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         Daniela risponde tra il divertito ed il preoc-                   di strada, le prime due sono su strada asfal-
         cupato: “Sinceramente, è la prima volta che                      tata, l’ultima è nella foresta. A Puerto Carlos
         un prete mi chiede di accompagnarlo in quel                      dobbiamo prendere una piccola canoa, per
         posto tremendo – sorride – poi, un prete bian-                   arrivare a Delta Uno e risalire il Rio Inambari
         co… Ma se sa a cosa va incontro, perché no?                      e poi sull’altra sponda del fiume prendere-
         Io sono libera mercoledì prossimo, va bene                       mo una jeep per altre due ore, e infine una
         per lui?”. Faccio cenno di sì con la testa, padre                moto: è tutto chiaro? Faremo ritorno questa
         Carlos le conferma il mio proposito poi riag-                    sera per le 22, sono circa 12 ore di viaggio in
         gancia e mi dice: “È per le 5 del mattino, a                     tutto…”. Le rispondo: “Non sembra una gita
         casa sua: ti ci porta padre Persy”.                              di piacere, ma va benissimo!”. Finalmente sale
            Dopo un enorme tazza di caffè, pieno di                       anche l’ultimo passeggero e l’autista parte
         sonno, nella terribile umidità del clima tropi-                  verso Mazuko. Effettivamente, dopo due ore
         cale della foresta vado all’appuntamento. Lei,                   di strada asfaltata il combi lascia la statale e
         suor Daniela, mi sorride: è minutina, con due                    imbocca una strada sterrata che peggiora
         occhi neri vivissimi e la bocca coperta dal-                     sempre di più. La natura è lussureggiante, il
         la mascherina. Non so ancora nulla di come                       caldo è forte e i tratti di strada sterrata sono
         viaggeremo, pensavo con una jeep… invece                         attraversati da torrenti che superiamo grazie a
         a piedi raggiungiamo la stazione delle corrie-                   ponticelli in legno molto precari: ne incontria-
         re che qui in Perù chiamano combi: sono pul-                     mo molti, e ad ogni ponte trattengo il respiro
         mini scassatissimi con 10 posti, tutto fuorché                   per il timore di finire in acqua.
         confortevoli. La suora gentilmente mi indi-                         La prima cosa che mi sconcerta è il colore
         ca il posto al finestrino, ci sediamo e mentre                   dell’acqua: è del colore del piombo, i primi
         aspettiamo che il combi si riempia per parti-                    segni di una profonda infezione della natura.
         re, lei inizia a spiegarmi: “Don Gigi, questo                    L’acqua contaminata dal mercurio si trasfor-
         combi ci porta a Puerto Carlos; sono tre ore                     ma infatti in un veleno che uccide la natura,

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