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Bergamo
          luca                                                                                                         don angelo

            Don Angelo respira profondamente, rac-                        sono precipitate vertiginosamente nell’arco
         coglie lucidità e fermezza, poi avvia il raccon-                 di pochissimi giorni. Per lui non c’è stato nulla
         to del suo calvario:                                             da fare; venerdì 13 marzo mio padre è mor-
            “Tutto è cominciato domenica 8 marzo,                         to. Nel frattempo per me, mia madre, i miei
         quando don Adriano Locatelli, il mio coa-                        due fratelli con le loro famiglie era iniziata la
         diutore in parrocchia, è stato ricoverato per                    quarantena. Tutti da soli. Mia madre in casa
         il Coronavirus all’ospedale di Lecco. Già da                     da sola a Valbrembo, io da solo in parrocchia.
         diversi giorni aveva alcuni sintomi, ma non me                   Io avevo avuto qualche malessere, un po’ di
         ne aveva parlato, sottovalutando il problema                     febbre di sera che andava e tornava, nausea e
         me lo aveva tenuto nascosto. Io e lui lavorava-                  raffreddore, ma niente di preoccupante. Nulla
         mo gomito a gomito, collaboravamo da sette                       mi faceva pensare al Coronavirus, ma poi mi
         anni, ma eravamo amici già da prima, perché                      hanno detto che probabilmente anche io ero
         lui era stato mio assistente in seminario. Dal                   stato contagiato e avevo superato il virus così,
         suo ricovero è iniziata la tragedia. Il giovedì                  in forma più leggera. Quando mio padre se
         precedente, come ogni giovedì, mio padre                         ne è andato, nella solitudine più buia – quella
         Mario e mia madre Romana erano venuti in                         stessa solitudine che avvolge la morte di tutti i
         parrocchia da me a Carenno per aiutarmi nel-                     malati di Coronavirus – io e i miei fratelli siamo
         le pulizie e sistemare la casa. E come sempre                    piombati nello sconforto. Poi, è stata la vol-
         abbiamo pranzato tutti insieme. Dopo il rico-                    ta di mia madre: come il papà, anche lei si è
         vero di don Adriano, il martedì successivo mio                   ammalata. Il virus non l’ha risparmiata. Dome-
         padre, che aveva 81 anni e già problemi suoi                     nica 15 ha avuto un crollo, la saturazione è
         con alcune patologie pregresse, ha comin-                        arrivata al limite. Abbiamo chiamato il 112 e
         ciato a stare malissimo: il virus lo aveva attac-                lei è stata ricoverata all’ospedale di Merate. E
         cato. Ricoverato all’ospedale ‘Papa Giovanni                     in questo momento è ancora lì, che combat-
         XXIII’ di Bergamo, le sue condizioni di salute                   te per tenersi aggrappata alla vita. Il martedì

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