TRE AULE DI CATECHISMO
Firma dell’accordo per la costruzione di tre aule di catechismo in Iraq nella parrocchia di Araden con il parroco Padre Yoshia Sana e il Vescovo di Duhok
SOLIDARIETÀ IRAQ: ASSOCIAZIONE “AMICI DI SANTINA ZUCCHINELLI”, REALIZZATE TRE AULE DI CATECHISMO NEL VILLAGGIO DI ARADEN (SIR DEL 02.05.17)
Tre aule di catechismo nel piccolo villaggio di Araden a 50 km dal confine turco, ma vicinissimo a Mosul e alla Piana di Ninive. È l’ultima “opera” di solidarietà realizzata dall’associazione onlus “Amici di Santina Zucchinelli”. Inaugurate ieri da mons. Luigi Ginami, fondatore e presidente dell’associazione, le aule sono state realizzate con 15mila, frutto di donazioni. “In Italia – commentano dalla onlus – non ci compri neppure un garage, forse la macchina, ad Araden puoi costruire un palazzo!
Si fa per dire… giusto per sottolineare quanto bene si può fare con pochi soldi. È quanto abbiamo fatto anche in Kenya con la chiesetta di Garissa, in Perù con il muro all’asilo di villa San Roman o in Vietnam con l’orfanotrofio. Sono tante piccole realtà che c’invogliano sempre più ad asciugare le lacrime per il mondo. E, qui, ad Araden, di lacrime ce ne sono tante, ci sono fiumi di lacrime. Lacrime versate per il nome di Gesù, per la discriminazione, per la povertà e l’ingiustizia che sempre una guerra produce.
Qui il sangue dei martiri scorre. Questa gente è martire, ma non si vanta”. Tre aule di catechismo, riflettono ancora dall’associazione, sono “un gesto semplice, in un piccolo villaggio di sole 400 persone, ma con un cuore grande. Nessuno conosce il villaggio, non compare neppure sulle carte geografiche. Proprio qui, in questo posto dimenticato e sconosciuto, abbiamo voluto dare una piccola speranza. Le tre aule sono un seme di speranza per questa povera gente. Tre aule per un futuro diverso”.
LA STORIA DELLA COSTRUZIONE DELLE AULE A PARTIRE DLA 17 AGOSTO 2016
Nel Viaggio in Iraq è stato firmato un accordo tra la Diocesi e la parrocchia di Araden per la costruzione di tre aule scolastiche per il valore di Euro 15.000. Qui di seguito viene riportato il protocollo di intesa firmato dopo la richiesta del Vescovo e del Parroco, come appare dalla fotografia qui sopra.
Ecco la richiesta di Sua Eccellenza il Vescovo di Zakko
Riportiamo qui per esteso il testo del protocollo:
PROGETTO REALIZZAZIONE DI TRE AULE DI CATECHISMO NELLA PARROCCHIA S. CUORE DI ARADEN IN IRAQ SOSTENUTO DALLA ASSOCIAZIONE AMICI DI SANTINA ONLUS (ROMA, 15-9-16)
Gentilissimo Rev. Yoshia Sana
Parroco di San Giorgio, Mangesh Duhok – Iraq,
in occasione del recente Viaggio di Solidarietà della Nostra Associazione Amici di Santina ONLUS – svoltosi dal 12 al 21 agosto 2016 ho formulato al nostro Direttivo la domanda di Euro 15.000 per poter realizzare delle aule di catechismo in Araden. Sono lieto di annunciare che in data 12 settembre 2016 il Consiglio Direttivo, riunito nella Sede di Roma della nostra Associazione, all’unanimità ha deciso di stanziare l’intera somma da Voi richiesta per un totale di Euro 15.000. Dopo aver fatto questa importante premessa ecco le condizioni del nostro accordo:
- La somma sarà suddivisa in tre rate:
PRIMA RATA EURO 5.000
SECONDA RATA EURO 5.000
TERZA RATA EURO 5.000
- Le spese bancarie di spedizione saranno come nostra tradizione con accordo con la nostra banca OUR, nostre, dunque a voi giungerà intero corrispettivo della rata stanziata.
- Le tre rate saranno erogate sul conto corrente e codice bic swift e precisamente sulle seguenti coordinate bancarie da Lei indicate:
– nome della Banca: IOR
– conto corrente: 169850012085
– BIC/SWIFT:
– Beneficiario/Titolare del conto corrente: Yoshia sana
– indirizzo del Beneficiario: Yoshia Sana
- A fronte di tale nostre erogazioni siamo a chiedere a voi di attenervi ad alcune regole che abbiamo stabilito per ogni nostro intervento caritativo e di solidarietà.
- A fronte di ogni rata a voi bonificata chiediamo:
- Accusa di ricevimento per mail dell’importo, includendo data di ricezione della somma
- Puntuale rendiconto di come i soldi sono stati spesi e ricevute di quanto da voi speso
- Documentazione fotografica dello stato dei lavori
- Al termine dei lavori chiediamo di apporre targa della nostra Associazione che sarà nostra premura inviare, con opportuna traduzione in lingua caldea
- Si stabilirà insieme una data per inaugurazione dei lavori ai quali sarà presente una nostra piccola delegazione, da me guidata, ai fini di stabilire più profondi ed articolati rapporti di solidarietà.
- Ogni fase del progetto sarà rigorosamente resa pubblica nel sito della nostra Associazione come avviene per altri progetti, nel nostro sito istituzionale: fondazionesantina.org. Perché tale nostro articolato progetto di spesa possa essere iniziato attendo da Lei: Rev. Yoshia Sana, Parroco di San Giorgio, Mangesh Duhok – Iraq una risposta firmata da tutti tre a tale mia lettera nella quale si afferma di accettare le 4 condizioni qui menzionate.
- A fronte di ogni rata a voi bonificata chiediamo:
A TALE PROTOCOLLO PADRE YOSHIA SANA RISPONDE CON MAIL DEL 7 OTTOBRE 2016
Grazie per il protocollo che mi hai inviato. I accetto tutto le quattro condizioni indicate nel protocollo. Adesso aspetto che la prima rata viene depositata sul mio conto e così noi possiamo iniziare i lavori prima che arriva l’inverno. Grazie mille e Dio vi benedica.
Rev. Yoshia Sana.
– ECCO IL TESTO DEL PROTOCOLLO IN DATA 15 SETTEMBRE 2016
– ECCO ORDINE DI BONIFICO DELLA PRIMA RATA DI EURO 5000 IN DATA 11 OTTOBRE 2016
Come scritto nel protocollo le succesive due rate per il completamento delle aule verrà erogato a fronte di documentazione e fotografie come è consuetudine della nostra Associazione fare. Attendiamo da Araden ricevute e fotografie che documentino con precisione come sono stati spesi i nostri denari
| TRE AULE DI CATECHISMO | DATA | IMPORTO |
| PRIMA RATA | 11 OTTOBRE 2016 | 5000 |
| SECONDA RATA | 30 NOVEMBRE 2016 | 5000 |
| TERZA RATA | 30 GENNAIO 2017 | 5000 |
| TOTALE | EURO 15000 |
ED ECCO IL PROGETTO DELLE TRE AULE DI CATECHISMO:

IN IRAQ I CRISTIANI SOFFRONO A MOTIVO DELL’ISIS
Forse l’Occidente non crede alle difficoltà che i Cristiani in Medioriente vivono, perché essi appaiono distanti dall’Europa. I Cristiani in Iraq, infatti, soffrono a causa di partiti e gruppi fanatici islamici sorti in questi ultimi anni. Tra questi gruppi il più fanatico è lo Stato Islamico conosciuto come ISIS, il suo estremismo si concretizza non solo contro i Cristiani e altre comunità religiose, ma anche verso i musulmani stessi. Sono proprio questi ultimi a soffrire in maggior misura a causa delle violenze e del terrore da parte di questo gruppo terroristico, rispetto alle altre comunità religiose. Vi sono stati, infatti, bombardamenti e distruzioni di moschee, monumenti, e tombe delle persone onorate dai musulami stessi. Dopo che l’ISIS ha conquistato la grande città di Mosul nella provincia di Ninive, il 10 giugno 2014, ha proposto ai Cristiani della città tre scelte: convertirsi all’islam, rimanere nella loro religione ma pagando la Gezia (un tassa imposta ai non Musulmani), oppure lasciare la città senza portare niente con sé. I Cristiani hanno scelto di lasciare, così, la città senza portare neanche un dollaro : hanno preferito abbandonare le proprie case e morire di fame piuttosto che negare la cosa più cara a loro, ovvero la loro Fede Cristiana. Dopo solo alcuni mesi, il 6 agosto 2014, in coincidenza con la grande festa secondo la Liturgia Orientale della Trasfigurazione del Signore sul Monte Tabor, l’ISIS ha voluto estendere il suo territorio sulle città intorno a Mosul, cioè la Piana di Ninve. Questa Piana è il centro più importante dei Cristiani in Iraq, dove ci sono città e villaggi cristiani molto importanti. Mentre l’ISIS conquistava queste città e villaggi più di 100.000 cristiani hanno dovuto lasciare tutto e fuggire al più presto, prima che il Califfato arrivasse. Questi Cristiani sono venuti nei nostri villaggi cristiani nel Kurdistan. La Chiesa locale ha fatto tutto il possibile per offrire alloggio e cibo per loro. Era una cosa terribile. Migliaia di persone arrivavano ogni giorno nei piccoli villaggi chiedendo aiuto. Grazie a molte organizzazioni internazionali siamo risusciti ad aiutare questa povera gente, stiamo ancora facendo tutto il possibile per aiutarli nei campi profughi e nelle case dei nostri villaggi. Dal giorno in cui sono arrivati i profughi cristiani nella mia Parrocchia di S. Giorgio a Mangesh-Duhok, abbiamo chiuso tutte le attività parrocchiali nel centro pastorale , perché sono state destinate tutte le aule a queste famiglie. Nei cortili della parrocchia abbiamo inoltre posizionato 36 caravan per l’accoglienza di queste famiglie. Ora la mia parrocchia si è trasformata in un piccolo campo profughi, che regala ospitalità ai cristiani sfortunati. Preghiamo il Signore che conceda la pace al nostro Paese, affinchè queste famiglie possano tornare nelle loro case: che Maria, Regina della Pace, interceda per queste famiglie.
REV. YOSHIA SANA
PARROCO DI S. GIORGIO, MANGESH-DUHOK
KURDISTAN IRACHENO
In verde si può vedere dove si trova la parrocchia di Araden che vogliamo supportare con Euro 15.000 per la costruzione
TRE AULE DI CATECHISMO
Ad Araden ci siamo impegnati per costruire tre aule di catechismo con un costo di Euro 15.000. Ogni fase del progetto sarà come nostra consuetudine qui riportata
Sto scrivendo in aereo da Istanbul a Roma; è l’ ultimo dei tre pezzi di aereo che nella notte mi ha portato da Erbil ad Ankara, da Ankara ad Istanbul ed ora da Istanbul a Roma. Gli occhi bruciano per la stanchezza, dalla sera di ieri ci si è messa anche la dissenteria…sono scottato dal sole e la testa è molto stanca, ma il cuore continua a scrivere. Torno in Europa con il progetto di tre aule di catechismo per la parrocchia di Araden vicino a duhok. Se non si viene in questa terra non si capisce nulla… Quando si tocca con mano, in modo forte ,quanto è avvenuto, allora si capisce la necessità di un intervento forte e robusto in aiuto di questa chiesa. Con la notte del l6 agosto 2014 sono arrivati in tutte le parrocchie di questa diocesi fiumi di rifugiati per il nome di Gesù, anche la parrocchia del Sacro Cuore ha avuto la stessa sorte delle altre. Padre Yoshia ha aperto, meglio spalancato, le porte di Araden e di Mangesh. Non esiste più centro parrocchiale, esso è divenuto un campo profughi. Ha svuotato le aule di catechismo e le ha trasformate in alloggi, in cui sono stipate diverse famiglie con particolari problemi come bambini handicappati oppure mamme in attesa di partorire, mentre gli spazzi esterni sono stati radicalmente trasformati: via i campetti sportivi , la diocesi ha comperato molti caravan e all’ interno, protetti dalle mura di cemento di quello che era il centro parrocchiale, oggi sorge un piccolo stipato campo profughi. Visito il campo con padre Yoshia. Come al grande campo dell’ ONU i bambini sono i padroni assoluti di questi spazi, li trovi dappertutto, davanti ai fornelli, vicino alle latrine, alle fontanelle di acqua e giocano, giocano, giocano e i loro colori, i loro sorrisi e le loro vocine trasformano i luoghi pieni di angoscia e incertezza per il futuro in luoghi sereni e di pace. Finché ci sono loro Daesh non vincerà! Per dare speranza si deve adottare il futuro! Parlo con il sacerdote, già dall’ Italia mi aveva parlato del suo progetto di costruire tre aule di catechismo, ma non capivo un cavolo. Perché tre aule di catechismo in un luogo dove vi sono gravi problemi? Andando in Iraq ho capito. La generosità e l’ ospitalità delle comunità cristiane irachene hanno annientato tutti gli spazi e i locali comuni per trasformarli in abitazioni. Talvolta è avvenuto così anche per la chiesa. Dove si fa catechismo allora? Dove ci si riunisce? Occorrono nuovi ambienti. Questa mostruosità di Daesh ha combinato anche qualche positività. I cristiani fuggiti da Mosul e dalla piana di Ninive non hanno smesso di essere cristiani per paura, no, assolutamente no, ma al contrario hanno incrementato la loro vita di preghiera e di fede. È aumentato il numero delle confessioni e tutti i bambini vanno al catechismo! L’ ho potuto sperimentare anch’ io, quando nella serata ho incontrato un gruppo di giovani composto e ben motivato, di grande maturità interiore. Forse in Iraq non vi è una bella vita, ma la buona vita , quella sì! Entrando nei container e nei caravan tutti erano ricolmi di immagini sacre che riguardavano Gesù, la madonna e i numerosi santi che questa chiesa caldea venera, come la mamma dei maccabei. In Italia nelle nostre case sono sparite le immagini religiose, non si porta più al collo la croce, le donne non si velano il capo entrando in chiesa… E così stiamo preparando l’ invasione di Daesh , perdendo la nostra identità religiosa, avendo paura di fare un segno di croce davanti ad una chiesa o ad una immagine sacra. Chi di noi tiene in tasca la corona del Rosario? Chi va al catechismo? Chi partecipa alla messa della domenica e chi si confessa? E così spianiamo la strada all’ islamismo in Italia! Dobbiamo fare qualcosa e lo dobbiamo fare presto, prima che sia troppo tardi e poi… Abbiamo purtroppo un maledetto senso di sicurezza.
Copia dell’ accordo per costruzione delle aule di catechismo
L’ ISIS è lontano, non riguarda noi! Sentire sul proprio collo il fiato di Daesh a 30 chilometri da Alqos o a 45 km da Mosul mi ha fatto perdere la testa: ma allora sono qui, sono veri, potrebbero assalirmi da un momento all’altro! Che paura! E questa paura, quanto bene mi ha fatto nel provocarmi domande che rivoltano le budella e ti mettono a nudo! Ma fino a che punto sono cristiano? Fino a che punto io sono ateo invece e non lo so! Un recupero profondo della preghiera, una identificazione più intensa con la mia fede e con la dottrina che essa racchiude è l’ unico modo per evitare che Daesh invada la nostra cattolica Italia. Allora ecco il paradosso: dove vi è pericolo ,la fede di queste persone buone e semplici è granitica, di acciaio e al posto di rinunciare a pregare, dopo l’ esperienza terrificante di aver perso tutto, queste dolci e sfortunate persone si rituffano a capofitto nella preghiera e nella vita di fede. Dove invece la fede non corre pericoli, noi riempiamo la vita di cose inutili , inventiamo iniziative sociali mirabolanti, ma non andiamo più in chiesa e al catechismo e così da una parte l’ ateismo, o il materialismo pratico, che ci svuota del senso religioso del vivere e dall’ altra parte l’arrivo del terrore nero, che è inutile negare, arriverà anche in Italia. Annienteranno la nostra cultura cattolica se immediatamente non ci metteremo in un atteggiamento penitenziale e di riscoperta di Lui, del signore Gesù. E così ,mentre lascio un luogo di disperazione e di angoscia che è l’Iraq, trovo però che questa gente, che annega nelle proprie lacrime di dolore al fondo del proprio cuore, ha la pace e la sopportazione, mentre in Italia nel benessere e nella comodità, senza dolori e paure ,trovo al fondo del cuore di molte persone una sempre più crescente oppressione. La parola depressione, anoressia, esaurimento nervoso non esiste nel campo di Dawdiya , nella parrocchia campo profughi di Araden o Mangesh. Mentre nelle nostre belle parrocchie, donne e uomini pieni di vuoto mi vengono a parlare di argomenti futili : dell’ ultimo iPhone , del vestito alla moda o della tinta ai capelli. Persone vuote e senza significato, rammolliti riempiono le nostre chiese, gente codarda. Queste persone, gli assatanati islamici non si degnano neppure di sgozzarle! Loro sgozzano uomini come padre Jacques, che tanto ho pregato in questi giorni! Lui sì che lo assassinano , mentre celebra Messa, perché di lui il demonio ha paura, non di noi , finti cristiani , sdolcinati e incapaci di fatica e dolore!
Le tre aule di catechismo soregeranno al secondo piano del Centro parrocchiale alle nostre spalle
L’aereo sta entrando nello spazio italiano. Questo è l’ultimo pezzo che scrivo durante questo incredibile e meraviglioso viaggio, ma come vorrei che vi ferisse, che vi tagliasse la pelle, che vi bruciasse il cuore, per tornare ad essere i cristiani che hanno consapevolezza della propria fede e della propria identità. Siamo nell’anno della Misericordia e questo è un potente richiamo ad aprire il cuore alla sua misericordia, come Hazar , la Yazida schiava, mi aveva lasciato come augurio. Siamo nell’anno della Misericordia, torniamo al Vangelo, torniamo alla dottrina cristiana, torniamo a praticare la chiesa e a compiere opere di misericordia! A proposito, per favore ripetimi ora a memoria le opere di misericordia corporale e poi quelle spirituali…. Non le sai?Ti dico una cosa: questo scritto, che hai letto fin qui, è stato scritto esclusivamente per te: sei un cristiano all’ acqua di rose, proprio quello che prima ho descritto e forse ti dovresti vergognare un po’!
con il Parroco Yoshia San dopo la firma dell’ accordo con Lui e con il Vescovo del Luogo
SAMI DAHUD MUSA
È una persona rimasta paralizzata alle gambe in seguito a un infarto. Ha una moglie e tre figli ed abitava nella città di Mosul. L’ uomo è seduto con le gambe incrociate sul letto, mi guarda intensamente con uno sguardo sofferente e triste: “Padre, era il 6 giugno 2014 , la mattina alle sette sfondano la porta di casa: sono i militanti di Daesh. Un giovane tra i ventidue e venticinque anni si dirige verso di me con fare deciso e mi dice che me ne devo andare. Chiedo il perché e cerco di mostrare tutte le mie motivazioni. A quel punto lo sguardo dell’ uomo si fa furente i suoi occhi diventano di fuoco, estrae un coltello e me lo punta alla gola e non contento estrae dal fodero la pistola e me la punta alla tempia.” “Se non vuoi morire te ne devi andare subito, ora, senza prendere nulla!” “Ero spaventato a morte, padre ed incredulo…. Te lo immagini vedermi sbattuto fuori da casa mia, su di una sedia a rotelle spinta dai miei figli?! Non ci lasciano prendere nulla, neppure le mie medicine .
I LAVORI DELLE TRE AULE DI CATECHISMO PROCEDONO A BUON RITMO: ECCO LE FOTO IN DATA 27 NOVEMBRE 2016
In quel momento mentre lasci la tua casa, così improvvisamente, muori dentro padre! Ricorderò tutti i millimetri di quella strada in quella calda mattina di giugno. In testa una grande confusione: dove andare? Che cosa possiamo fare? Non poteva essere vero! Le domande si confondevano con le lacrime, si bagnavano di lacrime e il respiro esplodeva dentro. Poi l’idea di andare ad un convento nella Piana di Ninive per poi fuggire di nuovo qui, il 6 agosto 2014. Essere cristiani qui è molto pesante ed anche terribilmente pericoloso. Ora sono qui in questo luogo in cui tutti condividiamo disperazione. Sono venuto a sapere recentemente che sulla mia casa era stata posta la lettera N, in arabo, che vuol dire Nazzareno, cioè cristiano. Quella lettera è il motivo della mia grande sofferenza, ma la sofferenza che provo, produce pace nel cuore.”
Mentre mi dice così, quasi a firma della sua testimonianza, l’ uomo mi disegna, con la biro, il segno della N in arabo sul braccio sinistro, vicino ad una mia cicatrice. Rimango impressionato da questo suo gesto e vorrei conservare nella mia pelle quel disegno, che fa riferimento a Gesù. Per non perderlo mi faccio una fotografia al braccio sinistro. Vedo nella casa piccole immagini sacre, propongo la recita del Padre Nostro e poi do loro la benedizione. Abbraccio forte quell’ uomo e mentre compio questo gesto, mi rendo conto che Lui è davvero la carne di Gesù. Sento una grande forza interiore nell’ incontro che ho avuto. Lasciamo questa casa per visitare una seconda famiglia. Una caratteristica del campo di Dawodiya sono i bambini, tanti bambini e tutti bellissimi , angeli che ti danzano attorno, che scherzano con te, che ti invitano a entrare nelle loro case. Bambini con piedini nudi, sporchi, con i capelli scompigliati, bambini con escoriazioni, con graffi, ma quanto sono belli! Sembrano degli angeli, che custodiscono il campo dal demonio di Daesh, non importa se siano Yazidi o cristiani, dobbiamo guardare a tutti nello stesso modo e vivere ogni momento – come diceva nel suo testamento spirituale padre Jacques morto per mano di Daesh a Rouen – come un momento in cui essere attenti agli altri, chiunque essi siano. Scatto migliaia di foto ed ogni scatto mi regala un sorriso di paradiso! Hanno dei sorrisi bellissimi questi bimbi, di una grande dolcezza, ti rubano il cuore, ti commuovono e ti chiedono conversione, quella conversione che il viaggio Restoring Hope in Iraq 2016 mi propone.
SECONDO INVIO DI DENARO EURO 5000 IN DATA 30 NOVEMBRE 2016
Il nostro Tesoriere Luigi Pacini in data 30 novembre 2016, avendo ricevuto foto qui riportate e attestati di pagamento ha emesso ordine di bonifico per Euro 5000 ecco il documento, qui sotto in fotografia, e qui riportato in pdf ed accompagnato da lettera

In seguito all’invio di tali denari il bravo padre Yoshia ci ha inviato in data 13 gennaio 2017 tutte le ricevute delle spese sostenute per la costruzione delle tre aule ad Araden. Le ricevute sono molto puntuali e precise e, unitamente a tali ricevute in lingua araba, anche delle belle fotografie che mostrano come le nostre tre aule abbiano ora il tetto. L’edificio necessita solo di essere chiuso con porte e finestre e tinteggiato. Con Padre Yoshia stiamo pensando una data di inaugurazione che potrebbe essere il 15 maggio 2017 data in cui il Vescovo visiterà la parrocchia per una festa patronale. Potrebbe essere una bellissima idea per visitare l’Iraq. Nel frattempo pongo le belle fotografie del nostro edificio. In data 30 gennaio 2017 abbiamo così bonificato ultima parte dei soldi per un totale d euro 15.000. Ecco le fotografie:
In seguito alla documentazione qui sopra riportata il nostro tesoriere in data 30 gennaio 2017 firmava ordine di bonifico per Euro 5000 quale ultima rata di tre per la costruzione della aule di catechismo. Riportiamo tale documento qui sotto nella politica di chiarezza della nostra Associazione.



















