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con voi… Con noi, infatti, non parla mai nessuno.
             Chi vuoi che venga a parlare con uno come me,
             che vende carne di cane e che è un vecchio diser-
             tore in miseria dell’esercito vietnamita? Insomma
             un vietcong disertore…”.
                 Men continua a tradurmi quanto l’uomo mi dice.
                 Sister Trang divide il cibo che abbiamo portato,
             recitiamo una breve preghiera, anche se Ly e Quang
             sono buddisti, e la nostra cena ha inizio. Ly mi guar-
             da. Finora è stata in silenzio, ma ora mi chiede:
                 “Gigi ti ricordi di Chi Phuong?”.
                 Questa parola mi folgora… Dal mio arrivo in
             Vietnam il nome della donna di 37 anni che avevo
             incontrato lo scorso anno e che era morta solo un
             paio di mesi dopo il mio viaggio, mi mette i brividi
             e un nodo forte forte alla gola! L’avevo fatta se-
             dere sulle mie gambe, i suoi lunghi capelli neri mi
             sventolavano sul volto. Mi ricordo il suo abbraccio,
             mi ricordo le sue ossa spigolose e… Volevo ritor-
             nare in quel luogo… Ma la sua baracca è stata
             distrutta e me ne sono reso conto attraversando
             il fiume… Una profonda tristezza nel cuore per la
             morte disumana che aveva fatto, nella completa
             miseria e solitudine. Bene, Ly andava proprio a
             toccare quel nervo scoperto.

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