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 Quelle pagine le ho sentite particolarmente vicine alla   vecchi occhi semivelati... “Io sono Menuchim”... “Alzati,
 mia situazione e al bisogno di vivere con fede e grande   babbo”...  Ora  Mendel siede sulle ginocchia  di suo
 speranza questo difficile momento. Mendel Singer, un   figlio, sorride intorno a ognuno, guardandolo in faccia.
 semplice, devoto ebreo russo,  è  il  protagonista  del   Bisbiglia: “Il dolore lo farà saggio, la deformità buono,
 romanzo  di Roth.  Egli  come il Giobbe della Bibbia   l’amarezza  mite e la malattia  forte”».  Menuchim è,
 viene provato  e  perde tutto,  anche  la speranza (…)   infatti, un grand’uomo, un musicista  dotato di una
 Quando si uccide la speranza, si uccide l’uomo, tant’è   saggia sensibilità dovuta al suo stato di salute da cui
 che Mendel decide di ribellarsi e “bruciare Dio”. «... Io   miracolosamente è guarito. Così si chiude il romanzo
 voglio bruciare di più che una semplice casa e di più   di Roth. Mendel sembra ribellarsi e rifiutare il suo Dio,
 che un semplice uomo. Vi meraviglierete se vi dico che   ma nonostante ciò, ottiene comunque la benedizione
 cosa realmente avevo intenzione  di bruciare.  Vi   divina  che lo muove nuovamente  verso il rinnovato
 meraviglierete e direte: anche Mendel è pazzo, come   abbraccio della fede e di Dio. Roth, amo pensare, volle
 sua figlia. Ma io vi assicuro: non sono pazzo. Per più di   con questo epilogo (bellissimo),  ridonare  all’uomo la
 sessant’anni sono stato pazzo, oggi non lo sono... Dio   propria  dignità anche al cospetto di un Dio
 voglio bruciare...». Mendel Singer, al pari del Giobbe   imperscrutabile  e, per  certi versi, crudele  (almeno  in
 della Bibbia,  non si riconosce colpevole di alcunché.   base al nostro metro di giudizio), assegnando al suo
 «... Per  che cosa ci punisce ora?  Abbiamo  fatto del   grandissimo protagonista il compito di trasmettere un
 male?  Perché è  crudele?».  Mendel  Singer, a   nuovo messaggio di infinita speranza. La speranza,
 differenza del  Giobbe  della  Bibbia, bestemmia  il  suo   questa è un’altra  chiave di lettura.  La speranza  non
 Dio. «...Dio è crudele, e più gli si ubbidisce, più ci tratta   delude. Il romanzo di Roth ci appare come un’apologia
 con severità. È più potente dei potenti, con l’unghia del   della speranza che, ancorché  mortificata,  sempre  si
 suo dito mignolo può dar loro il colpo di grazia, ma non   riaffaccia prepotente e  consolatrice nell’animo
 lo fa. Solo i deboli ama annientare. La debolezza di un   dell’uomo sofferente.  Ritornando  ora alla mia
 uomo eccita la sua forza e l’ubbidienza risveglia la sua   situazione personale nel tentativo di rileggerla alla luce
 ira...  Non  ho paura  dell’inferno...  Tutte le pene   del bel romanzo, devo dire che per capire ancora di più
 dell’inferno le ho già sofferte. È più benigno di Dio, il   il valore di coloro che con me hanno profondamente
 diavolo. Siccome non è così potente, non può essere   condiviso l’esperienza dolorosa si deve cominciare con
 così crudele. Io non ho paura, amici miei...». Mendel   il dire che tali esperienze  portano in sé una grande
 Singer, al pari del Giobbe della Bibbia, è benedetto dal   purificazione, non solo una purificazione spirituale, ma
 suo Dio. «“Menuchim è vivo”... Allora il riso di Mendel   umana. In altre parole permette di capire il valore delle
 si muta in pianto, singhiozza e le lacrime scorrono dai   relazioni umane  che  ognuno  di  noi  possiede.  Nel
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