freddo e con me anche Jimmy vedo molto impressionato, più di me! Non riesce più a tradurre e sono i catechisti che continuano… Padre il mandante mi commissionava l’omicidio ed il prezzo della mia tariffa era di mille euro a persona. Mai conoscevo i mandanti, loro mi davano il denaro dopo che avevo ammazzato. Bene, don gigi, in questo modo ho ammazzato ben 26 persone.” Cosa? Ma che cazzo di persona sei, brutto disgraziato! Non riesco a contenermi… Lui abbassa gli occhi e sommessamente mi dice: Che razza di persona ERO padre non SONO. Ora io non sono più quella persona, ma se vuoi capirmi non devi scandalizzarti e ascoltare le mie atrocità. In effetti mi morsico la lingua, mai avevo aggredito un delinquente con una frase così, e non riesco a capire perché non sono riuscito a controllarmi. Jimmy si chiude nel silenzio, i catechisti mi guardano negli occhi e mi dicono… Padre vuoi continuare? Rispondo chiedendo scusa al mio sicario tatuato e poi formulo una domanda: “Scusami, hai ragione, ma non provavi alcun rimorso facendo questo? No padre non solo non provavo rimorso ma addirittura ero orgoglioso di fare questo, pensa che in alcuni caso dei 26 miei omicidi ben otto tagliavo la testa e la mettevo da una parte, a motivo di vanto ed orgoglio. Avevo anche delle mie regole, ad esempio non ho mai ucciso una donna o un bambino perché incapaci di difendersi, ma poi ho ucciso anche con una freccia ed una arco. Da lontano ho colpito la mia vittima e poi l’ho finita spappolandogli il cervello.” A questo punto a momento vomito! Jimmy è assente, guarda lontano e per vedere cosa stia provando chiedo: Jimmy, ci sei? O ti sei distratto. Il giovane mi fissa con intensità e mi dice un po’ incazzato: “Scherzi? Tutto quello che Ali ha detto è esattamente quello che ho sentito anche io in swahili, ma come si fa a non essere terrorizzati da questa storia così orribile?” Verificato che Jimmy è con me nel racconto, mi chiedo se forse non L’ abbia sottoposto a un troppo forte racconto emotivo. Vedete a voi questo racconto vi giunge per Face Book o per whatapp e siete seduti a migliaia di chilometri da noi, ma più ti avvicini a queste storie devastanti e più ti prende il panico! E Jimmy ne è una prova….

Ali continua a parlare. Vedi padre, l’ora migliore per ammazzare era verso le tre del mattino, quando la gente usciva dalle capanne o dalle case per andare a orinare. In quel momento ammazzavo l’uomo, assonnato e solo. E qui mi spavento, perché questa notte se dovrò pisciare uscirò anche io alle tre o le quattro di notte. Mi spavento pensando alla casa di Norma in Messico, dove senza pareti e senza porta i sicari ammazzano dalle tre alle cinque del mattino! Respiro forte, mi riprendo e formulo una domanda: Ma tua moglie conosceva questa tua redditizia attività? Mi risponde secco: “Scherzi? Una delle prime regole di un sicario da queste parti è che nessuno deve sapere il tuo mestiere, per non mettere in pericolo te stesso e loro! Rimango imbarazzato pensando alla sfigata moglie. Ma ti immagini di dormire vicino ad uno che ammazza la gente è non saperne assolutamente nulla? Deve essere veramente agghiacciante! Ali, ma tu non pregavi mai come musulmano? Chiedo a Lui. Tu non frequentavi la moschea? padre io mi posso definire un musulmano che non era praticante. Certamente andavo alla moschea il venerdì con tutta la mai famiglia, ma era solo una formalità, molto differente da oggi! Scusa Ali, ma tu sei stato anche pagato da Al Shabab per commettere crimini? No padre mai ho avuto contatti con questi terroristi, mai mai! Chi erano allora coloro che ti pagavano per uccidere? Padre, forse non mi sono spiegato, quando ti assoldano per uccidere, mai ti dico il motivo, ti dicono indirizzo e nome della persona, ma mai il perché. Una volta ricordo che da Kilifi mi hanno commissionato di uccidere uno a Chakama, sono andato ho ammazzato e poi sono rientrato a Tezo…. Non mi ricordo neppure in che modo ho ammazzato quel tipo! Guardo negli occhi collocati in profonde orbite nere Ali, lui mi guarda e allora arriva la mia domanda, la domanda più forte di tutte: Ali, ma tu chi sei oggi?

L’ uomo mi guarda con un lungo sorriso di pace e mi dice: io oggi non sono più Ali, ma sono Roman e la mia identità è cambiata dal 10 maggio 2018, data in cui Padre Albert, il Vicario Generale della Diocesi, mi ha battezzato, mi ha cresimato e mi ha dato la prima comunione! Vedo nei suoi occhi una profonda sincerità ed i catechisti sorridono. La loro prima forma di riluttanza nel racconto fino qui svolto da Roman, si trasforma in pieno appoggio, in sostegno e in un santo orgoglio per aver contribuito con la catechesi alla nuova vita spirituale di Roman! Li guardo e li contemplo: che bravi questi due catechisti cattolici! E il mio Roman continua. “Don gigi, arrivato in carcere ho cominciato a vedere la riunione del catechismo per i cristiani, mi ha interessato ed ho iniziato a frequentare quei corsi ed a leggere il Vangelo! Tanto mi ha colpito la bontà di Dio e la sua misericordia nei confronti di una vita di merda e sballata come la mia! Ma chi può amare un demonio come me, un assassino che senza sentimenti ha ammazzato 26 persone con l’orgoglio di averlo fatto? Mia moglie appena saputo che razza di crimini avevo compiuto alla sua insaputa è scomparsa e con lei i miei cinque figli. Qui dentro l’ergastolo è scontato e dunque la mia vita finirà in una di queste celle in cui hai visto viviamo in 140 persone senza bagno e senza letto, dormendo per terra come bestie e in compagnia di ratti grossi come gatti…  La mia vita non aveva più significato, solo leggendo il Vangelo ho cominciato a capire che forse anche per me vi era la possibilità di una nuova vita, in Gesù e non nell’ Islam. Mi sono sentito accompagnato in questo duro, anzi durissimo cammino di conversione! Ma ora nel mio cuore ho la pace!

Guardo al giovane assassino di 35 anni che fino a qui avevo chiamato Ali, ma che come vedete da alcune righe chiamo Roman… E dico a Roman: Roman, ma tu preghi ora nella tua vita? L’ uomo mi dice di si e inizia il commovente racconto della sua preghiera! Mi sveglio alle tre del mattino e inizio a pregare con il Padre Nostro, l’Ave Maria ed il Gloria, poi leggo il Vangelo e recito il rosario, questa mia prima preghiera dura un’ora e mezza  e mi alzo nel cuore della notte perché nella mia vecchia religione la preghiera iniziava proprio nel cuore della notte .  Poi durante il pomeriggio continuo a leggere il Vangelo nei momenti liberi e la sera chiudo la mia giornata alle ore 6 con la preghiera della sera. Padre vado a messa tutti i sabati, da quando Padre Albert mi ha battezzato e tutti i sabati faccio la Comunione e poi sai una cosa dal 10 maggio 2018 ad oggi mi sono confessato già una volta! Roman mi dice questo con un orgoglio buono che si tinge anche della ingenuità di una bambino… Tutto questo racconto di gioia, mi smuove profondamente le budella, mi commuove e mi coinvolge! Questo assassino e criminale è stato capace di cambiare radicalmente la propria vita non solo di lasciare il crimine, ma anche di lasciare l’Islam per la fede cattolica! E questo è davvero un salto fuori di testa per il quale in questa terra rischi la vita!

Nel mondo islamico se ammazzi 26 persone non rischi la vita, ma se ti converti al cristianesimo devi essere ammazzato! E il carcere è pieno di gente islamica! Forse non riuscite a capire in Europa che L’ islam ha davvero una radicalità che non permette la libertà di scelta! Tu non puoi decidere nulla, tu non sei libero ma tu sei assoggettato e la parola Islam vuol dire esattamente questo. ma ci pensate questo Roman, questo fuori di testa nel fare il male e così pazzo di lasciare l’Islam e non in Italia, ma qui in Africa, in un Kenya in cui i somali sono sempre più presenti in modo incazzato e in Kenya in cui la presenza dei cristiani è sempre più ostacolata. Lui cosa fa Roman? Cambia vita, riconosce prima di tutto i suoi crimini e i suoi errori e partendo da lì cambia anche la propria religione e accetta fino in fondo quel Gesù che ci ama profondamente in tutti gli sbagli che facciamo! Io penso che la nostra religione è fatta proprio per i peccatori, ma i grossi e grandi peccatori che trovano in Gesù l’unica persona capace di perdono e di dare pace ad un cuore tormentato e smarrito! Roman mi commuove, quando mi mostra la sua Bibbia con le pagine dai bordi colorati di rosso in cui il bravo uomo ha scritto con la Biro il nome Roman per non farsela fregare. Ma chi di noi si preoccupa che qualcuno possa fregare la sua Bibbia? Ammesso che ne abbiamo una, ammesso che la consumiamo come lui…

Prendo la mia bibbia, lui la guarda con curiosità faccio vedere a lui le frasi di altre persone come El Viejo Paco con i suoi 300 omicidi carcerato a Challapalca, oppure la Kahori che in Messico a soli 20 ha ammazzato e fatto a pezzi 18 ragazzi, fino ad arrivare ai signori della droga come il Caracol o Oropeza ancora in Perù… La mia bibbia è ricca di queste storie di miseria e ricchezza, ma quest’oggi si è arricchita di un musulmano che ha cambiato vita ed oltre a smettere con il crimine ha intuito che il suo vero Dio è quello cristiano che sa costruire attraverso Gesù incredibili e bellissimi capolavori in situazioni demoniache, e che Lui Gesù proprio per tutti questi disperati è una profonda speranza di vita, cosa che probabilmente in noi si è stinta a motivo della routine, della vita piena di comodità impostati come siamo a vivere non una buona vita, ma una bella vita… Forse è per  questo che loro, i peccatori e le prostitute di passeranno avanti nel regno di Dio! E sicuramente Roman passerà avanti a me nel regno dei cieli! Volete sapere cosa ha scritto Roman sulla mia bibbia a pagina 528?

Vi dico il segreto:

Ringrazio Gesù Cristo per essere stato battezzato e amo il mio Signore Gesù Cristo, mio Salvatore. Ho commesso così tanti crimini ma ora sono stato perdonato! Grazie al nostro Signor Gesù Cristo Roman 14 dicembre 2018 ore 12,32 Mtangani. Roman non ha così aggiunto Vita ai suoi giorni piuttosto che gioMIEEEEEEErni alla vita?