Page 111 - Nicola
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Calabria
nicola DON EDOARDO VARANO E FONDAZIONE VILLA DELLA SOLIDARIETÀ
sono completamente dimenticato di Santina: “monsignore” o di ricevere il saluto militare
tutta la mia attenzione era per quella donna dei gendarmi e delle guardie svizzere: tutte
che stava morendo tra le mie braccia ... cose che non mi facevano più effetto. Volevo
Avevo gli occhi pieni di lacrime e mentre essere solo “don Gigi”! Meglio una stretta di
mi sciacquavo il viso nel bagno della tera- mano che un saluto sugli attenti…
pia intensiva prima di tornare da mia madre Certo, Villa della Fraternità è un’opera
pensai: “Se Santina non fosse stata male, non ciclopica rispetto a Fondazione Santina e alla
avrei potuto accompagnare quella donna nostra Associazione; però con quella frase
nella morte”. L’esperienza terribile del dolore nella sua Lettera, don Edoardo ha toccato il
di Santina mi ha assimilato a don Edoardo, mio cuore e così, incominciando dalle piccole
anche se attraverso la strada più dura della cose, ho iniziato come lui ad ancorare la mia
sofferenza lancinante; come don Edoardo ho vita alla vita reale – con le opere; e non sono
cominciato a pensare: “Ma a me manca qual- più l’uomo che ero stato fino al 2005.
cosa”. Sentivo che qualcosa mi mancava, che Rassegnati alla sorte di vivere gli ultimi anni,
il mio sacerdozio era quasi monco ed incom- senza conforto, con la sola presenza della soli-
pleto perché privo di vitale aggancio alla vita tudine, la terribile solitudine dei vecchi…
reale. Io voglio che la sofferenza di mia madre Il tema della solitudine di cui parla don
non sia stata vana, voglio che la vita di altre Edoardo nella sua Lettera – siamo negli anni
persone possa essere resa migliore dalla sua ’75-’80 del secolo scorso – mi ha impressio-
sofferenza e voglio impedire che altra gente nato davvero tanto. Oggi, in epoca di Covid,
soffra come ha sofferto Santina. Mano mano il tema della solitudine è esasperato. Tutto
che mi avvicinavo a questo “aggancio con sembra essere trasformato in virtuale. Nei
la vita reale”, ecco che iniziava a sbiadire il mesi in cui il Covid flagellava Bergamo sen-
“gusto” per certi formalismi della vita di uffi- za pietà molti, moltissimi anziani sono mor-
cio, come il velato piacere di essere chiamato ti soli, isolati; i loro corpi sono stati bruciati
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