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la piccola non è sieropositiva! Questa volta l’ab-
             braccio ancora più forte e tra le nostre gambe è fi-
             nito il piccolo Le Hung che invece è sieropositivo…
             Me lo prendo in braccio e lo riempio di baci, quei
             baci che vorrei dare alla piccolina Mia che ancora
             non vuole venire in braccio da me. Sciolte queste
             due domande cruciali riesco a leggere in questa
             storia di disperazione il nostro piccolo contributo
             che ha fatto sì, insieme al grande lavoro di padre
             Giovanni, che una bimba sana, che si chiama Mia,
             possa oggi vivere e non essere stata drasticamen-
             te abortita! Qui in Vietnam recupero i valori forti
             del vivere. Qui la vita è vita, anche se hai HIV e
             se il tuo primo figlio è HIV. Così avviene in Africa
             con Everlyne e in altri luoghi poveri del mondo.


                 Mi fa bene questo viaggio e mi fa bene togliere
             i pidocchi e le pulci dalla testa di una bambina,
             giocare, farmi scrivere con la biro i nomi sulle brac-
             cia, sulla schiena, sulle mani. Questo pomeriggio
             andrò ad Hanoi con questi bellissimi tatuaggi! Qui
             a Saigon è stato piacevole, ieri sera, uscire con i
             bambini, offrire loro un pezzo di pizza al taglio e un
             buon gelato. Io e padre Giovanni sembravamo due
             papà con dieci figli ciascuno. Momenti bellissimi e

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