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34 NEWSLETTER AMICI DI SANTINA, QUATTRO MAGGIO 2016


Carissimi Amici di Santina,
lo scorso 4 maggio eravamo in Africa, per una bellissima missione umanitaria dal nome Restoring hope in Garissa 2016. La missione è stata davvero carica di ricchi frutti e la missione è stata particolarmente significativa perché è la terza missione in cui non viaggia solo il sottoscritto, ma sono stato invece accompagnato da altri membri della Associazione e questa volta anche della Fondazione. Dopo Salvador de Bahia in Brasile e la Striscia di Gaza, questa a Garissa è stata una missione umanitaria molto bella: eravamo in sei persone quattro italiani e due neri e durante la settimana abbiamo vissuto un’autentica scuola di comunità nel tentativo di costruire tra noi relazioni positive e significative. Brevemente vi riassumo i frutti del 15mo viaggio di solidarietà.

  1. Sicuramente il momento più suggestivo è stata l’inaugurazione della chiesa di Bura Tana con Caterina Piantoni che tagliava il nastro, una chiesa così carina da sembra di marzapane: bellissima… In quel contesto abbiamo visto l’esigenza di portare pannelli solari per l’energia elettrica di illuminazione la sera, infatti al termine della bella celebrazione avevamo come unico aspetto negativo la mancanza di luce. Il piccolo progetto è di circa Euro 1600, ai quali dobbiamo aggiungere il debito di 600 euro che Padre Ernesto ha contratto per finire i lavori. In regalo abbiamo lasciato calice, inviato dal mio zio missionario P. Luigi, paramenti per la chiesa, un quadro della Madonna dipinta da Rossana e una statuina della Madonna inviata dal card. Comastri e poi un centinaio di piccole medaglie dell’Arcangelo Michele da distribuire ai bambini.
  2. A Garissa Sister Eveline ci ha mostrato il suo lavoro con ragazze madri e sfruttate, ci invierà una richiesta concreta di aiuto; a lei abbiamo lasciato la statuetta della Madonna di Lujan, proveniente dall’Argentina e tanto cara a papa Francesco.
  3. Parte del leone l’ha fatta il programma di Comprenhensive Care Oureach di Masabaha. Dopo una attenta riunione di cui riferirà concretamente il Dottor Berbenni avvenuta a Watamu al nostro quartier generale africano il Temple Point Resort, abbiamo verificato che esistono le reali condizioni per poter aumentare il programma di alimentazione dei nostri malati di HIV e raddoppiare il numero delle persone che possiamo seguire da 13 a 26 malati per un totale di Euro 1600. Il progetto così giunge ad un totale di Euro 4000. A tale cifra si deve aggiungere una piccola spesa di Euro 180 per acquisto di una bilancia per l’ambulatorio di Msabaha. In data 10 maggio 2016 ho provveduto all’invio attraverso Money gram al nostro Jimmy, chiedendo a lui di inviare ricevuta e fotografie dell’acquisto. La terza visita dei medici a Masbaha avverrà nella prossima settimana di maggio e per quella data la bilancia dovrà essere operativa.
  4. Altro obiettivo raggiunto è quello di raccogliere carte e documenti per dare vita ad un progetto coerente affinché Msabaha diventi un Centro ART governativo per la cura dell’AIDS. Con molta fatica e dopo diversi incontri con i referenti dell’Ospedale, il Vescovo di Malindi e la suora che gestisce il dispensario abbiamo portato in Italia una preziosa carta che per scritto mette i costi ed i tempi per tale realizzazione. Si tratta di una prima stima di circa 11.000 euro all’anno. Stiamo lavorando con molta puntualità anche per il coinvolgimento dell’Ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo, nel servizio per le malattie infettive guidato da Rizzi.
  5. Nel conto delle cose belle realizzate nella settimana dobbiamo mettere un progetto pilota che ha dato a noi tanta gioia. Il bravo Jimmy, nostro socio in Kenya in una sola settimana ha ristrutturato la fatiscente capanna di Daniel un bambino ammalato e con la famiglia decimata dall’AIDS: il costo è stato di soli Euro 510, ma il risultato pur essendo povero e umile ha garanzie di sicurezza per le famiglie che vivono in capanne poverissime. Tale programma si potrebbe incentivare. Durante la permanenza abbiamo con gioia inaugurato tale capanna.
  6. Il direttivo aveva deciso di introdurre nel nostro programma di Adozioni a Distanza il figlio di Rosaline Nekesa che ha 4 anni. Con molta gioia siamo andati a comunicare la bella notizia. Provvederò ad inviare Euro 300 a Doreen che mensilmente darà a Rosaline euro 25, in questo modo suddivisi: 10 Euro per costo della scuola e 15 euro per Ugali ed alimentazione. Durante la visita a questa famiglia ed ad altre capanne nei villaggi abbiamo lasciato vestiti e regali portati da Italia, come al piccolo Sahidi: matite colorate, caramelle, vestitini e scarpe..
  7. Il Caso di Naomi HIV. La nostra piccola Naomi non sta bene. Abbiamo potuto vedere esami del sangue che attestano una progressiva espansione della malattia verso la forma di AIDS. Ho chiesto a Jimmy di farmi mandare esami medici da sottoporre ai nostri infettivologi e di incrementare eventualmente per lei il programma di alimentazione e di cura. Sarà mia attenzione quella di sensibilizzare i genitori adottivi di Naomi qui in Italia. Proprio con Naomi abbiamo voluto trascorrere il pranzo domenicale e con una signora musulmana di nome Pilli che ormai vive nell’AIDS conclamato. Anche di questo pranzo simbolico, vissuto a conclusione della spedizione, parleremo in un paragrafo del diario di viaggio.
  8. Durante la visita al carcere di Mtangani abbiamo ricevuto la bellissima proposta di costruire per il governo un dispensario nuovo all’interno della prigione. La proposta è particolarmente allettante perché il direttore del carcere assicura mano di opera e costruzione di infissi di falegnameria. Il totale del costo è di Euro 4000. Dopo aver verificato il reale pessimo stato del dispensario odierno nel carcere, abbiamo parlato scrupolosamente con intermediari sicuri per evitare presenza di uomini corrotti nel nostro progetto. Referente nostro per versamenti di denaro è il Vescovo di Malindi. Anche questa proposta sarà portata al Direttivo per iniziare le procedure di costruzione. Durante la visita al carcere per passare la porta santa di una squallida cella abbiamo portato una lettera del card. Comastri ed abbiamo suddiviso in due parti di 150 euro la carità da lui destinata per il carcere maschile e per quello femminile. I 150 Euro per il carcere femminile li abbiamo dati a Padre Albert, Vicario generale ed abbiamo chiesto a lui di provvedere a distribuirli tra le prigioniere. Mentre per gli uomini abbiamo provveduto noi comperando pane, latte, dentifrici, lamette da barba, sapone… ed oltre a questo i membri della spedizione hanno voluto regalare un televisore per tutto il carcere. Non abbiamo lasciato Mtangani senza vedere con i nostri occhi dove andavano a finire le provviste e dove veniva posto il televisore e ci siamo dovuti confrontare talvolta duramente con posizioni di grave corruzione da vincere ed escludere.
  9. Infine abbiamo fatto visita alla Missione di Lango Baya dove abbiamo costruito due aule scolastiche. In tale occasione abbiamo celebrato la messa con i bambini della scuola materna e della primaria. A loro abbiamo lasciato 100 medagliette dell’Arcangelo Michele, e per la cappella dei padri una raffigurazione della Sacra Famiglia in legno intarsiato che veniva da Gerusalemme. Padre Alessandro ha messo nelle nostre mani un ambizioso progetto per la costruzione di una scuola secondaria dal costo di 12.782.270 Esso è molto lontano dalle nostre possibilità e fuori dai nostri orizzonti, ma lo abbiamo portato in Italia per i nostri archivi.

Che dire ancora di questo tempo di grazia fruttuoso e di grandi prospettive? Chiuso questo viaggio, stiamo già programmando un nuovo viaggio in Perù. Dove mi recherò dal 18 al 29 giugno 2016. In tale viaggio inaugureremo la Chiesa di Conima, poi incontrerò le 10 bambine che sono nel programma di adozione a distanza, ci incontreremo con il mondo carcerario spingendoci fino a Challapalca carcere di massima sicurezza a 5100 metri, ed infine a Mazuko nel distretto Madre de Dios nel mondo del narcotraffico  e del traffico di minori. Vi chiedo una grande preghiera per me e per tutti coloro che con cura stanno preparando questa sedicesima missione. Il prossimo 4 giugno 2016 alle ore 17,00 all’Ospedale Papa Giovanni XXII di  Bergamo svolgeremo la presentazione del nostro libro associativo  Opere di Luce  in seconda edizione e con introduzione di Mons. Francesco Beschi: vi attendo tutti e numerosi. Siamo nel mese di maggio e chiudo questa lettera chiedendo l’offerta di una rosario per la nostra Associazione. Ve lo sentite? Al mondo delle monache di clausura chiedo di accompagnare con la preghiera il nostro apostolato ed in particolare il prossimo viaggio di solidarietà e la presentazione del libro. Grazie di cuore, vi abbraccio con affetto, vostro

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Don gigi
Presidente