Page 98 - Sonico
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via di fuga. L’unica cosa che mi dissi fu che era
giunta la mia ora, abbracciai forte i miei figli e
lasciai che la polizia facesse il suo lavoro.
Chiesi di fare una telefonata a mia madre,
che mi rispose piangendo che la polizia si era
presa tutta la mia famiglia: i miei fratelli, mia
cognata, mio cognato, la mia gente e, ancor
peggio, mio papà.
Quanta impotenza nel vedere mio padre
ammanettato. Lo abbracciai e, piangendo, gli
chiesi scusa perché lui non mi aveva spinto a
fare questa vita.
Rinchiusa nella cella mi nascondo ora tra le
lacrime, piangendo per come una decisione sba-
gliata abbia rovinato la mia vita, la vita delle per-
sone che amo… ho rovinato la vita di mia figlia.
… E ora sono in prigione, col mio bebè, men-
tre scrivo queste pagine.
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