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La testa mi scoppia. Per un genitore non c’è motivo
             di pena e di sofferenza maggiore che veder mori-
             re il proprio figlio, anche solo vederlo ammalato.
             Quando ero piccola anche noi eravamo poveri e, se
             avevo il mal di stomaco, mia mamma Van andava al
             campo a raccogliere foglie di albicocca, le cucina-
             va con le uova, me le dava come medicina, e ogni
             giorno mi chiedeva se stessi meglio. Che meravi-
             gliose creature sono le mamme vietnamite, piene
             di forza e di grande carattere! Ly mi guarda e io
             ammiro in questa donna la santità di una vita che
             non è stata per niente bella, ma che è stata tanto
             buona. Il segreto della felicità penso che non stia
             nella bella vita piena di agio e comodità, ma nella
             buona vita: quella che Ly e Quang hanno vissuto.


                 Il tempo passa e noi ci stiamo innamorando di
             Ly e del marito Quang che sembra non godere di
             una forte salute. Quang dopo un colpo di tosse
             chiede a Mia:
                 “Scusa, sapete dirmi che fine ha fatto quell’ita-
             liano che era con voi? Mi avete detto che è stato
             lui a chiedere alle suore della Caritas di venire a
             dormire qui. È vero? Lui, in verità era già venuto
             a trovarci e aveva voluto incontrare anche Chi

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