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CELLA E AULA SCOLASTICA


            La provocazione è forte. Inauguriamo due
         edifici, due stanze per meglio dire, ma forse agli
         antipodi tra di loro: una cella e un’aula di scuola.
            Partiamo prima da una parvenza di somiglianza.
            Quando ero piccolo bambino e andavo alla
         scuola elementare per me l’aula di scuola era una
         vera e propria prigione e la cosa che più amavo non
         era la lavagna ma la finestra. Avevo una maestra,
         la signora Maria Rucli che chiamavo ‘Gomma del
         ponte’ per via della famosa gomma da masticare
         alla quale facevano pubblicità con il ponte di Bro-
         oklin. Per me bambino il suono era uguale a ‘Rucli’.
            Dunque la mia maestra ‘Gomma del ponte’ mi
         cambiava puntualmente di posto per cinque anni
         e mi metteva in luoghi in cui dalla finestra non si
         poteva guardare… Una volta c’era solo un ramo
         di un grande albero ma io lì vedevo le stagioni,
         il colore delle foglie, l’arrivo degli uccellini e delle
         rondini… e, cinque minuti prima del suono della
         campanella, la cartella era già pronta facendo su-
         perincazzare la buona maestra! Bene per me era
         una piccola prigione…
            Oggi, dopo cinquant’anni penso che i bambini

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