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de precario lo stato sanitario del carcere presidiato
dall’esercito e vicino ai confini con la Bolivia. Non
c’è neppure luce elettrica, solo tre ore la sera per
consumare i pasti e niente di più. Il carcere è di
totale e duro isolamento. Per giungere lì si devono
percorrere, da Puno, otto ore di strada... in con-
dizione proibitive. I poveri disperati non possono
neppure essere visitati dai loro parenti e, infine,
sono isolati tra di loro.
Che posto terrificante deve essere, penso dav-
vero sia l’anticamera dell’inferno! Faccio fatica an-
che a capire chi siano i prigionieri ma immagino,
dai racconti di padre Andres, che siano uomini
terribili, che si sono macchiati dei più orrendi delit-
ti, colpevoli e vittime di immani tragedie. Davvero
gente che ha incontrato il demonio nella vita! Papa
Francesco ha indetto l’Anno Santo della Misericor-
dia... e ha fatto una pazzia! Ha stabilito che oltre
alla porta santa della Basilica di San Pietro e alle
belle basiliche romane, vi siano porte sante spe-
ciali: sono le porte delle celle carcerarie. Incredi-
bile vero? Incredibile ancora di più quando si fa
l’esperienza di attraversare queste porte sante in
loro compagnia... in compagnia di questi demoni,
di questi uomini sfigurati dal male.
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