Page 81 - Maritza
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me mi era capitato di fare con il carcerato Viejo
         Paco a Challapalca.
            “Ora le tue lacrime sono in me, porto in me
         il tuo dolore e ti prometto di trasformarlo in oc-
         casione di bene”.
            Le do un bacio sulla fronte e esco. Fuori c’è
         un caldo torrido. Il vento, sul torito, mi dà un
         po’ di ristoro. Il mio grande pianto ha scatena-
         to nel mio cuore una grande pace, quella pace
         che spero vi giunga attraverso queste righe che,
         oltrepassando più di diecimila chilometri, si scri-
         veranno nel vostro cellulare. Non sono fantasia.
         Io sono realmente qui in Perù, ho realmente
         incontrato lei e ho realmente pianto, e se tu sei
         arrivato a queste piccole parole, anche tu hai
         incontrato lei e la sua sofferenza... e io ne sono
         felice. Così, oltre che a essere in pace, sono an-
         che felice... Poco importa se sono con il cervello
         bollito, con lividi, scottato dal sole, dissenteria,
         con raffreddore potente per il freddo, sporco e
         incapace di connettere, ma non cambierei con
         nessuno questa esperienza e questo modo di vi-
         vere che mi fa sentire prete fino al più profondo
         delle mie viscere...





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