Page 13 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא  יִקְלֶחְו יִבָבְל  רוּצ                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          -       -

             esserci perdono per me?”. E don Gigi gli risponde: “Ego te absolvo a
             peccatis tuis in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen”. Poi

             lo abbraccia e agli amici, a Roma, confiderà: “in quel momento ho
             pensato  a  quel  che  ci  ha  detto  Papa  Francesco  commentando  il

             Vangelo di Matteo, Gesù nel momento della mia visita in carcere era
             quel detenuto di cui tutti hanno paura. Abbracciarlo è stato un dei
             momenti di maggiore gioia della mia vita”.


             L’ESEMPIO DI MARTINI

                     “Don Gigi, te la sentiresti di venire in Conclave con me?”. Don
             Ginami, non era preparato all’invito del cardinale Martini anche se

             ha  diviso  con  lui  anni  intensi  da  quando,  ancora  studente,  ha
             conosciuto l’arcivescovo di Milano e ne è rimasto affascinato. Così

             il prete bergamasco si è trovato a vivere un’esperienza unica accanto
             a un personaggio unico: l’uomo che non desiderò essere Papa. “Era
             il 24 marzo 2004. Avevo deciso di svolgere gli esercizi spirituali a

             Gerusalemme  col  cardinale  Martini.  Si  parlava  del  Papa  malato,
             invaso dal Parkinson. È stato allora che il cardinale mi ha chiesto se

             me la sentivo di fargli da segretario a Roma, in vista di un Conclave
             che  appariva  ormai  certo.  Sono  rimasto  folgorato.  Sono  corso  a

             pregare al Santo Sepolcro e al ritorno ho dato la mia disponibilità.
             L’anno  dopo  abbiamo  fatto  Pasqua  insieme.  Avevo  portato  mia

             mamma.  Il  cardinale  le  disse:  ‘Ho  chiesto  a  don  Gigi  di  farmi  da
             segretario  a  Roma’.  ‘Ma  sarà  capace?’,  era  stata  la  risposta  della
             madre  apprensiva  come  tutte  le  madri.  Arrivati  a  Roma,  ci  hanno

             informato  che  Giovanni  Paolo  II  si  era  aggravato.  Il  2  aprile  è
             morto”. “Ho accompagnato il cardinale fino alla soglia e l’ho atteso

             all’uscita.  Prima  che  entrasse  ci  siamo  scambiati  un  abbraccio.
             All’uscita era molto sorridente”. Dopo quell’esperienza, don Gigi ha

             seguito l’esempio di Martini nel distacco dal carrierismo e da ogni
             bene materiale, e come faceva l’anziano cardinale si rifugia appena

             può in Terra Santa, dove ha una piccola casa e dove è ora sotterrata
             la persona che aveva più cara, la sua mamma Santina.







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