Page 80 - Santiago
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sul carcere sulle Ande, nel cuore di quell’anziano
               efferato aguzzino e criminale stava per scendere il
               caldo perdono di Dio.
                  Lo guardo negli occhi, guardo le sue mani
               giunte, guardo il pesante maglione marrone e poi
               ritorno ai suoi occhi e gli dico:
                  “Non so chi tu sia e non so cosa tu abbia fatto,
               ma non mi interessa. Quello che mi interessa ora
               è di dirti che dove ha abbondato il peccato ha so-
               vrabbondato la grazia. Perciò io – con l’autorità a
               me conferita dal sacramento dell’Ordine – ti dico:
               ‘Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre
               e del Figlio e dello Spirito Santo Amen!’”.
                  La frase sacra è scandita, le parole antiche e
               formidabili che perdonano la colpa in nome di Dio
               sono state lanciate nel suo cuore per trasformarlo!
               Davanti non al miracolo, ma al mistero di questo
               enorme perdono, non mi resta che raccogliermi in
               atteggiamento di devozione e preghiera. Io per pri-
               mo devo credere fermamente e indiscutibilmente
               a quelle parole...
                  Lentamente e silenziosamente mi inginocchio
               davanti a lui. L’agente penitenziario con il suo fu-
               cile carico sposta ancora verso di me l’arma pronto
               a difendermi da un’eventuale aggressione del Vec-
               chio. Mentre mi inginocchio guardavo il carcerato
               e in alto, sulla torretta, l’agente di sicurezza pronto

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