Page 17 - Kelvin
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racchiusa nel sacramento dell’Ordine sacro ricevu-
               to trent’anni fa. Non vado a Challapalca per aiutare
               i prigionieri, ma per essere aiutato dai prigionieri
               a capire l’umanità. In quel luogo estremo di dispe-
               razione secondo le pagine evangeliche, non abita
               il demonio, ma abita Lui, l’Agnello immolato per i
               nostri peccati, abita Gesù... Non ci ha forse detto:
               “ero carcerato e siete venuti a visitarmi?”.
                  Che meraviglioso anniversario mi accingo a ce-
               lebrare! Lontano dai miei progetti e vicino al cuore
               di Dio. Essere prete in quel giorno per quei prigio-
               nieri efferati, celebrare la messa in quello squallido
               carcere a 5050 metri. Abbracciare forte ciascuno
               di loro, inchinarmi a baciare quei piedi ghiacciati
               dal freddo: quella sarà la mia Cattedrale, quello
               sarà il mio sacerdozio... e, infine, attraverserò la
               porta santa: come a Mtangani in Kenia, come a
               La Capilla o a Lampa in Perù, gli altri tre squallidi
               carceri da me visitati. Acquisterò nel giorno del
               mio anniversario l’indulgenza plenaria. Bacerò con
               avidità quegli stipiti maledetti dai prigionieri, ma
               benedetti da Dio. Non ci sarà torta o spumante, ma
               calde coperte da distribuire a loro, un po’ di pane,
               qualche scodella di latte... un pezzo di sapone o
               un dentifricio. Sarà sicuramente tra i giorni più belli
               della mia vita sacerdotale!

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