Page 81 - Martin
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 Ma il ricordo è lì e per rimuoverlo devo codificarlo, lo   profonda solitudine  e  un  profondo gelo  mi  entravano
 devo esprimere  e così a distanza di circa  due mesi   nel cuore: ho bruciato Dio e ora sono completamente
 (sono  rientrato dal Messico lo scorso  23 novembre)   solo”. Mi guarda negli occhi e mi dice: “Dio mi ha tolto
 ritiro fuori i fogli e cerco di scrivere delle note coerenti   tutto e così io l’ho ucciso, ho bruciato Dio e non ho più
 con il fugace ma tremendo  incontro  che ho avuto   tempo da perdere con te, prete…”. Non mi saluta, mi
 uscendo dalla casa di Magdalena. È Fatima che mi   volge le spalle  e lentamente  se ne va. Rimango
 accompagna  per  alcuni passi, sul marciapiede   stordito da questo incontro, durato lo spazio di forse tre
 incrociamo Benito. Fatima lo conosce e lo ferma: “Ciao   minuti, in cui io non ho parlato, Benito non ascoltava
 Benito, ti presento don Gigi, un prete che è vicino alle   più. Questo incontro  mi getta in confusione  mentale,
 vittime di violenza! Anche tu sei vittima di violenza, i   questa esperienza mi segna profondamente e mi
 narcos ti hanno sterminato la famiglia… forse il padre   ripropone  l’esperienza  del dolore  del libro di Giobbe.
 potrebbe darti un conforto, anche se so che non vieni   Un dolore che avevo dimenticato, fino al giorno del mio
 più in chiesa e che non preghi più”. Sto per stringere la   compleanno lo scorso 13 gennaio, quando nel silenzio
 mano callosa del giovane  padre di famiglia che si è   della mia casa in Città Alta a Bergamo, raccolto in ritiro
 visto  ammazzare  due figli, la moglie e la madre.  Lui   spirituale  per festeggiare  con Gesù i miei 62 anni di
 rifiuta  la stretta di mano, mi guarda  con occhi  di   vita, le parole  di Benito  tornano  a risuonare  in me,
 ghiaccio  e mi dice: “Prete,  quando quella mattina   quella frase  di Benito mi richiama  alla mente un
 all’alba sono rientrato  in  casa dopo  il  mio turno di   romanzo bellissimo di Joseph Roth dal titolo Giobbe.
 lavoro notturno e ho trovato i miei due bambini con il   Mi alzo e vado alla libreria e mi ritrovo tra le mani un
 cranio  bucato da un proiettile,  quando ho visto mia   mio libro del 2008 dal titolo La Speranza non delude:
 moglie in una pozza di sangue per terra con la schiena   durante  la dura  esperienza di mia madre Santina,
 trapassata  da tre  proiettili,  e mia madre  nell’altra   stavo rileggendo il romanzo di Roth. Incredibile per me
 stanza freddata da un unico colpo di revolver al cuore,   la potenza di quelle pagine che sembrano scritte oggi,
 sai cosa ho fatto prima  di tutto? Ho guardato  il   per l’esperienza di Benito. Non voglio toccare nulla di
 crocifisso,  e poi con freddezza  l’ho staccato dalla   quelle pagine, ma semplicemente voglio riproporvele,
 parete e meticolosamente ho passato in rassegna tutte   al termine di questo libro. In verità queste parole fanno
 le stanze, ho tolto dalle pareti  tutti i segni sacri  che   bene prima di tutto a me, ma penso che ci mettano
 avevo e li ho portati  in giardino, li ho messi in un   nella corretta prospettiva di rileggere il fugace quanto
 bidone della spazzatura,  e poi? Poi ho preso  della   terribile incontro con Benito. Eccole a voi.
 benzina e ho appiccato il fuoco: li ho bruciati e mentre
 le fiamme salivano  nell’odore  della spazzatura  una
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