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bene e gli occhi mi si riempiono di lacrime. È
               ciò che resta di un crocifisso! Un povero Gesù
               senza croce, ma con le braccia amputate. Sarà
               di 25 centimetri. Lo raccolgo, lo pulisco e devo-
               tamente lo metto nello zaino. Maged, il cristiano
               che mi accompagna si commuove. Una mano di
               una bella statua di pietra è per terra, ha un dito
               spezzato. La raccolgo devotamente e la pongo
               nello zaino. Il valore di questi ricordi è nullo, ma
               il loro potere spirituale è terribile: sono reliquie
               davanti alle quali pregare con intensità! Men-
               tre recito una bella preghiera al crocifisso, mi
               vengono in mente le parole di papa Francesco,
               quando nell’Angelus del 26 dicembre 2016 par-
               lava proprio di questo luogo. Le sue parole mi
               scuotono fino al più profondo del cuore... diceva
               papa Francesco alcuni mesi fa: “Gesù preannun-
               cia ai discepoli il rifiuto e la persecuzione che
               incontreranno: ‘Sarete odiati da tutti a causa
               del mio nome’. Ma perché il mondo perseguita
               i cristiani? Il mondo odia i cristiani per la stes-
               sa ragione per cui ha odiato Gesù, perché Lui
               ha portato la luce di Dio e il mondo preferisce
               le tenebre per nascondere le sue opere malvage.
               Ricordiamo che Gesù stesso, nell’Ultima Cena,


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