Page 73 - Kelvin
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TETTO NUOVO
Sono in aereo fermo a Cusco. Da Juliaca ab-
biamo volato per mezz’ora. Da qui proseguo per il
lungo viaggio che mi riporterà in Europa e poi in
Italia, a Roma. Sento forte nel cuore la nostalgia del-
le giornate trascorse sull’altopiano delle Ande. Sono
sentimenti forti e implacabili che mettono il cuore in
subbuglio. Ho partecipato alla vita di questa povera
gente. Per più di dieci giorni, ho dormito nel barrio
di Villa San Roman e mi sono innamorato di quella
povera gente. Lo scrivere è una buona medicina che
aiuta a far sedimentare le emozioni e a chiarificare
i pensieri. Dal portellone dell’aereo entra una folata
di aria fredda che mi ricorda che siamo ancora a
una altezza di 2700 metri, circa mille meno di Ju-
liaca a 3800 metri sul livello del mare. Devo provare
a scrivere qualche pensiero sul centro del viaggio
che è stato l’inaugurazione della chiesa di Conima,
paese sulla via della Culebra.
Questa seconda volta, dopo lo scorso anno in
cui avevamo inaugurato il pavimento, non è stato
del tutto semplice. Calcoli fatti male a Conima sul
costo dei materiali e sui tempi di realizzazione han-
no portato l’inaugurazione da dicembre a giugno.
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