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CHALLAPALCA: IL CARCERE DI CASTIGO

                  Ore 3.45, meno sei gradi, luna piena. Carichia-
               mo la jeep: duecento coperte, duecento cappellini
               di lana, duecento pezzi di sapone, dentifricio e
               duecento spazzolini da denti. Direzione Challapal-
               ca. Dopo averla pensata, programmata e meditata,
               la giornata del 21 giugno è arrivata! Padre Joselo,
               padre Andres, Olinda, Cesar, nostro autista, e Wil-
               der Sandera ufficiale dell’INPE (Instituto Nacional
               Penitenciario) è il gruppo di cinque persone che
               con me viaggerà verso il carcere di massima sicu-
               rezza...
                  Sto scrivendo mentre saliamo la strada sterrata
               verso l’inferno. Il sole sorge all’orizzonte. Io sono
               così emozionato e felice perché il sogno si sta re-
               alizzando. Wilder ci racconta la vita nel penale di
               Challapalca E.P.R.C.E. (Establecimiento Penitencia-
               rio de Regimen Cerrado Especial). Io sono stordito
               dalla grande occasione di conversione che Dio mi
               offre in questo giorno in cui acquisterò l’indulgen-
               za plenaria passando la porta del carcere. Quanti
               pensieri nella testa mentre il freddo ai piedi e alle
               mani si fa sentire. Sapevo perfettamente queste
               difficoltà, ma mi danno forza e coraggio. La strada
               è sterrata come quelle del Kenya. Sei ore di viaggio


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