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e si espande”. Dopo la riconquista ci sono frasi
               che si contrappongono, scritte dai cristiani del
               tipo: “Qui dentro c’erano 5 tonnellate di grano
               che sono state rubate dall’ISIS”. Ma il risultato è
               uno sfacelo immenso: sistema elettrico tagliato,
               tubature dell’acqua tranciate, vetrate bellissime
               sfasciate, porte scardinate. Il segno N perma-
               ne su alcune abitazioni e mette ancora i brivi-
               di. Forse in Italia non abbiamo capito cosa sia
               successo qui. Troppo comodo usare questa N
               nei profili facebook, oppure in whatsapp, o nei
               propri siti web, per dichiarare una vicinanza a
               questi martiri cristiani! Quel segno qui ti mette
               le lacrime agli occhi, ti mette in gola un ma-
               gone fortissimo... Vorresti scappare. Chiudi gli
               occhi per non vedere... e ancora un ammasso di
               detriti: televisori, elettrodomestici, piatti, posate,
               vestiti, scatole, valigie, tutto rimestato dalla furia
               di Daesh. Il primo pensiero è stato il recente
               terremoto che in centro Italia ha prodotto questi
               danni poi, invece, nel mio cuore le immagini
               sono andate alla guerra del 2014 a Gaza dove,
               nel settembre di quell’anno, con Abuna George
               camminavo per le strade piene di detriti per le
               bombe scagliate sulla Striscia e per le terribili


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