Page 73 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא יִקְלֶחְו יִבָבְל רוּצ - -
viaggio descrive con dovizia di particolari santuari e riti religiosi della
Terra Santa. Nel V secolo fu aggiunta una navata, seguita dalla prima
cappella del Battistero, ornata di mosaici, nel 530, e della basilica
principale, portata a termine nel 597. Nel medesimo periodo, attorno
alla chiesa, fu costruito un grande monastero bizantino. Già a quel
tempo monte Nebo era una meta di pellegrinaggio; infatti una strada
romana lo aveva collegato alla strada principale che attraversava la
regione. La chiesa fu abbandonata, nel XVI secolo, e poi riscoperta
attraverso i racconti di viaggio dei pellegrini del IV e V secolo.
Nel 1932, i Francescani acquistarono il sito e avviarono i lavori di
scavo che portarono alla scoperta delle rovine e ricostruirono gran
parte dell’edificio della basilica.
Archeologia
Sul punto più elevato della montagna, Syagha, una delle cinque cime
del monte, sono stati scoperti nel 1933 i resti di una chiesa e di un
monastero. La chiesa era stata costruita una prima volta nella seconda
metà del IV secolo per commemorare il posto in cui Mosè morì. La
chiesa rispetta la pianta tipica della basilica. Essa fu ampliata nel tardo
V secolo e ricostruita del 597. Sei tombe sono state scoperte incavate
nella roccia naturale al di sotto del pavimento a mosaico della chiesa.
Nella cappella moderna un presbiterio edificato per proteggere il sito e
per provvedere uno spazio per le devozioni, si possono vedere i resti
de mosaici floreali costruiti in diversi periodo storici. Il più antico di
essi è un pannello con una finta croce, ora collocato a est, sul muro
meridionale. La maggior parte dei reperti scoperti è stata opera della
lunga campagna di scavi condotta da padre Michele Piccirillo
Storia recente
Il 9 marzo 2000, papa Giovanni Paolo II visitò il sito durante il suo
pellegrinaggio in Terrasanta (il Monte Nebo è uno dei più importanti
siti cristiani in Giordania). Durante la sua visita egli ha piantato un
albero di ulivo a fianco della cappella bizantina come simbolo di pace.
La scultura cruciforme con serpenti di rame intrecciati sopra il
Monte Nebo è stata creata dall’artista fiorentino Gian Paolo Fantoni.
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