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 sol      l’iNferNo Di Delta uNo, iNseDiameNto Di miNatori Nella foresta amazzoNica

 e molta gente in questi luoghi sperduti sof-  guardo incredulo. “Vedi quella donna anziana
 fre di patologie tumorali. L’acqua assorbita   che porta sulla schiena un fagotto? Molto pro-
 dalle piante da frutta contamina i frutti e li   babilmente lì c’è la coca… E guardati attorno:
 trasforma in veleno per chi li mangia. Un’ora   vedi gli sguardi pesanti di sospetto su di te
 dopo arriviamo al grande fiume Inambari, un   perché sei uno straniero?”. La barca parte ed
 affluente del grande fiume Rio Madre de Dios   effettivamente la diffidenza dei passeggeri si
 che è lungo ben 1347 chilometri. Ci fanno   taglia con il coltello. Volti perplessi, sguardi
 scendere, suor Daniela mi offre una tazza di   che si chiedono perché quell’estraneo sia in
 caffè dal thermos, abbiamo anche dei panini   questa terra. Il proprietario della barca cono-
 che saranno il nostro pranzo. Suor Daniela   sce la suora che gli offre una tazza di caffè
 mi dice: “Dobbiamo salire su questa canoa e   e quando gli spiega che sono un prete, mi
 navigare il fiume per circa 40 minuti. Da qui   guarda con rispetto e l’atmosfera di avversio-
 iniziano i pericoli”. La guardo mentre metto   ne una po’ si stempera.
 il cappello a falde larghe per ripararmi dal   Al nostro sbarco troviamo una jeep che
 sole dell’Amazzonia: “Quali pericoli, suora?”.   condividiamo con altri due giovani: sono
 “Vedi, Gigi, dall’altra parte del fiume entria-  minatori che rientrano alle miniere. La suo-
 mo in una terra dove lo Stato praticamente   ra messicana mi avverte di non parlare con
 non esiste e i pochi militari e agenti di poli-  loro. Bevono birra ed ascoltano ad alto volu-
 zia che ci sono, sono corrotti. Qui non esiste   me canzoni dalla nenia peruviana. La musica
 legge; molti di quelli che stanno navigando   assordante mi snerva più che la strada imper-
 con noi esibiscono documenti d’identità fal-  via. Dopo circa un’ora, il primo minatore scen-
 si, con numeri del documento d’identità che   de e dopo un altro paio di chilometri la suo-
 non corrispondono alla persona che lo pre-  ra mi indica tre uomini con il volto coperto e
 senta, viaggiano nell’anonimato; le donne,   con armi in mano sul ciglio destro della stra-
 poi, si trasformano in corrieri della coca”. La   da; più in là, a circa 200 metri da noi, ci sono

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