Interventi

Quarta aula e mural in una scuola in Kenya


Quarta aula scolastica in Kenya, nella Diocesi di Malindi a Lango Baya per un totale di circa Euro 6000. Il progetto è stato sostenuto da FONDAZIONE SANTINA ONLUS e prevede anche il grande dipinto di un mural per il costo di euro 1000.

 

PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN’AULA SCOLASTICA A LANGO BAYA – MALINDI, KENYA A CARICO DELLA FONDAZIONE SANTINA ONLUS (09.01.19)
Alla c.a. Padre Alessandro Umul
 in seguito alla richiesta pervenutaci riguardante la realizzazione del progetto che prevede la costruzione di una nuova aula di catechismo a Lango Baya a Malindi, in Kenya, per l’importo complessivo di 6.000 Euro, siamo lieti di comunicare il Consiglio di Amministrazione di Fondazione Santina ONLUS all’unanimità ha deciso di approvare tale progetto e stanziare l’intera somma richiesta per un totale di Euro 6.000.  Dopo aver fatto queste premesse, precisiamo le condizioni del nostro accordo:

  1. La somma sarà suddivisa in due rate, sulla base dello stato di avanzamento dei lavori:
    PRIMA RATA 3.000 EURO
    SECONDA RATA 3.000 EURO
  2. Le spese bancarie di spedizione saranno, come nostra usanza e con accordo con la nostra banca OUR, a nostro carico.
  3. Le due rate saranno erogate sul conto corrente e codice bic swift e precisamente sulle seguenti coordinate bancarie da Voi indicateci:
    nome della Banca: NATIONAL BANK OF KENYA LTD
    numero conto corrente: 01256129333703
    BIC/SWIFT: NBKEKENXXXX
    Bank Code: 12
     Branch Name: n. 11
    Beneficiario/Titolare del Conto: CMD – MARY HELP OF CHRISTIANS
    indirizzo del beneficiario: P.O. BOX 1573 – 80200 Malindi – KENYA
  4. Per percepire le erogazioni richiediamo di attenervi ad alcune regole che abbiamo stabilito per ogni nostro intervento caritativo e di solidarietà.
    A fronte di ogni rata bonificata ci necessita:
    Accusa di ricevimento per mail dell’importo, includendo data di ricezione della somma.
    Puntuale rendiconto delle spese sostenute e ricevute delle stesse.
    Documentazione fotografica dello stato dei lavori.
    1. La cifra stanziata comprende la realizzazione di un grande mural che si sviluppa sui due lati dei locali addetti alla refezione della scuola. I disegni sono stati inviati a Padre Alessandro durante la visita del Presidente
    2. Si stabilirà insieme una data per l’inaugurazione dei lavori ai quali sarà presente una nostra piccola delegazione, guidata dal Presidente, ai fini di stabilire più profondi ed articolati rapporti di solidarietà.
    3. Ogni fase del progetto sarà rigorosamente resa pubblica nel sito della nostra Fondazione (www.fondazionesantina.org), come avviene per tutti i progetti.

Perché tale nostro articolato progetto di spesa possa essere iniziato attendiamo da Lei: Padre Alessandro Umul una risposta firmata da Lei alla presente lettera nella quale si conferma di accettare le quattro condizioni qui menzionate. Anche a nome dei Membri del Consiglio di Amministrazione, vogliamo esprimere gli auguri più sentiti di buon lavoro ed assicurare altresì il nostro ricordo nella preghiera.

MONS. LUIGI GINAMI PRESIDENTE
DOTTOR LUIGI PACINI TESORIERE
DOTT.SA BRUNELLA TORTI SEGRETARIO
DOTTOR GIAMPIETRO TEODORI ADDETTO AL PROGETTO

Ecco i fogli originali del progetto che sono nei nostri archivi

Oltre alla costruzione della quarta aula scolastica abbiamo concordato di dipingere un grande mural, come quello che stiamo realizzando nell’Asilo di Villa San Roman a Juliaca sulle Ande del Perù per un totale di Euro 1000. Si veda il video introduttivo che mostra le grandi parti sulle quali il mural verrà dipinto. Riportiamo qui sotto alcune delle scene che verranno riprodotte. Per dare inizio a tale costruzione Padre Alessandro ci ha rinviato con firma e timbro le pagine del nostro protocollo che qui potete vedere nell’originale.

TABELLA PAGAMENTI A LANGO BAYA

RATA DATA IMPORTO EURO 3000
PRIMA RATA 18 GENNAIO 2019 EURO 3000/$3408,54
SECONDA RATA 7 FEBBRAIO 2019  EURO 3000
     
TOTALE 7 FEBBRAIO 2018 EURO 6000

Dopo aver verificato tutte le condizioni, il nostre Illustre Tesoriere, il Dottor Luigi Pacini, nonché Vicepresidente di Fondazione Santina ha emesso il seguente Ordine di Bonifico in data 18 gennaio 2019

In seguito all’invio di Euro 2500 Padre Alex inzia i lavori e ci invia copia del contratto che ha stipulato con i muratori. Il Contratto lo potete leggere qui. Inoltre ci invia foto della costruzione della nostra quarta aula di scuola. Ecco due foto

ALCUNE NOTE DI VIAGGIO (9-20 DICEMBRE 2018)
Aperto lo sportellone dell’aereo ti trovi a 37 gradi e forte umidità. Il cielo è cupo, pieno di nuvoloni, sta per scatenarsi un temporale, ritiro le valigie Jimmy mi abbraccia ed arriviamo alla macchina completamente bagnati dalla pioggia. Tre ore di auto ed eccoci a Msabaha. Al villaggio ci attendono per una piccola festa ed i saluti. L’ umidità è molto forte e qui siamo in piena estate in questa parte dell’emisfero sud del mondo.

A fronte di immagini e documenti abbiamo inviato in data 7-7-19 la seconda ed ultima parte di Euro 3000 per un totale di Euro 6000

Dopo il temporale esce il sole. Sono seduto a scrivere in mezzo ad una natura dai colori forti e dolci. La qualità delle piante è incredibile, subito il mio occhio viene catturato dai grandi baobab che ho davanti, in Europa non ne abbiamo neanche l’ ombra, ma poi i colori dei fiori, il rosso vivace delle buganvillee contrasta con il verde delle foglie, poi il bianco delle magnolie…. E poi ci sono loro le formiche giganti, le zanzare, le lucertole e le scimmie, mentre scrivo sobbalzo due volte per il loro guizzo tra gli alti alberi, farfalle, un autentico paradiso terrestre, una natura regina, bella e affascinante che ti cattura il cuore. E quando scende la sera, come ieri sera la villaggio migliaia di stelle si accendono in cielo, la luna mi guarda, capovolta in modo orizzontale, come lo è in Perù, in questo emisfero sud.

Sembra una stupidaggine, ma anche questa semplice constatazione mi riempie il cuore di stupore. In Italia la mezza luna è verticale, mentre qui è orizzontale e si vede la parte bassa della luna. È proprio vero dal nord al sud del mondo si vedono le cose diversamente! Ieri sera sono rimasto incantato a guardare questa luna, a stupirmi delle cose piccole, di una formica sulla mano, grande il triplo di quella dell’ Italia, o di un lucertolone che assonnato mi guarda e mi studia, alla scimmietta che si arrampica agile sulle alte palme da cocco. Ho sete, come in Vietnam chiedo una noce di cocco, sicura e buona. Me ne prendono una dalla pianta, con un colpo di machete la aprono e bevo tutto di un sorso. La sete è forte in questo caldo tropicale. Ma in questa bellissima natura, trovo pace, trovo silenzio, trovo interiorità. E mi fortifico. Guardo ai miei piedi nudi e mi dico, devo stare attendo qui a camminare a piedi nudi. Vi sono insetti piccolissimi che da sotto le unghie si annidano nella pelle e depongono uova dentro il dito del piede, il risultato è che il piedi diventa nero e devi… Tagliare, pulire e senza anestesia… Sono dolori forti che è meglio risparmiarsi, sono i piedini dei bambini vicino a me che mi mettono paura, sono completamente devastati da questi parassiti, tagliano i loro piedini per liberarli dall’ insetto e dalla sua devastazione, ma poi si mettono a correre senza ciabattine e si infettano, quanti piedini così ho baciato in questi viaggi!

Al centro di questa meravigliosa reggia, di questa natura superba, vi è il piccolo villaggio di Msabaha dove vive la mia Santina. La bimbetta ha compiuto 2 anni, è la figlia di Everlyne che è sieropositiva con altri due bambini. Sono quattro capanne, in una di queste case di fango e legno vive la mamma di Everlyne che quando ha saputo che la figlia era sieropositiva l’ha sbattuta fuori casa, per il terribile e deprecabile stigma dell’AIDS che in questa cultura tanto basica e pervasa da stregoneria e superstizione se uno ha HIV è immondo, si prende HIV toccando una persona infetta, se quella semplicemente ti guarda intensamente… È così la mia Everlyne si è trovata senza casa con tre bambini. Con soli 750 euro lo scorso anno abbiamo costruito una capanna nuova, grazie alla generosa offerta di Valentina Alazaraki e della sua famiglia, poi nei mesi seguenti, ci siamo concessi un lusso, abbiamo fatto scavare trecento metri e interrato i fili elettrici così che arriva elettricità alla capanna, una sola lampadina che serve solo nelle ore di buio e solo quando si deve fare qualche cosa. Il sofisticato apparato elettrico ci è costato l’ astronomica cifra di euro 150. Bene siamo una ONLUS da morti di fame, la nostra casa e il nostro impianto elettrico non arriva ai mille euro, ma sapete cosa vi dico e ve lo dico da qui, dove sto scrivendo con tre formiche giganti sul piede sinistro un enorme calabrone che mi minaccia di pungere e tra la sua paura e il mio scritto vi dico con chiarezza di idee che preferisco 10 capanne di mille euro che una casa da 10.000! E chi se ne frega se siete d’ accordo, ma qui in una capanna si vive sempre in sovrappopolazione.

Considero la casa di Santina la mia vera casa in Africa! In tutto il mondo io ho case sapete? Bene la capanna di Santina con i suoi mille euro è anche una capanna non vista bene dagli stregoni: lei ha HIV e presto si potrebbe trasformare in AIDS. Ed É proprio per far incazzare sto stronzi di stregoni che ci vado a dormire! Queste religioni tribali, o queste superstizioni sono fuori di testa in qui in Africa e questa povera donna, talvolta presa da febbroni non può neppure andare a lavorare. Bene vi descrivo il mio arrivo ieri sera a casa. Jimmy aveva avvisato la buona Everlyne del mio arrivo. Lasciamo la strada asfaltata e iniziamo un percorso tra palme, cespugli, qualche fuoco e qualche candela illuminano le capanne di miseria. La prima cosa che acceca è il buio, non vi è illuminazione e il concetto di luce è legato solo al dover compiere qualche cosa. Immaginatevi in Italia, fate una prova la sera, di staccare tutta, dico tutta l’ elettricità e di usare una sola lampadina. Ma non per tutta la sera, solo per cucinare, ma non per tutta la cottura, ma solo quando si mette la pentola sua fuoco, poi quando acqua bolle e si butta la pasta, poi quando si toglie e poi quando si serve… E poi nullaaaaa. Nulla ma proprio nulla, non televisione, non cellulare, non illuminazione, parli al buio  e vivi al buio. Sto fatto iniziale mi mette angoscia, non vedo i volti, e di più sono neri nel nero! E io? Io faccio paura ai bambini! Perché? perché sono bianco e la luna in cielo mi fa essere ancora più bianco, sono muzungo e non è bello essere muzungo al buio di un villaggio. Dunque questo è il mio arrivo. I bambini, i più piccolini iniziano a piangere e scappano al collo delle mamme, e anche il mio amore, la Santina è la prima a scappare, non ci provo nemmeno a tentare di prenderla o di darle un bacio. Le sette donne del villaggio intonano un semplice canto di benvenuto e mi dicono Jambo! Sono davvero, orgogliose che io abiti in questo villaggio. Ma chi è la regina della serata? Non Santina che continua poverina a piagnucolare, ma Lei Everlyne. La abbraccio e lei mi abbraccia forte forte. È magrissima, il seno è quasi scomparso e sento tutte le ossa delle costole, la guardo la ammiro. Continua a tossire, brutto segno! La tosse è catarrosa, durante l’ abbraccio sento il suo respiro ansimante… Ormai da un semplice abbraccio e da quattro colpi di tosse riesco a capire a che punto HIV sia.i grandi occhi bianchi sembrano due stelle del cielo cadute sulla terra, sorride felice!

Lei è orgogliosa di aver dato il nome di mia madre a Santina e dall’ Italia un gruppo di brave persone oblate del monastero di santa grata a Bergamo inviano a traverso Jimmy 50 euro al mese è così la donna ci compra sacchi di farina, fagioli, riso e lei ed i tre figli riescono a vivere per un mese! Ora mi incazzo. Ma perché in Italia spendiamo 30 euro al giorno per un extracomunitario e non me li date? Ci siamo per almeno 15 giorni un’ altra famiglia come quella di Everlyne. E a me mi dovete credere perché sto scrivendo qui, vicino a lei non da una scrivania pulita in Italia, cazzo! E questa brutta parola che vi fa sobbalzare forse vi fa capire che non sto raccontando balle fotoniche ma una cruda e spietata realtà! Se non ci credete, chiedete a Don Gianni in Brasile il mese scorso, oppure a Miroslava e Nora in Messico, a Men in Vietnam, ad Azar in Iraq. Le storie sono tutte vere e questa è verissima. Ben mi sono distratto. Il mio intenso abbraccio mi ha regalato una brutta diagnosi sullo stato di Everlyne. Me la prendo in braccio, la faccio sedere sulle mie gambe, la gente si scandalizza, questa ha HIV e lui la prende in braccio! Anche in Vietnam si sono scandalizzati, ma non me ne frega niente. Di nuovo una brutta impressione, peserà 35 chili, puzza, respira affannosamente, tossisce e sputa catarro giallo, nel caldo forte non posso capire se ha febbre, ma gli occhi velati da stanchezza mi regalano la certezza che sia febbricitante. E lei? Dolcissima… Tra le mie braccia riceve quell’ affetto che nessuno regala a lei, concentra in quel forte abbraccio un forte grido: ma anche io sono donna! Anche io ho vita, anche io ho un anima! Nessuno mi abbraccia, il pianto mi accompagna tutti i giorni, non è HIV che mi uccide ma lo stigma. Qui nel mio villaggio, quando mi incontrano per i sentieri la gente passa dall’ altro lato, i miei bambini sono scartati, nessuno vuole dare la mano a loro perché io sono HIV!

L’ Africa ancestrale ha più tabù dell’Europa, ha più divisione che in Occidente, ha più odio che amore. E io qui cosa faccio come uno scemo ad abbracciare una donna catarrosa, puzzolente, dalle tette vuote e dalle ossa che posso contare? Cosa posso dare a Lei? Niente. Ma mi domando? Cosa posso ricevere? Tanto, non tantissimo, in lei adoro la presenza di Gesù che mi si svela come nel tabernacolo. Toccare l’ eucaristia con le mie mani durante la consacrazione, oppure toccare le sue ossa e la sua carne è la stessa cosa. Come posso vedere Gesù in un pezzo di pane? In verità quando lo toccate e lo mangiate il suo tatto e il suo sapore è di pane… Se non vedo in Everlyne Dio? Ma come posso vedere in Everlyne Dio, se non vedo Gesù nel pane consacrato? Mi sento smarrito con la donna seduta sulle mie gambe, mi giro e vedo il mio Vangelo! Ok ho il Vangelo… Sono al sicuro li vi è scritto che Everlyne è Gesù. La faccio scendere dalle mie gambe prendo la Bibbia e la bacio, la calma torna nel cuore. Non sono pazzo, qualcuno prima di me ha detto questo cose e io per questo Vangelo pieno di scritte e dalla pagine, consunte, unte consumate, da tutta la mia vita! Chissà se sei arrivato a questa frase? perdona le mie parolacce, ma accogli nel tuo cuore lo scritto e fallo fruttare. Produca in te pace e consolazione è sappia accendere in te una scintilla di luce che ti spinge ad andare, quella scintilla di cui Vania parlava il. Quattro dicembre se fa a palazzo Altieri. Ti mando un forte abbraccio dall’ Africa infuocata e ti chiedo di starmi vicino, sono entrato nel pieno e nell’ intimo di un nuovo viaggio ed ho bisogno di te!