Interventi

Perù: cortile e mural asilo di Villa San Roman a Juliaca sulle Ande


Viene qui riportato il progetto della costruzione di un nuovo cortile e di un grande mural per il nostro asilo di Villa San Roman a Juliaca sull’Altipiano delle Ande a 4000 metri. Il costo totale dell’opera è di Euro 6000. Tale progetto ci è stato dato durante il trentesimo viaggio di solidarietà in Perù dal 24 giugno al 5 luglio 2018. 

Come ogni viaggio torno a casa con lo zaino zeppo di fogli: sono i progetti che raccolgo in questi luoghi e che sottopongo al Consiglio di Amministrazione di Fondazione Santina se si tratta di realizzare costruzioni, oppure al Direttivo dell’Associazione Amici di Santina Zucchinelli se si tratta di adozioni a distanza, o di curare qualche malato.  Il primo progetto riguarda Juliaca, in particolare Villa San Roman sulle Ande. L’asilo che abbiamo ristrutturato negli anni passati, costruendo prima il grande muro di cinta  per proteggere i bambini e salvaguardare il terreno della scuolina dagli invasori e poi facendo le fogne e servizi igienici, necessita ora di un impiantito in cemento dove sistemare alcuni giochi di ricreazione. Piano, piano l’asilo si sta trasformando in una bella scuola per i piccolini dai due ai sei anni. Il costo di questo progetto è di euro 5000, e sono convinto che qualche cosa di bello riusciremo a fare. La Direttrice della scuola ci ha sottoposto il progetto per il cortile che potete vedere cliccando qui 

In seguito la Direttrice ci propone di realizzare un grande mural con disegni che illustrano l’opera di Fondazione Santina ONLUS nel mondo. E’ un progetto molto bello che ci lusinga, come avete potuto vedere nel video che apre questa pagina. Il progetto della Direttrice lo potete leggere qui.

Il Consiglio di Amministrazione di Fondazione Santina ONLUS si riunisce ed approva all’unanimità i due progetti. Ecco il testo del Protocollo di intesa.

PROGETTO REALIZZAZIONE PARCO GIOCHI PER BAMBINI PRESSO L’ASILO A VILLA SAN ROMAN JULIACA IN PERU’ SOSTENUTO DA FONDAZIONE SANTINA ONLUS (19 NOVEMBRE 2018)

All’Attenzione
Della Signora Magdalena Mamani Anamuro
Direttrice della Scuola Materna Statale
di Villa San Roman
Juliaca  Puno
Perù

Illustre Direttrice,
in occasione del recente Viaggio di Solidarietà della Nostra Fondazione Santina ONLUS – svoltosi dal 24 giugno al 5 luglio 2018 – Lei ha formulato al nostro Consiglio di Amministrazione la domanda di Euro 6.000 per poter realizzare un parco giochi per ibambini all’interno della Scuola Materna Statale di Villa San Roman a Juliaca e per dipingere un grande mural. Sono lieto di annunciare che in data 8 ottobre 2018 il Consiglio di Amministrazione, riunito nella Sede di Roma della nostra Fondazione, all’unanimità ha deciso di stanziare l’intera somma da Voi richiesta per un totale di Euro 6.000. Dopo aver fatto questa importante premessa ecco le condizioni del nostro accordo:

  1. La somma sarà erogata in un’unica tranche: PRIMA E UNICA RATA: EURO 6.000
  2. Le spese bancarie di spedizione saranno come nostra tradizione con accordo con la nostra banca OUR, nostre, dunque a voi giungerà intero corrispettivo della rata stanziata.
  3. L’importo della rata sarà erogato sul conto corrente della Signora Asunta Olinda Calderon Vega nostra Rappresentante per tale progetto. Preghiamo di leggere e verificare l’esattezza delle coordinate bancarie:

Numero di conto corrente: 003 – 322 – 013089031678 – 54 Interbank;
– Codice Swift: BINPPEL;
– beneficiario del conto corrente: Sig.ra Asunta Olinda Calderon Vega;
– indirizzo del beneficiario: Villa San Roman, Enace, Mz. 19 L 09, Juliaca – Puno.

  1. A fronte di tale nostra erogazione siamo a chiedere a di attenervi ad alcune regole che abbiamo stabilito per ogni nostro intervento caritativo e di solidarietà.
    1. A fronte del denaro inviato vi chiediamo:
      • Accusa di ricevimento per mail dell’importo, includendo data di ricezione della somma;
      • Puntuale rendiconto di come i soldi sono stati spesi e ricevute di quanto da voi speso;
      • Documentazione fotografica e video dello stato dei lavori.
    2. Al termine dei lavori chiediamo di apporre targa della nostra Fondazione che sarà nostra premura inviare, con opportuna traduzione in lingua spagnola
    3. Si stabilirà insieme una data per inaugurazione dei lavori ai quali sarà presente una nostra piccola delegazione, da me guidata, ai fini di stabilire più profondi ed articolati rapporti di solidarietà.
    4. Ogni fase del progetto sarà rigorosamente resa pubblica nel sito della nostra Associazione come avviene per altri progetti, nel nostro nuovo sito: fondazionesantina.orgPerché tale nostro articolato progetto di spesa possa essere iniziato attendo da Voi:
  • Signora Magdalena Mamani Anamuro
    Direttrice della Scuola Materna Statale
    di Villa San Roman Juliaca  Puno
  • Signora Asunta Olinda Calderon Vega
    Rappresentante di Fondazione Santina per il progetto
  • Signor Josmel Tito Calderon Ingegnere Responsabile dell’esecuzione dei progetti

una risposta firmata a tale mia lettera, in tutte le sue pagine, nella quale si afferma di accettare le 4 condizioni qui menzionate. Carissimi, anche a nome dei Membri del Consiglio di Amministrazione, voglio esprimere gli auguri più sentiti di buon lavoro ed assicurare altresì il nostro ricordo nella preghiera.

MONS. LUIGI GINAMI PRESIDENTE
DOTT. LUIGI PACINI  TESORIERE
SIG.RA BRUNELLA TORTI   SEGRETARIO
DOTT. GIAMPIETRO TEODORI  COORDINATORE DEL PROGETTO

Nei giorni seguenti la Direttrice ci restituisce il protocollo  controfirmato, che potete vedere qui. In seguito a tale risposta, il Dottor Luigi Pacini, Tesoriere di Fondazione Santina ONLUS, provvede in data 7 dicembre 2018 ad erogare Euro 6000 in un controvalore in dollari. Ecco qui di seguito riportata l’ordine di Bonifico. 

INVADERE LA PROPRIETÀ DELL’ASILO DI VILLA SAN ROMAN
Qui di seguito vi riportiamo un brano del libretto di Maritza, dove si descrive la difficile situazione in cui operiamo a Villa San Roman, dove non esiste alcun senso civico o sociale, e tanto meno dello stato. Il nostro piccolo asilo è l’unica opera sociale valida, che in mezzo a tante difficoltà sta crescendo. L’educazione alla socialità ed alla condivisione è un cammino arduo e pieno di difficoltà, ma grazie proprio ai piccoli bambini si Villa San Roman, questo si sta realizzando, anche se la gente non sempre bene risponde alla nostra provocazione.
L’inverno è arrivato, ma il sole dei 4000 metri di altezza è forte e il suo tepore scalda la fredda mattina e la riempie di luce. Una festa di luce. Con Josmell ci rechiamo a visitare l’asilo di Villa San Roman dove abbiamo fatto costruire un robusto e forte muro di cinta. Branchi di cani spelacchiati percorrono il barrio e incutono paura. Quando sono in branco possono essere pericolosi anche per l’uomo. Josmell raccoglie una pietra e la tira. Si disperdono e possiamo passare.

La povertà è evidente e quando la povertà è forte viene meno anche il senso civico. Ognuno pensa per se e l’altro non è amico. La povertà deve essere evangelizzata per essere un valore e la giustizia e il suo valore deve essere capito. A Villa San Roman la giustizia non sempre è un valore.      Il muro di cinta dell’asilo che abbiamo fatto costruire per proteggere i piccolini e salvare la proprietà comunale dagli invasori costituisce per essi, gli invasori, una occasione d’oro da sfruttare!

Uno di loro ha pensato bene di usare una parte della parete del nostro amato muro come parete di una sua futura tienda, un piccolo negozio. Cosa vuol dire? Molto semplice. Comincio con il poco a ridosso del muro, costruisco una mensola e dico che lì mi appoggio a prendere il sole. Poi, a distanza di circa tre metri, ci metto due pali per terra, l’impiantito in cemento armato e se, nessuno mi dice nulla, appoggiò una bella lamiera sul muro e costruisco in quello spazio coperto il mio spazio per vendere… La buona Olinda mi informa di tutto. Ha già parlato con la direttrice della scuola e sono molto seccato di questo pezzente che vuole usurpare uno spazio pubblico. Lo incontro, è un anziano. Non ammetto discorsi. “Tu, caro vecchio, stai usando un muro che non è tuo ma della scuola. Sono d’accordo con la direttrice: o abbatti la tua mensola o ti denuncio questa mattina stessa”. “Padre, la uso solo per appoggiarmi e prendere il sole!”. Quando uno fa così e ti considera un tonto, mi arrabbio ancora di più! “Mi credi un deficiente? Questo sole vai a prenderlo dove vuoi ma abbatti immediatamente la mensola che hai costruito. Te lo chiedo una volta sola. Torno tra un’ora e poi vado in Comune. Se non hai distrutto ti denuncio”.

Il vecchietto sembra spaventato. Pensava fosse più semplice tirar su la sua costruzione. Sono passate 2 ore e io ritorno alla scuola. Lui non c’è, ma non c’è più neppure la mensola che insolentemente aveva costruito! Alcune volte penso che abito a diecimila chilometri di distanza ma imparo molto dal tipo di solidarietà che cerchiamo di praticare in questi anni. Prima di questa esperienza con la nostra Associazione Amici di Santina, pensavo che il punto difficile della carità fosse staccarsi dai propri soldi, oppure trovare soldi per una buona opera. Mi sbagliavo profondamente e avevo uno sguardo ingenuo sulla carità. Per scrivere di carità, scrivo di carità in questo barrio molto povero, non nel mio comodo studio di Roma. Scrivo qui in mezzo a latrine e cani randagi, scrivo qui dove dare non è così semplice come si crede! Il gesto autentico di carità non si improvvisa. No si deve riflettere, pensare, lo si deve custodire da possibili errori. Mi ricordo che quando costruivamo il muro di cinta dell’asilo i muratori si fregavano i sacchi di cemento. Dovetti dire a Olinda di portare a casa sua tutti i sacchi e di darne ai muratori di nuovi solo quando avessero riportato i sacchi vuoti dei precedenti! Fare carità è duro, è difficile, non consiste nel toglierti due euro dalla tasca, ma c’è molto di più: quei due euro devono arrivare ai poveri e alle loro necessità. Quando hai riflettuto, preparato e verificato l’opera buona, c’è poi il grande dilemma se prima va la giustizia o la carità. La carità senza giustizia è vera carità? Mi interrogo ora dopo aver fatto spaccare il muretto che l’invasore si era costruito. Mio interrogo: ‘Che male ha fatto? Tutto sommato il muro dell’asilo rimaneva dell’asilo!’. Non riesco a difendere il vecchio delinquente neppure per dieci secondi. Numero uno: quel muro non è suo e non l’ha costruito lui, lo avrebbe usato come sua proprietà; numero due: non ha neppure domandato un permesso, oppure offerto denaro per sfruttare quel muro; numero tre: se non avessi fatto distruggere, in un mese i 110 metri lineari del nostro bel muro di cinta si sarebbe riempito di negozietti abusivi che vendono di tutto. Sono convinto di aver agito bene e la direttrice, Olinda e Hernan me lo confermano. Sì, ogni tanto la carità usa anche il pugno duro che porta al rispetto di una struttura comune per il bene dei nostri bambini nel barrio, porta a capire che pure nella povertà la condivisione è il modo migliore di essere poveri e che sfruttare gli altri vivendo nei propri meschini progetti non porta da nessuna parte. Questo viaggiare lontano mi aiuta a essere vicino ai poveri ma anche a capire come anche loro commettono peccati. La caratteristica delle povertà non è strada per il paradiso, ma autostrada per il crimine. La povertà diventa strada al cielo se in essa ci si mette Gesù, altrimenti è disperazione. Penso a questo pietoso caso del vecchio invasore, ma questa sera sulle Ande del Perù non posso dimenticare la violenza in Messico, oppure i terroristi di Al Shabaab al Dadaab refugee camp al confine tra Somalia Kenya e sud Sudan. Tutta questa gente diventa criminale perché vive nella miseria. La miseria è scuola di violenza e di criminalità e questa mattina il delinquentello del muro ne è una prova. Per questo dobbiamo combattere la povertà con le armi della giustizia e creando strutture comuni come è avvenuto con l’asilo in questo barrio desolato. Le mamme mi escono incontro e mi abbracciano dicendo ‘Grazie’. Loro, certo difendono l’asilo. Il loro abbraccio mi conforta… ma poi loro, i piccolini, mi corrono incontro e mi riempiono di bacetti e carezze che mi fanno sentire al sicuro. Sono in paradiso con loro. Li potrete vedere nelle prossime fotografie…