Page 27 - JUANA
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PACHAMAMA

                  Arrivo in Perù in occasione del solstizio d’in-
               verno; qui sull’altipiano è forte la memoria della
               cultura e della religione incaica. Il giorno anni-
               versario della mia ordinazione sacerdotale, che
               trascorrerò con le suore di Madre Teresa a Juli,
               coincide con la grande festa del solstizio inver-
               nale. Credo che valga la pena di spendere alcune
               righe per spiegare l’importanza di questa festa
               del calendario Inca.
                  L’anno degli Incas era composto da 12 mesi
               di 30 giorni. Iniziava in dicembre con l’importan-
               te festa di Cápac Raymi, e proseguiva con una
               festa ogni mese. I riti, spesso di lunga durata e
               molto complessi dal punto di vista del cerimo-
               niale, erano il più delle volte legati a questioni
               agricole e alla salute tanto degli esseri umani
               che delle coltivazioni e dei prodotti agricoli. La
               figura forse più importante di sacerdote maschio
               era per gli Incas il Willaquma che aveva il po-
               tere di nominare nuovi sacerdoti e di insegnare
               loro la “dottrina religiosa”. Oltre a questo, ave-
               vano anche funzioni di guaritori e di stregoni
               che si dedicavano alla divinazione per conto di


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