Page 76 - Kelvin
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ma anche per la realtà ecclesiale e sociale dell’al-
               topiano delle Ande. Conima deve molto anche a
               questa donna.
                  Entriamo in chiesa con i capelli pieni di petali
               e coriandoli. Ad attendermi c’è il vicario genera-
               le quasi a voler concludere in modo onorevole
               e riconoscente un rapporto lavorativo e di intesa
               durato due anni. Saluto cordialmente padre Fer-
               nando, così si chiama il vicario generale, e inizia
               la messa che io presiedo e che è concelebrata da
               altri quattro sacerdoti.
                  Padre Joselo mi dice:
                  “Padre, probabilmente mai a Conima cinque
               sacerdoti hanno concelebrato. Che bella celebra-
               zione!”.
                  Io guardo il padre alla mia destra e sorrido
               compiaciuto. Il parroco, padre Walter, ha esposto,
               al lato destro e sinistro del presbiterio ristruttu-
               rato, due belle fotografie di Santina che mostro
               compiaciuto alla gente durante la mia breve ome-
               lia. Celebro la messa per la parrocchia di Conima
               con due intenzioni: perché Conima, ora che ha
               una bella chiesa, possa avere anche un parroco
               fisso e perché il paesello sulle rive bellissime del
               lago Titicaca possa esprimere presto una nuova
               vocazione alla vita sacerdotale in proseguimento e


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