Page 14 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא יִקְלֶחְו יִבָבְל רוּצ - -
LA FORZA DEBOLE DI SANTINA
Può la vita di una donna, anziana negli anni, ammalata,
costretta su una sedia a rotelle, con difficoltà anche a comunicare,
produrre frutti, essere feconda e continuare a esserlo anche dopo la
morte? La storia di Santina Zucchinelli, nel cui nome un flusso
crescente di aiuti ma soprattutto di amicizia giunge agli ultimi della
terra, dice che sì, questo è possibile. “Quando sono debole è allora
che sono forte”, spiega il figlio, citando le parole di san Paolo nella
seconda Lettera ai Corinzi, che sono il filo conduttore della sua
straordinaria esperienza.
Tutto comincia a Bergamo quando Gigi è un bambino piccolo,
orfano di papà, e la mamma, vedova e senza redditi, che fa le pulizie
per dar da mangiare ai suoi due figli, si consacra da laica alla causa
del Vangelo soccorrendo i barboni che dormono sotto i portici,
dando così un esempio che segnerà la vita del futuro monsignore. In
particolare un giorno Santina rientra a casa con un crocifisso
rovinato dal tempo, che era stato gettato via: la donna lo regala al
figlio e da questo gesto scaturisce tutto, perché il ragazzo comprende
che null’altro conta che Gesù, povero in mezzo ai poveri, come don
Gigi racconterà nel libro “Seguo il mio re!”.
OLINDA
L’altra svolta avviene grazie a Olinda, la badante peruviana che
assiste Santina in 8 anni di invalidità. Don Luigi e la mamma
incontrano attraverso di lei una realtà che non immaginavano, quella
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