Page 56 - Sol
P. 56

P erù
          sol                                                              l’iNferNo Di Delta uNo, iNseDiameNto Di miNatori Nella foresta amazzoNica

         e molta gente in questi luoghi sperduti sof-                     guardo incredulo. “Vedi quella donna anziana
         fre di patologie tumorali. L’acqua assorbita                     che porta sulla schiena un fagotto? Molto pro-
         dalle piante da frutta contamina i frutti e li                   babilmente lì c’è la coca… E guardati attorno:
         trasforma in veleno per chi li mangia. Un’ora                    vedi gli sguardi pesanti di sospetto su di te
         dopo arriviamo al grande fiume Inambari, un                      perché sei uno straniero?”. La barca parte ed
         affluente del grande fiume Rio Madre de Dios                     effettivamente la diffidenza dei passeggeri si
         che è lungo ben 1347 chilometri. Ci fanno                        taglia con il coltello. Volti perplessi, sguardi
         scendere, suor Daniela mi offre una tazza di                     che si chiedono perché quell’estraneo sia in
         caffè dal thermos, abbiamo anche dei panini                      questa terra. Il proprietario della barca cono-
         che saranno il nostro pranzo. Suor Daniela                       sce la suora che gli offre una tazza di caffè
         mi dice: “Dobbiamo salire su questa canoa e                      e quando gli spiega che sono un prete, mi
         navigare il fiume per circa 40 minuti. Da qui                    guarda con rispetto e l’atmosfera di avversio-
         iniziano i pericoli”. La guardo mentre metto                     ne una po’ si stempera.
         il cappello a falde larghe per ripararmi dal                        Al nostro sbarco troviamo una jeep che
         sole dell’Amazzonia: “Quali pericoli, suora?”.                   condividiamo con altri due giovani: sono
         “Vedi, Gigi, dall’altra parte del fiume entria-                  minatori che rientrano alle miniere. La suo-
         mo in una terra dove lo Stato praticamente                       ra messicana mi avverte di non parlare con
         non esiste e i pochi militari e agenti di poli-                  loro. Bevono birra ed ascoltano ad alto volu-
         zia che ci sono, sono corrotti. Qui non esiste                   me canzoni dalla nenia peruviana. La musica
         legge; molti di quelli che stanno navigando                      assordante mi snerva più che la strada imper-
         con noi esibiscono documenti d’identità fal-                     via. Dopo circa un’ora, il primo minatore scen-
         si, con numeri del documento d’identità che                      de e dopo un altro paio di chilometri la suo-
         non corrispondono alla persona che lo pre-                       ra mi indica tre uomini con il volto coperto e
         senta, viaggiano nell’anonimato; le donne,                       con armi in mano sul ciglio destro della stra-
         poi, si trasformano in corrieri della coca”. La                  da; più in là, a circa 200 metri da noi, ci sono

                                 54                                                               55
   51   52   53   54   55   56   57   58   59   60   61